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Controllo via Facebook per i dipendenti

8 Ottobre 2016
Controllo via Facebook per i dipendenti

Il controllo dei dipendenti può avvenire anche via Facebook. Ecco in quali casi.

Occhio ad usare Facebook sul lavoro.

Le modifiche apportate dal Jobs Act allo statuto dei lavoratori, hanno modificato non poco la possibilità di controllo dei dipendenti (leggi Controllo dei dipendenti e videosorveglianza: ecco le novità).

Se per la videosorveglianza dei lavoratori sarà ancora necessario richiedere il parere dei sindacati, non è assolutamente necessario farlo se il controllo avviene di fatto attraverso strumenti che i lavoratori utilizzano nell’esercizio delle loro funzioni.

In questo senso il controllo attraverso i social network diventa non solo possibile ma anche regolare.

Il tema è stato affrontato in passato anche dalla Corte di Cassazione, che lo scorso maggio 2015 aveva legittimato i datori di lavoro alla creazione di falsi profili Facebook per verificare l’accesso ai social network dei dipendenti durante l’orario di lavoro [1].

Social Network: strumento di controllo

Anche creare un profilo falso può essere un metodo per controllare le inadempienze sul lavoro del dipendente.

Se il controllo è effettuato in buona fede e viene realizzato con modalità non eccessivamente invasive e rispettando le libertà e la dignità del dipendente, allora anche il creare un profilo falso può essere utile a valutare la correttezza sul lavoro del dipendente.

Ma c’è un “ma”.

Controllo via Facebook:solo in alcuni casi

Secondo quanto previsto dal Jobs Act, come abbiamo accennato, lo strumento di controllo, perchè non debba essere autorizzato, deve essere strumento di lavoro del dipendente nell’esercizio delle sue funzioni sul lavoro.

Di conseguenza si potrà “licenziare” utilizzando Facebook come mezzo di controllo solo nel caso in cui il social network venga utilizzato per svolgere il proprio lavoro.

Profilo Facebook falso: è una violazione

È opportuno rilevare in ogni caso che la creazione di un falso profilo di Facebook non è necessariamente una buona idea, anzi sarebbe corretto dire che non lo è mai. Sebbene nel caso di specie l’espediente, per le modalità in cui è stato utilizzato, non è stato considerato dalla Cassazione come una violazione penale, in altri casi si potrebbe presentare una chiara violazione del codice penale, nella fattispecie il reato che potrebbe concretizzarsi è quello di sostituzione di persona [2].


note

[1] Cass. sent. n. 10955 del 27/05/2015.

[2] Art. 494 cod. pen.


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