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Stop alla Black List: i paradisi fiscali sono sdoganati

4 Ottobre 2016
Stop alla Black List: i paradisi fiscali sono sdoganati

Paradisi fiscali? Nessun problema, i costi sono deducibili come gli altri per il 2016. Ecco la circolare che annulla di fatto la Black List.

Tra i primi sulle nostre pagine abbiamo dato sempre evidenza delle modifiche alla cosiddetta Black list, ovvero la lista dei Paesi con i quali è possibile fare “affari” solo se lo si comunica debitamente alle Entrate (si legga tra gli altri Comunicazioni black-list: la guida e la lista dei Paesi e anche Black-List italiane: cambia, con qualche incertezza, la geografia ) e si inseriscono i costi relativi in una sezione separata della dichiarazione dei redditi.

Da ultimo le Entrate avevano concesso una proroga all’invio delle relative comunicazioni black list allo scorso 20 settembre, come un segnale che qualcosa stava per cambiare (si legga Proroga comunicazione operazioni black list).

Cancellata la black list dei paradisi fiscali

Il 26 settembre scorso una circolare del Fisco ha reso noto che nel futuro prossimo (periodo di imposta 2016) imprese e privati potranno liberamente commerciare con società che offrono regimi fiscali vantaggiosi, deducendo regolarmente le spese corrispondenti come per gli altri fornitori ordinari.

Fino al 2014 le spese erano considerate invece indeducibili, a meno che non fosse chiaramente dimostrato che le imprese fornitrici svolgessero solo attività commerciale e che dietro la spesa da dedurre ci fosse un’operazione che dimostrava un chiaro interesse economico e dunque non l’elusione fiscale.

Nella circolare – che potete scaricare dalla sezione in pratica del nostro articolo – si legge “le novità introdotte dalla legge di stabilità 2016 hanno portato ad un radicale cambiamento del regime dei c.d. costi black list per cui gli stessi costi seguono le ordinarie regole di deducibilità contenute nel TUIR. Ne consegue che, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, i costi black list sono deducibili per il loro intero ammontare, restando soggetti solo alle ordinarie regole di deducibilità previste per gli analoghi costi sostenuti nei confronti di qualsiasi fornitore”.

Il Ministero: una misura che aiuta le imprese italiane

La misura certamente aiuta – come detto dal Ministero – le operazioni transfrontaliere delle imprese italiane, ma resta il fatto che a minori controlli potrebbe corrispondere una maggiore elusione, con buona pace della compliance.

Intanto alle Bahamas il nuovo filone dell’inchiesta Panama Papers, che noi stessi abbiamo analizzato nel dettaglio (si legga Panama: nomi illustri e 800 italiani tra i conti nascosti e anche Guida all’impresa: cosa sono le off-shore e il caso Panama)

Resta obbligatoria la comunicazione black list per il 2015

Resta comunque obbligatoria la comunicazione Black List per i redditi relativi al periodo di imposta 2015. La lista dei paesi a rischio non assume invece alcun valore per gli anni a venire, come descrive difatti la circolare “a partire dal periodo d’imposta 2016 non assume più alcuna rilevanza l’individuazione degli ordinamenti a fiscalità privilegiata, ai fini della deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito“, ciò in forza del fatto che viene abolito dal periodo di imposta 2016 l’obbligo di indicazione separata delle transizioni coi Paesi Black List in dichiarazione dei redditi.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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