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Posso andare con la bici sul marciapiede?

7 Novembre 2016 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Novembre 2016



La bicicletta è un veicolo che deve circolare sulla carreggiata e in fila unica. Sul marciapiede, riservato ai pedoni, il ciclista rischia la multa.

Si chiama marciapiede, e non marciaruote, il tratto rialzato ad entrambi i lati della strada riservato ai pedoni [1]. Come anche si chiama pista ciclabile, e non pista pedonabile, il tratto segnalato accanto alla strada riservato alle biciclette. Ognuno deve avere i suoi spazi. Ed è giusto che vengano rispettati. Ma spesso si fa di necessità virtù. Nelle grandi città, il traffico intenso o i minacciosi binari dei tram dove, immancabilmente, si infila la ruota della bici, incoraggiano i ciclisti ad invadere il marciapiedi, a pedalare dove non li compete. E a rischiare di investire qualche pedone, urlandogli addosso se non è stato attento a notare l’invasore.

Posso andare con la bici sul marciapiede? No. Perché la bicicletta è, a tutti gli effetti un veicolo. Lasciamo perdere che abbia solo due ruote e non un motore, ma è, comunque, un veicolo. Ed il codice della strada dice che ai veicoli è riservata la carreggiata e solo la carreggiata, non il marciapiede. Anche alle biciclette. O meglio: ai velocipedi, come ancora sono chiamate sul Codice.

Non è solo una questione di vocabolario: il velocipede, da manuale (e che manuale, leggete un po’) è «un veicolo con due o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, prodotta, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, dalle persone che si trovano sul veicolo stesso». Quindi, in qualità di veicoli, devono rispettare tutte le regole previste dal codice della strada per la loro circolazione, con particolare riguardo alle norme di comportamento e alla segnaletica.

Ne deriva il fatto che il ciclista, per quanto si possa comprendere la sua difficoltà a muoversi nel traffico di Roma o di Milano, non può pedalare dove gli pare, cioè la bici non può andare sul marciapiede. Non solo: per dirla in linguaggio burocratico, quando i «velocipedi» devono attraversare una strada, devono essere portati a mano secondo le regole valide per i pedoni, cioè sulle strisce, e rispettando la luce verde del semaforo pedonale.

Che cosa rischio in bici sul marciapiede?

Se sono convinto del fatto che posso andare in bici sul marciapiede, meglio che sto lontano dallo sguardo di un vigile urbano troppo severo: rischio una multa di 41 euro [2]. Che diventano 53 se non la pago entro cinque giorni. Questo perché la bicicletta che circola sul marciapiede tra i pedoni crea una situazione di pericolosità e insicurezza della circolazione stradale ed, in particolare, di quella pedonale. Oltre al fatto che, come detto, circola sul posto sbagliato.

Il suo posto, infatti, è la carreggiata. Purché vada il più possibile accostata sul margine destro e senza avere affianco un altro amico ciclista, quando la circolazione stradale richiede di essere snella. La chiacchierata tra due ciclisti, infatti, la si deve fare al bar in cui si fermano a prendere il caffè o l’aperitivo, non mentre pedalano uno affianco all’altro occupando l’intero senso di marcia sulla strada. Devono procedere in fila unica. L’automobilista che si trova dietro di loro ha diritto a circolare almeno a 50 km/h in città. E a tornare a casa, o ad arrivare al lavoro, senza la giugulare gonfia.

note

[1] Art. 3 cod. strad.

[2] Art. 143 cod. strad.


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13 Commenti

  1. mi piacerebbe sapere se un pedone può camminare sulla pista ciclabile, ne caso questa sia l’ unico percorso per arrivare ad un altra parte, senza dover camminare su delle strade trafficate senza marciapiede.
    Grazie

  2. Anche le carrozzelle per disabili e i passeggini sono veicoli, perché loro non vanno in strada?
    L’automobilista ha il diritto di viaggiare a 50 km/h, ma invece il ciclista no! Perché se si è sulla carreggiata si è a destra della macchina davanti e il Codice non permette di superarla a destra. Mi dica se sbaglio.
    Come si può accettare questa disparità di trattamento a vantaggio di chi inquina la società e a sfavore di chi sceglie la mobilità sostenibile?

    1. “Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali. ”

      Commento: le carrozzelle per disabili e passeggini possono transitare in un’area pedonale in quanto rientrano nella categoria di “i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie” che fanno eccezione alla regola di interdizione del transito di veicoli nelle aree pedonali.

      1. 27/08/2018 alle 17:13
        Anche le biciclette possono circolare in area pedonale.
        “Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi…” Velocipedi = Biciclette

  3. Preferisco andare con la bici sul marciapiede piuttosto che essere investito dagli automobilisti disciplinati. Non mi interessa se mi fanno la multa. Preferisco tornare a casa dal lavoro sano e salvo.
    Perché i vigili non fermano gli automobilisti che usano il smartphone?
    Quello si che sono delle mine vaganti!!
    Pensateci!

  4. Spero sia possibile superare un altro ciclista perchè in questo caso gli sarei per qualche secondo affiancato, cosa che pare sia sanzionabile

  5. Meglio prendere una multa che rischiare la pelle con autisti di veicoli motorizzati che non rispettano nessuna norma, non condividano bene la strada e non vengono multati mai …

    1. Perché il fastidio che dai ai pedoni non ha nessun valore per te? Impara a guidare la bici o la macchina o prendi i mezzi se non vuoi camminare…

  6. Vi sbagliate:

    Art. 3. Definizioni stradali e di traffico.
    1. Ai fini delle presenti norme le denominazioni
    stradali e di traffico hanno i seguenti significati:
    OMISSIS
    2) Area pedonale: zona interdetta alla
    circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio
    di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio
    di persone con limitate o impedite capacità
    motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli
    ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali
    da poter essere assimilati ai velocipedi. In
    particolari situazioni i comuni possono
    introdurre, attraverso apposita segnalazione,
    ulteriori restrizioni alla circolazione su aree
    pedonali; (1).
    OMISSIS
    39) Pista ciclabile: parte longitudinale della
    strada, opportunamente delimitata, riservata alla
    circolazione dei velocipedi.
    OMISSIS

    Commento: a meno di divieti espliciti quindi, è possibile pedalare anche nelle aree pedonali,
    questione spesso controversa.

      1. il mariciapiedi è un’area pedonale. se così non fosse allora potrebbero transitare anche i veicoli? l’art. 3 del codice della strada dà le definizioni di come è composta, appunto, la strada e tra queste definizioni non vi è il marciapiedi, proprio perché rientra tra le aree pedonali. Per tutto il resto leggasi il punto 2 dell’articolo 3.

        1. Purtroppo i marciapiedi sono diversi dalle aree pedonali
          Codice della strada
          Art.3
          ….
          33) Marciapiede: parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni.

          e poi l’art. 190 introduce una deroga alla circolazione su marciapiede per le macchine ad uso di bambini e invalidi

          Però anche noi ciclisti abbiamo dei diritti che spessissimo non vengono rispettati ed è invece giusto esigerli.

          Curiosa la sproporzione tra le discussioni sul il cattivo comportamento dei ciclisti, rispetto a quelle sulle abitudini degli automibilisti/motociclisti (in primis precedenze, limiti di velocità e guida distratta) e dei pedoni (in particolare circolazione sulla carreggiata e attraversamenti pericolosi).

          Forse è più costruttivo discriminare tra chi si comporta correttamente e cerca di non creare pericolo e chi non lo fa che sia ciclista, automobilista, pedone o motociclista.

  7. Pagherò la multa con piacere per ritornare vivo dalle persone che aiuto ogni giorno nella mia vita. Nella mia Italia innumerevoli persone ( e spesso con cellullare alla mano ) ti sfiorano a 90 km/h in strade urbane. Certamente se vi sono dei pedoni, scendo dalla bici, aspetto che passino e galantemente chiedo scusa.
    Nell’eventuale multa confiderò anche nel Giudice di pace al quale racconterò il mio uso senza disturbo del marciapiede per salvarmi la vita in assenza di pista ciclabile.
    Finisco col dire che le auto tolgono la vita a 24.000 persone all’anno direttamente e 10.000 per ossido di carbonio (vedi cancro), in Europa. Non riesco a trovare dati riguardanti bici che abbiano ucciso qualcuno se non lo stesso ciclista caduto accidentalmente.

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