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Lo sai che? La Commissione dell’Unione Europea boccia la mediazione obbligatoria

Lo sai che? Pubblicato il 12 luglio 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 luglio 2012

Mediazione obbligatoria: parere negativo della Commissione Europea.

È un parere negativo quello consegnato dalla Commissione Europea alla Corte di Giustizia sul decreto legislativo [1] che, nel 2010, ha istituito, nel nostro Paese, il procedimento di mediazione. Si tratta, come già molti sanno, di un tentativo (obbligatorio per legge) che deve avvenire fuori dalle aule dei tribunali, presso organismi appositamente costituiti, per cercare una conciliazione tra le parti e porre fine alla lite [2]. Un ulteriore modo per dire al popolo che la giustizia di questo Stato è in default.

In attesa che i giudici di Lussemburgo si pronuncino quindi sulla compatibilità della nuova normativa italiana con i principi dell’Ue, la Commissione ha subito criticato due aspetti della conciliazione.

Innanzitutto, essa determinerebbe un aumento dei costi: aumento giudicato eccessivo per il cittadino. Si potrebbero configurare addirittura dei casi – sottolinea la Commissione – in cui le spese del procedimento di mediazione superino persino quelle previste per il giudizio in tribunale (che comunque, chi inizia una causa dovrà in aggiunta e successivamente pagare).

In secondo luogo, la Commissione ha stigmatizzato il sistema con cui il mediatore può “imporre” alle parti una proposta di conciliazione, da questi elaborata, ponendo così fine alla procedura in questione. L’eventuale rifiuto delle parti (incidendo peraltro sul sistema di condanna alle spese processuali del successivo giudizio, sia in caso di vittoria che di sconfitta) determinerebbe la chiusura del procedimento di mediazione, in contrasto con lo spirito “collaborativo” dell’istituto, volto invece a trovare una ricerca consensuale (e progressiva) dell’accordo finale.

note

[1] D.lgs. 28/2010.

[2] Le materie per le quali è obbligatoria la conciliazione sono le seguenti: Condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica, risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, contratti bancari, contratti finanziari.

Per le materie non comprese nel suddetto elenco il procedimento di mediazione è facoltativo. Nell’ambito delle materie in cui è obbligatorio, vi sono poi delle parziali esclusioni nei seguenti casi:

a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;

b) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all’articolo 667 del codice di procedura civile;

c) nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all’articolo 703, terzo comma, del codice di procedura civile;

d) nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata [es. proc. di accertamento dell’obbligo del terzo, N.d.A];

e) nei procedimenti in camera di consiglio;

f) nell’azione civile esercitata nel processo penale.


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22 Commenti

  1. Signor Giancarlo,
    effettivamente ho omesso di specificare che il mio Cliuente era disoccupato mentre la moglie aveva un reddito che se pur di poco superava i limiti per il gratuito (in quella famiglia entravano tredicimila euro all’anno e ne avrebberro dovuti spendere qualche migliaio per la mediazione). Detto questo mi spiace che non abbia speso nessuna parola sulle altre mie considerazioni.

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