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Lista d’attesa in ospedale troppo lunga, che fare?

10 Novembre 2016


Lista d’attesa in ospedale troppo lunga, che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Novembre 2016



Se non vengono rispettati i tempi per le visite e gli esami diagnostici, il cittadino può far valere i propri diritti?

Che fare se, dopo aver pagato il ticket, ci dicono che, per una visita specialistica in ospedale, i tempi di attesa sono lunghi? Che possiamo fare se, per eseguire una risonanza magnetica, una tac o una ecografia dobbiamo aspettare diversi mesi, magari quando ormai la nostra patologia potrebbe essersi aggravata? Eppure la legge parla chiaro: il malato ha diritto alle prestazioni mediche entro tempi certi che sono:

  • 30 giorni per le visite mediche specialistiche;
  • 60 giorni per gli esami diagnostici.

Che fare, allora, se la lista d’attesa in ospedale è troppo lunga? Ricorrere allo studio medico privato o alla clinica privata è certo una soluzione, ma a fronte di costi a volte eccessivi per le tasche dei cittadini. Preso dallo sconforto, il malato si adatta alla fila lunga, è obbligato ad attendere il suo posto in una interminabile lista d’attesa in ospedale. Insomma ci si rassegna all’idea che il diritto alla salute non viene affatto tutelato da una sanità pubblica che, tuttavia, paghiamo annualmente con le tasse.

In verità, una soluzione c’è, ed anche particolarmente vantaggiosa, ma sono in pochi a conoscerla, anzi quasi nessuno. Né gli ospedali e le strutture pubbliche dell’Asl ne danno comunicazione ai malati. Il tutto è scritto in un decreto legislativo del 1998 [1].

In pratica la legge stabilisce il diritto del cittadino a conoscere la data entro cui avverrà la visita medica o l’esame diagnostico nonché il tempo massimo di attesa. Se la prestazione non può essere garantita entro i tempi massimi stabiliti per legge (che – come detto – sono di 30 giorni per le visite specialistiche e di 60 giorni per gli esami diagnostici), il malato può pretendere che la medesima prestazione sia fornita dal medico privatamente, in intramoenia, senza costi aggiuntivi rispetto al ticket già pagato.

Il malato dovrà presentare al direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di appartenenza una richiesta in carta semplice per «prestazione in regime di attività libero-professionale intramuraria».

In essa dovrà fornire i propri dati e premettere che:

  • gli è stato prescritto un particolare accertamento diagnostico o una visita specialistica (indicando quale);
  • il Cup ha comunicato l’impossibilità di prenotare la prestazione richiesta prima della data del… (indicare la data che, come detto, deve essere superiore a 30 giorni per le visite specialistiche e 60 per gli accertamenti come Tac, risonanza magnetica, raggi, ecografie, ecc.);
  • la prestazione ha carattere urgente, incompatibile con i tempi di attesa indicati;
  • il decreto legislativo n. 124/1998, all’articolo 3 comma 10, prescrive che i Direttori Generali disciplinino i tempi massimi intercorrenti tra la richiesta e l’erogazione delle prestazioni.

Dopo aver premesso ciò bisognerà chiedere:

  • che la prestazione richiesta (visita medica specialistica o esame diagnostico) venga resa in regime di attività libero-professionale intramuraria (o intramoenia, che dir si voglia), con onere a carico del Servizio Sanitario Nazionale ai sensi del citato decreto legislativo n. 124/1998 articolo 3, comma 13;
  • che venga fornita immediata comunicazione in merito. 

Infine, nell’istanza, il malato dovrà comunicare che, in mancanza di prenotazione in regime di attività libero-professionale intramuraria come sopra richiesta, la suddetta prestazione verrà effettuata privatamente, con preavviso di successiva richiesta di rimborso da parte dell’Azienda.

Insomma, quando la prestazione è urgente ed è incompatibile con i tempi di attesa, il malato si può imporre e chiedere che l’ospedale garantisca la visita specialistica medica in intramoenia senza pagare alcunché oltre al ticket oppure, in assenza, potrà recarsi dal medico privato e poi chiedere il rimborso all’Asl.

È simile il diritto riconosciuto dal Tribunale di Castrovillari in una sentenza di qualche anno fa che si può leggere nell’articolo L’Asl rimborsa le cure in strutture private. Il cittadino costretto a curarsi presso cliniche private non convenzionate a causa delle interminabili liste di attesa all’ospedale, incompatibili con il proprio stato di salute, può ottenere, dal Servizio Sanitario Nazionale, il rimborso delle spese sostenute a condizione che:

  • tali prestazioni mediche costituiscano – a causa delle specifiche condizioni cliniche o di rischio del paziente – un significativo beneficio in termini di salute;
  • e, nello stesso tempo, non sia possibile effettuare cure dello stesso tipo presso strutture pubbliche o convenzionate oppure non sia possibile farle entro i tempi previsti per legge.

In questo modo viene ristabilito il diritto alla salute del cittadino e la possibilità di vedersi garantito un intervento medico o diagnostico nei tempi stabiliti dalla legge.

note

[1] Dlgs 124/1998.


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20 Commenti

    1. Non è vero la visita presso l’ospedale Niguarda la paghi alla prenotazione. Ci sono stato oggi e ci sono tanto di cartelli.

      1. Non servono i cartelli la visita si paga al momento che viene effettuata, la visita prenotata può anche essere annullata…pagare prima è un abuso.

  1. Perchè la prestazione sia considerata urgente, questo deve essere segnalato sulla richiesta dal medico di fiducia, ma questo non accade mai, a meno che il paziente non sia in pericolo di vita. Dove vivete? Il tiket si paga solo quando si ha già l’appuntamento

  2. Sono una italiana che da tre anni ha una malattia autoimmunitaria, e che ha fatto tanti accertamenti a pagamento stipendi spesi per visite e cure e accertamenti e con tante tasse pagate nessun medico è stato capace di farmi fare un ricovero in un ospedale per accertamenti perché anche i ricoveri sono ridotti,ma le mie tasse che si ritirano dal mio stipendio a cosa serve a mantenere quei ladroni di parlamentari che loro caso mai hanno tante agevolazioni e noi dobbiammo buttare solo il sangue

  3. Avendo già avuto risultati POSITIVI, anni fa, in due Breath Tests, e constatando che la mia situazione peggiora, il gastroenterologo mi ha prescritto DUE ulteriori analisi che non è stato possibile prenotare nei vari CUP, finché, dopo mie pressanti insistenze, ho potuto prenotare TRA SETTE MESI… Ci sono medici che considerano questi tests inutili; mentre ho trovato commenti favorevolissimi in un’enciclopedia medica di Umberto Veronesi. Poveri noi !!!

  4. Il ticket l’ho sempre pagato il giorno stesso della visita, come oggi visita cardiologica, e mai al momento della prenotazione.
    Prov. Venezia

  5. in lista d’attesa due anni e mezzo ,sono stato ascoltato solo ora dopo tre reclami all’urp e minaccia di denuncia alla Procura.

  6. Devo eseguire una risonanza per facilitare a quelli babbuini di medici che senza ecografice mammografie e risonanze non sanno dirti se hai un carcinoma o un nodulo benigno e quando ho voluto prenotare tempi di attesa erano di 8 mesi ma che vergogna io devo stare in pensiero per 8 mesi ma sono pazzi certo che sapendo il stipendio in un studio privato e quando mai rivedrò il soldi io non ci credo

  7. La verità è che i medici, dopo aver fatto il giuramento di Ippocrate, pensano solo alle proprie tasche e non alla salute del paziente.
    E’ ora di finirla.

  8. la mia è una situazione di versa, mio marito dopo essere stato ricoverato in un ospedale toscano dopo gli esiti delle analisi che hanno riscontrato un ampulloma. per ora benigno, al rifiuto del chirurgo di operare, ma di procrastinare nuove analisi tra due mesi!! ha deciso di chiedere un consulto ad altro medico specialista in un altro ospedale il quale visti la TAC e le due endoscopie ha ritenuto di operare subito, ma per accedere a questo specialista di altro ospedale fuori Regione ha dovuto pagare € 250,00; in questo caso posso chiedere il rimborso? grazie

  9. mio marito è stato ricoverato in un ospedale toscano dove dopo 2 endoscopie e Tac è stato rilevato un ampulloma al fegato/pancreas/duodeno, secondo i medici che hanno fatto le indagini anche se “per ora benigno” hanno suggerito operazione subito, contrariamente al parere del chirurgo che ha rifiutato l’intervento e addirittura avrebbe procrastinato di rifare le stesse analisi tra due mesi!!! Per questo abbiamo chiesto un altro parere ad altro medico chirurgo specialista al quale abbiamo avuto accesso tramite visita a pagamento, il quale farà l’intervento, ma posso chiedere il risarcimento alla ASL e come?

    1. Il nostro ordinamento protegge chiunque subisca un danno ingiusto per colpa di altri, garantendogli la possibilità di chiedere e ottenere risarcimenti. In questo caso la responsabilità medica entra in gioco quando, ad esempio, il paziente sia stato sottoposto a una terapia sbagliata o a diagnosi errata, che hanno peggiorato le sue condizioni di salute. Per far valere i tuoi diritti davanti a te hai differenti strade. Quando entri in ospedale per ricevere cure entra in gioco un contratto di spedalità tra te e la struttura che ti ricovera o che ti accoglie per la diagnosi e il trattamento sanitario. C’è anche un terzo attore in gioco: il medico che ti visita e interviene su di te. Siete quindi in tre: tu (paziente), la struttura sanitaria e il medico. Una recente riforma in tema di responsabilità medica ha specificato molto bene che in caso di danno sanitario a risponderne sono sia l’ospedale sia il medico che è intervenuto sul paziente. La responsabilità è ripartita su entrambi, ma con delle differenze. L’ospedale è responsabile per gli illeciti e i danni causati nei limiti della responsabilità contrattuale. Cosa vuol dire? Significa che quando il paziente entra in ospedale, la struttura stipula con lui un contratto di spedalità, da cui derivano specifici obblighi per l’azienda, tra cui quello di mettere a disposizione dei pazienti opportuni trattamenti ospedalieri e chirurgici. Da ciò deriva la responsabilità diretta dell’Azienda ospedaliera inadempiente.Ecco quindi che innanzitutto puoi fare causa e chiedere il risarcimento danni all’ospedale in cui il medico lavora. Nel caso l’ospedale in questione sia una struttura pubblica, dovrai chiamare in causa l’Asl di riferimento. Ciò non esime il medico dalle sue responsabilità. Anche a lui puoi chiedere il risarcimento del danno subito, in riferimento però alla sua responsabilità extra-contrattuale (a meno che tu non abbia stipulato con lui un contratto). Lui in persona risponderà per illecito doloso e colposo, e sarà obbligato a risarcire il danno. Oltre al risarcimento del danno poi, il medico può anche essere ritenuto responsabile penalmente, per lesioni colpose o omicidio colposo (in caso di morte del paziente), a prescindere dal fatto che la sua sia una colpa lieve o grave. Questo – secondo quanto stabilito dal tribunale di Roma – a meno che il medico, in presenza di particolari problemi tecnici, non si sia attenuto alle linee guida accreditate e alle buone pratiche.
      Vediamo ora come puoi chiedere i risarcimento danni all’ospedale o al medico. Prima di arrivare al vero e proprio giudizio civile, si devono tentare strade più conciliative, e di gran lunga più veloci, per arrivare a una soluzione il più possibile condivisa.
      I primi step sono:
      -raccogliere tutta la documentazione sanitaria opportuna, eventualmente chiedendo al proprio medico di base di farti fare visite ed esami utili ad accertare il danno subito. Chiedi la cartella clinica all’ospedale che ti ha seguito. Deve dartela entro 6 giorni lavorativi dal momento della richiesta effettuata;
      -contattare un bravo avvocato, se possibile esperto in questioni sanitarie;
      -con l’aiuto di un medico legale, farsi fare una perizia per valutare effettivamente il danno subito e l’eventuale colpa o errore;
      nel caso venga stabilito dal medico legale l’effettivo errore medico, allora potrai inviare, con l’aiuto del tuo avvocato (puoi farlo anche personalmente) una richiesta di risarcimento ai soggetti responsabili;
      -a questo punto che ospedale e medico, busseranno alla porta della loro compagnia assicurativa per aprire il sinistro, e tu dovrai fare una visita medico legale di riscontro presso un incaricato dalla compagnia.

  10. mio figlio ha fatto una serie di esami specifici tutti a pagamento in quanto con la sanita’ i tempi di attesa erano troppo lunghi, tra i quali anche una terapia pscologica e una serie di esami per verificare problemi cardiaci che lo portano da avere attacchi prima di ansia e poi di panico, la mia domanda e’ tutte queste visite quelle descritte e molte altre da me fatte da privati hanno la possibilita’ di essere rimborsate un toto o in parte, anche perche lavoro solo io a tempo determinato (LSU). posso avere al piu’ presto una risposta? grazie

    1. Sembra assurdo pagare le tasse per la sanità e, nello stesso tempo, usufruirne quando è ormai troppo tardi. I più fortunati possono usufruire dei servizi privati, ma chi non ha queste possibilità? Esiste però la possibilità di ottenere le prestazioni medico ospedaliere dal privato pagando solo il ticket. Insomma, nessun onere a carico del paziente rispetto al servizio pubblico. Scopri come fare nel nostro articolo Prestazioni medico ospedaliere: dal privato pagando solo il ticket https://www.laleggepertutti.it/191763_prestazioni-medico-ospedaliere-dal-privato-pagando-solo-il-ticket

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