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Posso scaricare le spese per un familiare non a carico?


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 dicembre 2016



Mio figlio, nell’anno, ha guadagnato poco più di 3.000 euro e non è più a carico: posso comunque scaricare le spese per cui è incapiente?

Anche se il familiare supera di poco il limite di reddito sotto il quale è considerato a carico, non è possibile scaricare le spese sostenute per suo conto, nonostante sia incapiente: in pratica, quando il familiare possiede un reddito così basso da non poter usufruire delle detrazioni sulle spese (cioè risulta incapiente), queste detrazioni vanno perse e non possono essere fruite da chi lo ha, “di fatto”, a carico.

È il caso, ad esempio, del figlio che supera di poco la soglia di reddito sotto la quale è considerato a carico, pari a 2.840,51 euro: anche se supera il limite di un solo euro, non può più rientrare tra i familiari a carico del contribuente. Tutte le detrazioni relative alle spese affrontate dal figlio, dunque, non possono più essere trasferite al genitore, anche se il figlio non ne ha potuto beneficiare a causa del basso reddito. La detrazione non fruita, peraltro, non dà luogo a un credito d’imposta per l’anno successivo, ma è persa.

Facciamo un esempio pratico per capire meglio:

  • Tizio, figlio di Caio, ha guadagnato, nell’anno, 2.900 euro come lavoratore dipendente, quindi non è familiare a carico, perché ha un reddito superiore a 2.840,51 euro;
  • Tizio ha 1.000 euro di spese sanitarie: essendo la detrazione pari al 19%, può detrarre 190 euro dalle tasse;
  • la detrazione delle spese sanitarie, però, a Tizio non serve, perché la detrazione per reddito da lavoro dipendente supera ampiamente le imposte dovute;
  • la detrazione servirebbe, invece, a Caio, padre di Tizio, che deve pagare 2.000 euro di Irpef; ma Caio non può utilizzarla, perché Tizio non è più un familiare a carico.

Ci sono, però, delle spese che possono essere detratte anche per i familiari non a carico.

Familiari non a carico: spese detraibili

Le spese che possono essere detratte per i familiari non a carico sono:

  • le spese sanitarie sostenute nell’interesse di familiari affetti da patologie cosiddette esenti, cioè che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica: la spesa può essere portata in detrazione solo per la parte non scaricata dal familiare non a carico;
  • le spese funebri;
  • le spese per addetti all’assistenza personale;
  • le spese mediche e di assistenza specifica dei portatori di handicap.

Familiari non a carico le patologie esenti

L’elenco delle patologie esenti, presente all’interno di un noto decreto ministeriale [1], è piuttosto lungo ed articolato. Ricordiamo, di seguito, le patologie esenti che si verificano più di frequente:

  • affezioni del sistema circolatorio;
  • anoressia nervosa, bulimia;
  • artrite reumatoide;
  • cirrosi epatica;
  • colite ulcerosa;
  • demenze;
  • diabete;
  • dipendenza da sostanze stupefacenti, psicotrope e da alcool;
  • epatite cronica;
  • fibrosi cistica;
  • glaucoma;
  • infezione da hiv;
  • insufficienza cardiaca;
  • ipertensione arteriosa;
  • insufficienza renale;
  • insufficienza respiratoria;
  • ipercolesterolemia;
  • iperparatiroidismo, ipotiroidismo;
  • lupus eritematoso;
  • alzheimer;
  • morbo di parkinson;
  • nanismo;
  • mielite;
  • pancreatite cronica;
  • psicosi;
  • sclerosi multipla e sistemica;
  • psoriasi;
  • patologie neoplastiche;
  • soggetti in attesa di trapianto e sottoposti a trapianto;
  • soggetti nati con condizioni di gravi deficit fisici, sensoriali e neuropsichici;
  • tubercolosi;
  • spondilite anchilosante;
  • anemie emolitiche ereditarie;
  • disturbi interessanti il sistema immunitario: immunodeficienze congenite e acquisite determinanti gravi difetti delle difese immunitarie con infezioni recidivanti;
  • soggetti affetti da malattie cardiache e del circolo polmonare;
  • soggetti affetti da malattie cerebrovascolari;
  • soggetti affetti da malattie delle arterie, arteriole, capillari, vene e vasi linfatici.

 

 

Familiari non a carico: spese di assistenza specifica

Anche se il familiare non è a carico, possono essere detratti i costi sostenuti per le spese mediche generiche (ad esempio per l’acquisto di medicinali) e di assistenza specifica, se è portatore di handicap. Sono considerate spese di assistenza specifica le prestazioni effettuate da figure specializzate.

Sono spese di assistenza specifica, in particolare:

  • l’assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • le prestazioni fornite dagli OSS;
  • le prestazioni fornite dagli educatori professionali;
  • le prestazioni fornite dagli addetti all’assistenza di base;
  • le prestazioni fornite dai coordinatori delle attività assistenziali di nucleo;
  • le prestazioni fornite dagli addetti all’attività di animazione e di terapia occupazionale.

Familiari non a carico: spese per addetti all’assistenza personale

Sono detraibili, per i familiari non a carico, anche i costi per gli addetti all’assistenza personale, se l’assistito non è autosufficiente.

Le spese di assistenza per i soggetti non autosufficienti possono essere detratte dalle imposte (sia da parte dell’interessato, che dei familiari), sino a un massimo di 2.100 euro l’anno, se il reddito non supera 40.000 euro.

La non autosufficienza non va confusa con l’handicap o con l’invalidità: è considerata non autosufficiente, infatti, una persona non in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita o di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore.

note

[1] DM 329/99.

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