HOME Articoli

Lo sai che? Art. 18, ecco cosa cambia

Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2012

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2012

La riforma del lavoro appena varata dal Governo ha ritoccato quello che a lungo è sembrato un caposaldo del nostro sistema (prima ancora che lavoristico) politico. Cavallo di battaglia di numerose campagne elettorali, vessillo di crociate in nome del lavoratore e di referendum popolari, si è sempre attribuito all’art. 18 della legge n. 300/700 (c.d. Statuto dei Lavoratori) un valore emblematico, forse sopravvalutando la questione, quasi che da esso dipendessero le sorti dell’economia nazionale. E ora che è stato modificato “inaudita altera parte”, con un colpo di mano della Fornero, cosa davvero cambierà per il nostro Paese?

Cerchiamo di capirlo, partendo dal quadro normativo ante-riforma.

La tutela accordata in caso di licenziamento è di due tipi alternativi.

a) La reintegrazione obbligatoria nel posto di lavoro e, insieme ad essa, il risarcimento del danno subìto dal lavoratore (c.d. tutela reale). Tale tutela consegue in due casi:

1- Licenziamento discriminatorio (cioè determinato da motivi di credo politico, religioso, per l’appartenenza a un sindacato, per la partecipazione ad attività sindacali o per ragioni razziali, di lingua o di sesso). In tal caso il licenziamento si considera nullo e il datore di lavoro è tenuto alla reintegrazione e al risarcimento del danno. La tutela è concessa a prescindere dal numero di dipendenti nell’azienda. Accedono alla tutela reale anche i dirigenti (che normalmente sono esclusi dalle garanzie dell’art. 18).

L’articolo prosegue per I-Dome a questo indirizzo web.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI