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Cartelle Equitalia rottamate: un esempio pratico

17 Ottobre 2016
Cartelle Equitalia rottamate: un esempio pratico

Il decreto di chiusura Equitalia dovrebbe portare con sé anche la rottamazione di oltre 400mila cartelle. Cosa cambia? Ecco un calcolo rapido.

Il decreto di chiusura di Equitalia con il quale si intendono rottamare o meglio forse sarebbe dire “condonare” gli interessi relativi alle cartelle ha generato grande interesse.

Le entrate previste per il decreto sarebbero stimate in circa 4miliardi, un importo molto rilevante che darebbe se confermato respiro alle tasse statali.

Il refrain del governo è “pagare meno, pagare tutti“, e se la procedura sarà confermata la riduzione del pagamento sarà certamente rilevante. Ecco un esempio pratico di come i costi si abbatteranno.

Equitalia: cosa cambia con la rottamazione

Stante alle prime dichiarazioni l’intenzione è quella di permettere il pagamento delle sole imposte contestate, senza l’aggio e senza gli interessi di mora, ma con gli interessi legali, per un interesse che è dell’0,5% annuo (ben lontano dal 3% annuo dell’aggio Equitalia che diventa il 6% se la cartella non viene pagata entro i due mesi).

Ma bisogna ricordare che non tutte le cartelle potranno essere rottamate, vi consigliamo al riguardo di leggere Rottamazione cartelle Equitalia: quali non vengono rottamate.

Rottamazione cartelle Equitalia: un esempio pratico

In breve su un’imposta contesta per un importo di 3400 euro anzichè applicare le sanzioni per circa 3mila euro, gli interessi di iscrizione a ruolo per oltre 400 euro, gli interessi di mora per circa 40 euro e gli aggi per ulteriori 400 euro circa, si pagherebbero solo i 3.400 euro iniziali più gli interessi legali pari a circa 100 euro.

In sostanza il pagamento si dimezza (arriva anzi al -51%), da un importo che supererebbe con la normativa attuale i 7.200 euro si passa difatti ad una cifra vicina ai 3.500.


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