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Si paga la tassa rifiuti sul parcheggio?

9 Novembre 2016
Si paga la tassa rifiuti sul parcheggio?

Il proprietario paga la tassa sui rifiuti anche sul parcheggio scoperto e non denunciato perché potenzialmente idoneo a creare rifiuti.

Se hai un parcheggio scoperto e ti stai chiedendo se anche su quest’area devi pagare la tassa sui rifiuti, la risposta è purtroppo affermativa. La tassa sulla spazzatura (attualmente si chiama Tari) è infatti dovuta anche sugli spazi scoperti adibiti a posto auto, anche se non denunciati. Essi, infatti, sono suscettibili di produrre rifiuti perché opera la presunzione della presenza umana. Quindi è legittimo l’accertamento fiscale notificato al proprietario dell’area adibita a parcheggio che ha pensato bene di non denunciare i pochi metri quadri solo per non pagarvi le tasse. È quanto precisato dalla Commissione Tributaria Regionale di Roma con una recente sentenza [1].

Nel caso di specie, un contribuente aveva ricevuto un avviso di accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate per non aver pagato la tassa sui rifiuti sul parcheggio scoperto di sua proprietà. L’uomo, a supporto della contestazione, aveva depositato una perizia di un geometra nella quale si attestava che l’area in questione non era, in realtà, suscettibile di produrre rifiuti, trattandosi di un semplice posto auto. I giudici, però, hanno rigettato il ricorso presentato dal contribuente.

La sentenza si rifà a una interpretazione già segnata, in precedenza, da altri giudici e dalle circolari ministeriali secondo cui, «dove c’è presenza umana (come ad esempio, depositi o magazzini), opera la presunzione di produzione di rifiuti». Dunque, anche il parcheggio, essendovi la presenza dell’uomo, può produrre rifiuti e sconta la relativa imposta.

Quando è possibile l’esenzione dall’imposta rifiuti sul parcheggio?

Un ultimo richiamo fa il giudice romano alla possibilità di ottenere un’esenzione dal pagamento dell’imposta sui rifiuti per il posto auto: i locali non devono essere utilizzabili, devono sussistere cioè le «condizioni obiettive che impediscano la produzione di rifiuti (ad esempio, luoghi impraticabili o interclusi o in abbandono), oppure il particolare uso delle superfici». La prova di tali circostanze deve essere fornita dal contribuente, che deve fornire all’amministrazione tutti gli elementi necessari per valutare la sussistenza dell’esenzione dal tributo.


note

[1] CTR Roma, sent. n. 5726/16.


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