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Lo sai che? Equitalia, fondo patrimoniale e reati tributari

Lo sai che? Pubblicato il 16 luglio 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 luglio 2012

Le regole sull’intoccabilità del fondo patrimoniale valgono anche quando il creditore sia Equitalia o comunque il Fisco: ecco un vademecum per orientarsi.

In precedenza abbiamo spiegato cosa sia un fondo patrimonialequali beni possano essere oggetto del fondo, in quali casi il fondo patrimoniale tuteli contro i creditori.

Abbiamo anche detto che i creditori non possono pignorare i beni del fondo solo se il debito per cui agiscono è stato contratto, dal debitore, per bisogni estranei a quelli della famiglia (per esempio, a causa dell’attività economica svolta da uno dei due coniugi). Viceversa, se il debito è sorto per bisogni relativi alle esigenze familiari (come il sostentamento o l’istruzione dei figli), il creditore potrà aggredire il fondo.

Anche se uno dei due coniugi fallisce, il fondo resta intoccabile e non può essere distribuito ai creditori insinuati nella procedura fallimentare.

Tali regole sono tutte applicabili anche quando il creditore è il fisco o Equitalia.

Bisogna comunque stabilire il preciso momento in cui nasce la pretesa tributaria. A riguardo infatti possiamo distinguere i seguenti casi:

1 – fondo patrimoniale sorto prima della nascita della pretesa tributaria

1.a) se il debito è estraneo alla famiglia, l’ente impositore o Equitalia non potranno mai aggredire il fondo;

1.b) se il debito è nato per esigenze alla famiglia, l’ente impositore o Equitalia potranno aggredire il fondo;

2- fondo patrimoniale sorto dopo la nascita della pretesa tributaria

in tal caso, il fondo patrimoniale è sempre aggredibile dall’ente impositore o Equitalia.

In genere, soltanto la notifica di una cartella esattoriale o comunque di altro atto impositivo sancisce la nascita del debito fiscale, anche se, a volte, basta la semplice comunicazione da parte dell’amministrazione (per esempio la comunicazione relativa alla irregolarità della dichiarazione dei redditi).

Attualmente, si va facendo strada l’opinione secondo cui i debiti tributari non sono necessariamente collegati, in modo immediato, con le esigenze familiari. Di conseguenza, non sarà sempre aggredibile, da parte di Equitalia, ogni fondo patrimoniale. Per esempio, la Commissione Provinciale Tributaria di Milano [1] ha dichiarato che un debito fiscale di uno dei coniugi per la propria attività o professione è estraneo ai bisogni della famiglia e vige il divieto di esecuzione forzata.

Bisogna comunque stare attenti a non commettere il reato di “Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte [2], per il quale scatta la reclusione fino a sei anni [3].

Per aversi tale reato occorre la volontà specifica di sottrarsi al pagamento del proprio debito tributario (come, per esempio, l’aver occultato il proprio patrimonio). C’è bisogno, in altre parole, di una azione fraudolenta volta a vanificare l’esito della esecuzione tributaria. A tal fine, non è necessario che Equitalia abbia già iniziato l’esecuzione forzata, ma questa può essere semplicemente una evenienza futura che si mira a neutralizzare.

Pertanto, solo la reale conoscenza del debito tributario è l’ago della bilancia per stabilire se il contribuente sia penalmente responsabile.

Sarà certamente colpevole il contribuente che abbia posto in essere tale condotta fraudolenta dopo che il debito tributario sia stato accertato in modo definitivo dall’amministrazione attraverso la notifica dell’avviso di accertamento, oppure dopo che le violazioni siano state comunque constatate (all’esito di un’attività istruttoria) attraverso il verbale di constatazione a lui comunicato.

Viceversa, per gli atti posti in essere prima di uno di tali momenti, mancherebbe la prova dell’intenzione fraudolenta.

note

[1] Comm. Trib. Milano, sent. n. 437 del 20 dicembre 2010.

[2] Art. 11 del D.Lgs. n. 74/2000.

[3] È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila si applica la reclusione da un anno a sei anni”.


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4 Commenti

  1. fondo patrimoniale fatto nel 2002 e’ pignorabile con debiti fiscale notificati nel 2009 e riguardanti il periodo d’imposta 2006 di una ditta individuale di uno dei coniugi?

  2. Vorrei fare un fondo patrimoniale in cui inserire la casa dove abito con la mia famiglia, prima e unica casa, su cui grava un mutuo con ipoteca di primo grado. Premetto che non è mia intenzione difendermi dalla banca, so benissimo che non serve e per ora non ho mai avuto difficoltà con il mutuo. Semplicemente sono un lavoratore autonomo e voglio tutelare la mia famiglia da eventi negativi futuri che possano riguardare la mia professione e che potrebbero coinvolgere il frutto dei sacrifici di una vita. Ho due figli di 20 e 17 anni. Confesso che pur pagando regolarmente tutte le tasse ho paura dell’aggressività della ns agenzia delle entrate e di equitalia , ad oggi non ho mai avuto problemi nemmeno con loro di nessun tipo.
    E’ una soluzione per stare tranquillo ?
    Grazie

    1. Il fondo garantisce nei confronti dei creditori il cui debito è stato contratto per esigenze estranee alla famiglia. Fuori da questa ipotesi, il fondo è un’ottima soluzione. Controlli comunque gli altri articoli sul fondo che abbiamo pubblicato, specie quello relativo alla revocatoria.

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