Diritto e Fisco | Editoriale

Nessuna liberalizzazione dell’equo compenso

10 luglio 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 luglio 2012



Nessuna liberalizzazione dei compensi per copia privata: la SIAE li verserà solo all’IMAIE.

Sembra definitivamente sbloccata la questione che, negli scorsi giorni, aveva occupato i titoli di numerosi giornali, per quanto riguarda la ripartizione dell’equo compenso tra i titolari dei diritti connessi, nell’ambito del nuovo mercato liberalizzato.

L’antefatto.

Tutti ricorderanno che, nello scorso gennaio, il Governo ha liberalizzato la raccolta dei cosiddetti “diritti connessi” ai diritti d’autore: quelli cioè spettanti ad artisti, interpreti ed esecutori. Il nuovo provvedimento ha fatto sì che, accanto al Nuovo IMAIE, potessero sorgere tutta una serie di altre società private, impegnate nella raccolta di tali proventi. Addio monopolio, benvenuto libero mercato.

Era però sorto da subito un problema di ordine pratico. Con la moltiplicazione delle società di intermediazione dei diritti connessi, tutte in teoria legittimate a riscuoterne i relativi corrispettivi, ci si era chiesto a chi, concretamente, gli utilizzatori avrebbero dovuto pagare all’atto dell’utilizzo e in base a quali criteri detti proventi sarebbero stati poi ripartiti tra gli aventi diritto. Problemi che dovevano essere risolti dal Governo e che invece sono rimasti a tutt’oggi nell’ombra.

La questione più delicata, però, era toccata ai ricavi derivanti dall’equo compenso per la “copia privata” (il balzello che, come a tutti noto, viene pagato da ogni cittadino al momento dell’acquisto di un qualsiasi dispositivo o memoria esterna quale un HD, una SIM, un DVD, un CD, ecc., astrattamente idonea a registrare contenuti audio o video).

Più nel dettaglio, la SIAE, preposta alla raccolta di tali proventi, si era chiesta se la percentuale dovuta sull’equo compenso ad interpreti ed esecutori per gli anni 2010 e 2011 andasse pagata all’IMAIE o meno. Una questione forse di lana caprina, atteso che in quegli anni ancora non era stata realizzata alcuna liberalizzazione.

Tant’è! Nel dubbio, la Società degli Autori ed Editori si era astenuta dal corrispondere qualsiasi somma e aveva accantonato i proventi in attesa di chiarimenti.

Oggi è intervenuto l’atteso chiarimento che ha sbloccato i fondi. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria, in risposta alla interrogazione parlamentare presentata dagli onorevoli Carlucci e Galletti, ha chiarito che la recente legge di liberalizzazione del mercato dei diritti connessi non ha in alcun modo intaccato la normativa che disciplina la cosiddetta copia privata. I relativi compensi, pertanto, sia degli artisti audio sia degli artisti video, dovranno continuare ad essere gestiti collettivamente dal Nuovo IMAIE secondo la normativa previgente.

In conformità alle indicazioni, dunque, la Siae sta disponendo il pagamento in favore di Nuovo IMAIE del compenso di copia privata video di spettanza degli Artisti Interpreti ed Esecutori, in relazione al 2010.

Nonostante la liberalizzazione, dunque, nulla è cambiato per quanto attiene all’equo compenso. Il che getta ancora più ombre sulla cosiddetta liberalizzazione.

 

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