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Errori nell’Isee, come rimediare

4 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Febbraio 2019



Mancato o erroneo inserimento di redditi e dati nella dichiarazione Isee: presentazione dell’Isee integrativo o di una nuova Dsu.

La dichiarazione Isee, talvolta, risulta più complessa della dichiarazione dei redditi: bisogna inserire, difatti, numerosi dati oltre ai redditi prodotti, che vanno dagli immobili posseduti alla giacenza media dei conti, dalle carte prepagate alle auto ed alle moto. Questi dati non si riferiscono, peraltro, al solo dichiarante, ma a tutti i componenti del nucleo familiare: in pratica, per ogni componente della famiglia bisogna indicare i redditi, gli immobili, i conti, i libretti, i depositi, le carte, le partecipazioni, i titoli, le azioni, le auto, le moto, il mutuo o l’affitto.

Hai dimenticato di inserire nella dichiarazione Isee un conto corrente, una carta di credito, un reddito, oppure hai sbagliato nell’inserire qualche dato, come la quota capitale del mutuo per l’abitazione principale? Con una tale mole di dati da indicare, sbagliarsi non è infrequente, purtroppo. Ma agli errori nell’Isee come rimediare?

Puoi rimediare subito, presentando una nuova dichiarazione Isee, o il cosiddetto Isee integrativo, ed evitare così l’applicazione di sanzioni per falsa dichiarazione. Ma procediamo per ordine e, dopo aver ricordato brevemente come funziona la dichiarazione Isee, vediamo quali sono gli errori più frequenti  e come rimediarvi.

Che cos’è la dichiarazione Isee?

La dichiarazione Isee, il cui nome “ufficiale” è Dsu, dichiarazione sostitutiva unica, è un documento nel quale vanno indicati tutti i dati reddituali e patrimoniali della famiglia (con pochissime eccezioni): alcuni dati, come i redditi inseriti nel 730 o nel modello Redditi (che ha sostituito il modello Unico), sono estrapolati direttamente dall’Inps, grazie al collegamento con le banche dati dell’Agenzia delle Entrate. La maggior parte dei dati non è però estrapolata automaticamente, ma deve essere indicata dal dichiarante (da settembre 2019, con l’arrivo dell’Isee precompilato, la situazione dovrebbe migliorare, in quanto quasi tutte le informazioni saranno già “precaricate” nella dichiarazione.

A che cosa serve la dichiarazione Isee?

La dichiarazione Isee è un documento fondamentale, che consente di ottenere la maggior parte dei sussidi e delle agevolazioni: dal reddito di cittadinanza al saldo e stralcio, dal bonus bebè alla riduzione delle tasse universitarie.

A che cosa serve l’Isee?

L’Isee è l’indicatore della situazione economica equivalente: in parole semplici, si tratta di un indice che “misura” la ricchezza della famiglia. Questa “fotografia” della situazione economica della famiglia è possibile proprio grazie all’enorme mole di dati che deve essere indicata nella dichiarazione Dsu, per ogni componente del nucleo familiare.

Dal documento, comunque, non si estrapola il solo indice Isee, ma anche l’indicatore della situazione reddituale (Isre), l’indicatore della situazione patrimoniale (Isp) e ulteriori indicatori, che possono variare a seconda della particolare situazione del nucleo e delle prestazioni richieste (ad esempio l’Iseeu, l’indicatore utile per chi richiede prestazioni per il diritto agli studi universitari).

Isee con errori: che cosa succede?

Come abbiamo osservato, considerata l’ingente quantità d’informazioni da inserire nella dichiarazione Isee, sbagliare è molto facile. Ma che cosa succede se si presenta una dichiarazione Isee con errori?

Se a seguito di un controllo vengono accertate delle irregolarità nelle informazioni riportate nella dichiarazione Isee, il dichiarante può andare incontro a pesanti sanzioni.

La dichiarazione Isee, difatti, ha il valore di un’autocertificazione: se dai controlli effettuati sul documento emerge la non veridicità del suo contenuto, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base dell’Isee falso.

Inoltre, bisogna ricordare che chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. L’esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso [1].

Tuttavia, i controlli sull’Isee non sono quasi mai immediati: fortunatamente, prima di subire pesanti sanzioni, c’è tempo per correggere gli errori.

Isee: come accorgersi degli errori

In primo luogo, bisogna osservare che, da quando è diventata operativa la nuova dichiarazione Isee, cioè dall’anno 2015, è più facile accorgersi dell’esistenza di errori, relativamente ai dati dichiarati.

In seguito alla riforma Isee, infatti, il calcolo degli indicatori non viene fornito dai Caf, per cui l’attestazione Isee non viene stampata subito, come avveniva in passato: i conteggi sono effettuati dall’Inps, che invia, entro 10 giorni dall’inoltro della dichiarazione, l’attestazione relativa all’Isee e agli altri indicatori della situazione economica, reddituale e patrimoniale del nucleo familiare. L’Inps calcola gli indicatori in base alle informazioni acquisite dalle proprie banche dati e da quelle dell’Agenzia delle Entrate, come l’Anagrafe tributaria: è in questo modo che «saltano fuori» i principali errori, come il mancato inserimento di un conto corrente o di un libretto.

Quando sono presenti degli errori, l’Inps invia una segnalazione di anomalia: il contribuente è libero d’inviare la dichiarazione Isee all’ente richiedente (ad esempio all’Università o al Comune) anche in presenza di errori, ma deve poterli giustificare all’ente, che è comunque libero di non accettare la dichiarazione.

In pratica, la dichiarazione Isee con errori:

  • si può inviare, ma bisogna essere in grado di giustificare le anomalie (ad esempio dichiarazione dei redditi corretta in un secondo momento, risultanze errate nell’Anagrafe tributaria…);
  • l’ente ricevente è comunque libero di non accettare la dichiarazione con anomalie.

Isee: conto corrente dimenticato

Se ci si accorge di aver dimenticato di inserire nella dichiarazione un conto corrente, una carta di credito, un libretto o una diversa componente del patrimonio mobiliare, si deve presentare una nuova dichiarazione Isee, comprensiva dei dati omessi.

Se, nel frattempo, è stata già consegnata  la dichiarazione errata all’ente richiedente, bisogna comunicare all’ente il valore della nuova attestazione, senza le omissioni o le difformità. Se l’Isee è stato presentato all’ente poco prima che scadessero i termini per una determinata domanda (ad esempio un bando per la concessione di agevolazioni), l’ente deve prendere come riferimento la data di richiesta effettuata prima della scadenza e il nuovo valore Isee determinato dalla dichiarazione corretta.

Nel caso in cui i termini della domanda risultino ancora aperti, è sufficiente comunicare all’ente i nuovi valori della dichiarazione Isee.

In sostanza,  l’Isee con errori si può rifare, in queste ipotesi, e l’ente deve accettarlo: lo ha chiarito l’Inps, con un noto messaggio [2] basato sulle previsioni della nuova normativa Isee [3].

Isee: Cu dimenticata ed errori nella dichiarazione dei redditi

In alcuni casi, gli errori nell’Isee derivano da errori nella presentazione della dichiarazione dei redditi. Può capitare, ad esempio, che ci si dimentichi di inserire un cud (ora Cu, certificazione unica) nel 730 o una componente positiva nel modello Redditi e, successivamente, si rettifichi la dichiarazione.

Il problema sorge nell’ipotesi in cui l’Isee sia presentato prima della rettifica della dichiarazione, perché l’Inps «pesca» i dati dalla dichiarazione errata. In presenza di una simile situazione, dato che l’errore riguarda i dati prelevati automaticamente dalle banche dati Inps – Agenzia delle Entrate, il cittadino deve presentare il singolo quadro FC8 della Dsu, cioè il cosiddetto Isee integrativo, e non una nuova dichiarazione Isee.

Isee: errore del Caf e del contribuente

Se l’errore nella dichiarazione Isee, o la dimenticanza, è daattribuire all’operatore del Caf, questi è tenuto a presentare una rettifica dell’Isee. Quando l’errore è del contribuente, invece, si presenta una nuova dichiarazione, oppure, in alcuni casi, come appena esposto, è sufficiente presentare il quadro FC8- Isee integrativo.

Quando il quadro FC8 è presentato perché il dichiarante rileva inesattezze nei dati precedentemente non auto-dichiarati, ma acquisiti direttamente dagli archivi dell’Agenzia delle entrate o dell’Inps ai fini del calcolo dell’Isee, gli enti effettuano un’ulteriore verifica negli archivi. Se resta una discordanza tra quanto dichiarato e quanto presente negli archivi, le informazioni sono comunicate alla Guardia di finanza per i controlli del caso.

Errori nell’Isee presentato da tempo

Se ci si accorge che la dichiarazione Isee presentata tempo fa, validata dall’Inps e senza segnalazioni, presenta degli errori o delle dimenticanze, è sempre possibile presentare una nuova dichiarazione Isee recante le variazioni, anche se esiste già un Isee in corso di validità.

Contestazione della dichiarazione Isee

Può accadere che la dichiarazione Isee riporti degli errori non segnalati dall’Inps. In questi casi, che cosa succede se ad accorgersi dell’errore è l’ente che ha richiesto la dichiarazione, e che deve erogare le agevolazioni?

Normalmente, la procedura informatica utilizzata dagli enti che erogano benefici e agevolazioni intercetta le attestazioni Isee che riportano errori sui rapporti finanziari. In questi casi, l’ente sospende in automatico l’istruttoria della domanda (se si tratta di una domanda nuova), oppure il pagamento della prestazione (se questo è già in corso) ed invia automaticamente all’interessato una comunicazione per avvisarlo:

  • dell’avvenuta sospensione dell’istruttoria o del pagamento per omissioni o difformità presenti nella dichiarazione Isee;
  • della possibilità di presentare, entro il termine di 30 giorni, una nuova dichiarazione Isee in linea con le risultanze dell’Agenzia delle Entrate;
  • in alternativa, della possibilità di produrre all’ente la documentazione dell’intermediario (banca, Poste Italiane, etc.) che ha comunicato i rapporti finanziari all’Agenzia delle Entrate, per consentire all’ente stesso di verificare la completezza e veridicità dei dati indicati nella dichiarazione già presentata; questa documentazione deve essere prodotta da parte del richiedente entro 12 mesi dalla data di attestazione della dichiarazione Isee viziata dalle omissioni o dalle difformità.

Ovviamente, la nuova dichiarazione Isee sarà idonea a sanare quella viziata da omissioni o difformità se e solo se risulterà in linea con i dati e le informazioni dell’Agenzia delle Entrate o, comunque, priva di errori o dimenticanze.

note

[1] Art. 489 del c.p.

[2] Inps Messaggio n.261/2017

[3] Art.11, Co.5, DPCM n.159/2013.


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2 Commenti

  1. Posso ottenere benefici borsa studio 2017.2018 se i termini domanda sono ornai scaduti. E non ho potuto beneficiare a causa errore caf su isee, del quale ni sono accorta solo ora all’atto della compilazione della nuova dichiarazione.

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