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Il diritto d’autore protegge le trame e i personaggi dei romanzi?

16 luglio 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 luglio 2012



Quando i personaggi e le storie fantasy sono tutelati dal diritto d’autore?

Nel caso di opere di narrativa, il diritto d’autore non protegge le idee del romanzo, ma l’espressione verbale [1]. È la forma, il linguaggio dell’opera, la sua struttura espositiva a essere tutelata dalla legge; mai il contenuto. Diversamente, si finirebbe per non poter più scrivere una commedia romantica, una tragedia sulla vita di un serial killer, una storia di zombie solo perché qualcun’altro l’ha già scritta prima di noi.

Ma allora che succede con i fantasy e tutti i personaggi che siano frutto della immaginazione dell’autore o presentino comunque un connotazione caratteriale tanto particolare da potersi dire “fuori dal comune”?

In generale, il contenuto delle opere di narrativa, quando sia costituito da un argomento fantastico, creato dall’autore e astratto dalla realtà di tutti i giorni, fa eccezione alla regola generale e può essere tutelato dal diritto d’autore.

È necessario però che non si tratti di situazioni di vita quotidiana, di vicende comuni o comunque facilmente immaginabili da chiunque. La storia di un amore travagliato, di un tradimento, di una morte annunciata non possono essere coperti dal diritto d’autore.

Al contrario, è da considerarsi tutelata una storia come quella del Signore degli Anelli, del tutto estranea alla realtà.

Anche le situazioni di vita quotidiana potrebbero essere tutelate qualora le relazioni tra esse presentino un carattere originale. Un esempio potrebbe essere dato dal film “Sliding doors”: due storie apparentemente semplici e comuni, ma collegate da un elemento narrativo singolare.

Allo stesso modo, anche le personalità dei personaggi non sono tutelabili dal diritto d’autore, se non quando siano originali sotto l’aspetto psicologico e della descrizione delle fattezze o dell’atteggiamento e, a volte, dell’abbigliamento. Così non tutti gli investigatori possono essere protetti dal copyright, ma lo potrebbe certamente essere uno che si comporti e parli allo stesso modo di Sherlock Holmes.

Ancor di più è tutelabile un personaggio di fantasia, come un pupazzo. Non si deve trattare, ovviamente, di un pupazzo qualsiasi come un orsacchiotto, bensì, ad esempio, di un folletto nano, con la pelle blu, il grosso cappello bianco, del tutto identico a un Puffo.

Non un qualsiasi personaggio di fantasia, capace di volare, può essere protetto dalla legge, ma certo uno che, a ciò, aggiunga un mantello rosso, l’iniziale in evidenza sulla tuta elasticizzata e abbia la capacità di correre “più veloce della luce”.

La tutela si estende anche al nome del personaggio, anche se non particolarmente caratterizzante. Non sarà tutelabile un nome come “Flavio Rossi”, ma di sicuro “Mattia Pascal”, “Robert Langdon” o “Robin Hood”.

Riassumendo. La tutela delle opere letterarie si estende, non solo alla forma narrativa, ma anche al contenuto di fantasia:

– quanto alla trama, qualora questa sia originale rispetto alle vicende reali e al patrimonio comune di “storie”

– quanto ai personaggi ivi descritti, qualora essi siano originali e sufficientemente caratterizzati [2].

note

[1] Non è neanche necessario che l’espressione venga fissata su un supporto materiale per essere tutelabile, potendo essere coperta da diritto d’autore anche un’opera orale.

[2] De Santis, Vittorio M., “La protezione delle opere dell’ingengno”, vol. 2, Giuffré, pag. 18.


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