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APE agevolata: si alza la soglia per accedere a costo zero

16 Ottobre 2016
APE agevolata: si alza la soglia per accedere a costo zero

La quota per accedere alla cosiddetta APE Social si alza, ecco gli anni di contributi necessari e i costi del prestito per chi non arriva alla quota prevista.

La possibilità di accedere all’APE agevolata” ovvero l’Anticipo Pensionistico a costo zero, viene modificata dalla legge di stabilità 2017 approvata ieri in Consiglio dei ministri.

Ecco come.

Come funziona l’APE?

Il funzionamento dell’APE è piuttosto semplice: se si raggiungono i contributi previsti e l’età prevista, si può fare richiesta per l’uscita anticipata.

L’assegno anticipato sarà pagato dall’INPS per 12 mensilità e sarà esente da imposizione fiscale.

Un volta maturata l’età pensionabile il lavoratore dovrà restituire il prestito attraverso un prelievo che sarà applicato alla sua pensione definitiva e durerà 20 anni.

Pensioni fino a 1500 euro lordi al mese per l’APE agevolata

Per le pensioni fino a 1.500 euro, l’uscita dal lavoro anticipata, attraverso lo strumento dell’APE, è facilitata dallo Stato.

Chi rientrerà nella fascia prevista dalla riforma avrà dunque diritto ad una pensione anticipata senza alcuna penalità.

L’Anticipo pensionistico (APE) – si legge nel comunicato del Governo – spetta ai lavoratori che abbiano almeno 63 anni e sono a 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia. Potranno accedere all’APE sociale i lavoratori che abbiano almeno 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o con di parenti 1° grado con disabilità grave oppure per chi avrà raggiunto i 36 anni di contributi facendo dei lavori cosiddetti “pesanti”. Queste categorie di lavoratori potranno andare in pensione fino a tre anni prima senza nessun onere fino a 1.500 euro lordi di pensione“.

APE social: disoccupati o lavoratori? Cambia la soglia contributiva

Si confermano dunque il requisito dei 30 anni e dei 63 anni di età per l’APE social. Per rientrare nell’Ape agevolata tuttavia si deve essere disoccupati, invalidi o con parenti sino al primo grado in condizioni di disabilità grave (padre-figlio ad esempio).

Anche nel caso in cui non si sia in una delle condizioni sopra esposte come prerequsito e tuttavia si siano fatti nella vita lavori “pesanti”, si avrà diritto all’APE agevolata, ma il requisito contributivo sale a 36 anni.

Nessun dettaglio di merito nel comunicato del governo rispetto alla categorizzazione dei “lavori pesanti“, sebbene si siano fatte alcune ipotesi, si è difatti in attesa di una lista definitiva di categorie che potranno rientrare nell’agevolazione (leggi Pensioni: APE a costo zero, ultimi nodi da sciogliere).

Come si accede all’APE volontaria? 

Per accedere all’APE volontaria, invece, la quota di contributi versati è potenzialmente più bassa, bastano difatti 20 anni, ma la rata di restituzione prevedrà un costo tra il 4,6% e il 4, 7%.

Nella semplificazione offerta ieri dal Premier in conferenza stampa “Andare in pensione un anno prima significa rinunciare a poco meno del 5% del proprio stipendio“.

Difatti il costo del 4,6% o 4,7% riportato nel comunicato della Presidenza del consiglio è un costo annuale, ciò vuol logicamente dire che più anni si anticipa l’uscita e minore sarà l’assegno. Ecco il testo del comunicato diramato: “Potranno accedere all’APE volontaria i lavoratori che avranno 20 anni di contributi versati, in questo caso la rata di restituzione del prestito andrà di media dal 4,6% al 4,7%”.

APE aziendale: come funziona?

L’APE aziendale funziona nella stessa modalità dell’APE volontaria, le rate di restituzione del prestito però saranno a carico del’azienda che dovesse scegliere questa modalità di uscita anticipata per i propri lavoratori, per favorire il turnover  e il ricambio generazionale. Per saperne di più sull’APE aziendale ti suggeriamo il nostro approfondimento APE: Bonus per le imprese che la facilitano.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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