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Posso escludere il coniuge dall’eredità?

30 Ottobre 2016 | Autore:
Posso escludere il coniuge dall’eredità?

Successione ereditaria del coniuge: legittima o testamentaria. I diritti del coniuge superstite e del figlio avuto in un rapporto precedente.

La successione ereditaria è disciplinata dalla legge in modo molto approfondito. Il punto di partenza è sempre il patrimonio del defunto, il quale deve avere una destinazione secondo il seguente principio: sono privilegiati i parenti più stretti e in particolare i figli e il coniuge. Questi ultimi sono tecnicamente definiti eredi legittimari ed hanno prevalenza sui parenti più lontani. Questo avviene in tutti i casi:

  • in presenza di un testamento, dove si parla di successione testamentaria;
  • in assenza delle ultime volontà, dove avviene, invece, la successione legittima.

Il coniuge superstite, quindi, cioè colui che rimane vedovo, deve avere la possibilità di diventare erede del proprio partner defunto. Se questa dovesse essere la conclusione, la risposta alla tua domanda, “posso escludere il coniuge dall’eredità?”, dovrebbe avere una risposta negativa. Ti chiedi, inoltre, se, e in che misura, eventuali figli di primo letto e/o nozze possano ereditare qualcosa dal successivo marito o dalla seconda moglie del proprio genitore. Proseguendo nella lettura potrai trovare le tue risposte.

Successione legittima del coniuge

Quando muore il marito o la moglie di qualcuno, si apre la successione ereditaria del coniuge defunto. A questo proposito, si è visto che la legge individua, come eredi principali e prevalenti su chiunque, i figli e il coniuge superstite.

Se non c’è stato alcun testamento che abbia stabilito diversamente, l’eredità è così assegnata:

  • se c’è un solo figlio in aggiunta al coniuge superstite, il patrimonio sarà diviso in parti uguali;
  • se ci sono più figli, in aggiunta al coniuge superstite, quest’ultimo avrà diritto a 1/3 del patrimonio ereditario, mentre i figli si divideranno in parti uguali i restanti 2/3 [1].

Successione con figli di primo letto

Può accadere che muoia una dei coniugi e che quello superstite abbia avuto dei figli da un rapporto precedente. In questo caso, il figlio o i figli avuti con il primo partner non rientrano nella successione del coniuge defunto, con il quale, evidentemente, non avevano alcun rapporto di parentela. Tuttavia, in un lontano futuro, essi potrebbero godere della quota ereditaria e dei beni facenti parte di essa, ereditata dal proprio genitore. Ad esempio:

Tizio ha due figli, Mevio, avuto durante il primo matrimonio, e Sempronio, avuto con l’attuale moglie Caia.

Caia muore senza aver fatto testamento, lasciando a suo figlio Sempronio e a suo marito Tizio, la casa familiare. Il figlio e il marito di Caia accettano l’eredità, diventando comproprietari al 50% del predetto immobile. Dopo alcuni anni, muore anche Tizio, lasciando quali eredi i due figli avuti nei due matrimoni.

Poiché a seguito della morte e della successione ereditaria di Caia, la comproprietà della casa era diventata parte del patrimonio di Tizio, inevitabilmente il figlio Mevio erediterà il 50% della stessa (i due figli, infatti, si dividono in parti uguali il patrimonio del padre).

In conclusione la casa, lasciata originariamente da Caia, per gli eventi accaduti, sarà così intestata: al 75% a Sempronio (suo figlio) e al 25% a Mevio (figlio di Tizio).

Successione testamentaria del coniuge

Chiunque può fare testamento, stabilendo la sorte dei propri beni per quando morirà. Tuttavia la descritta possibilità incontra alcuni limiti e, tra questi, proprio quelli relativi alla presenza di potenziali eredi legittimari. Se hai dei figli e sei regolarmente sposato, essi dovranno gioco forza avere una quota minima di eredità. In altre parole, la nostra legge non prevede la diseredazione dei figli (vedi l’articolo non si può escludere un figlio dall’eredità) e del coniuge superstite. In particolar modo, quest’ultimo deve ricevere:

  • in presenza di un solo figlio, almeno 1/3 del patrimonio;
  • in presenza di due o più figli, almeno 1/4 [2].

Successione con figli di primo letto

Come detto in precedenza, il figlio avuto in un altro rapporto non può certamente entrare a far parte della successione ereditaria di un estraneo. È tale, infatti, colui o colei che, in seconde nozze, sposa il proprio genitore. Tuttavia, è noto anche che questo genitore, risposandosi, diventa un potenziale erede legittimario del proprio coniuge: quando quest’ultimo morirà, dovrà necessariamente lasciargli una quota del proprio patrimonio. Accettando l’eredità, tale quota entrerà a far parte del patrimonio del predetto genitore, alla morte del quale, il figlio avuto dal primo rapporto non potrà che goderne, secondo, ovviamente, le proporzioni di legge. Pertanto, chi ha avuto un figlio da un coniuge precedentemente diventato già genitore, come può evitare tutto ciò?

Purtroppo non è possibile; è invece fattibile limitare quanto potenzialmente potrebbe andare ai figli di primo letto del proprio coniuge. In altre parole, facendo testamento, si può dare ai propri figli la cosiddetta «quota disponibile», facendo in modo che il coniuge abbia il minimo stabilito dalla legge. A tal proposito, la legge dice che:

  • in presenza di un solo figlio, puoi riservargli, per testamento, sino a 2/3 del patrimonio;
  • in presenza di due o più figli, puoi riservare loro, per testamento, sino a 3/4 del patrimonio;

Successione senza coniuge superstite

Potrebbe accadere che la persona defunta sia già diventata vedova o vedovo. In questo caso, evidentemente, non essendoci altri eredi, il patrimonio sarebbe destinato integralmente ai figli del deceduto. In questa ipotesi sarebbe, altresì, irrilevante se il coniuge  già morto abbia avuto figli in un rapporto precedente. Essi, infatti, non potrebbero in alcun caso sostituirsi al proprio genitore ed accettare, in luogo dello stesso, l’eredità del coniuge di seconde nozze.


note

[1] Art. 581 cod. civ.

[2] Art. 542 cod. civ.


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