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Agevolazioni per spese dentistiche

24 Novembre 2016
Agevolazioni per spese dentistiche

Se ho un reddito basso ho diritto ad agevolazioni sulle cure dentistiche?

Nel caso di cure dentistiche – così come per quasi tutte le spese mediche – la legge prevede una detrazione fiscale del 19% sull’Irpef. Di essa può godere qualsiasi contribuente, non solo quelli con reddito basso.

La detrazione spetta sia sulle spese sostenute dal contribuente che per quelle sostenute per conto del coniuge o di altri familiari a carico.

Per ottenere la detrazione fiscale sulle spese dentistiche è necessario che il dentista rilasci regolare fattura, ricevuta fiscale, parcella o scontrino parlante, su cui devono essere per forza indicati il codice fiscale, il tipo di prestazione o natura, qualità e quantità dei prodotti acquistati. Tale documento fiscale che attesta il sostenimento della spesa dentistica deve essere conservato dal contribuente nei propri archivi o consegnato al commercialista.

Come detto, la detrazione per spese dentistiche è pari al 19% Irpef per tutti i contribuenti. Ma dall’importo complessivo va scontata una franchigia di 129,11 euro.

Il limite massimo di detrazione per le spese sanitarie 2016 per i familiari non a carico è pari a 6.197,48 euro. Se tale soglia viene superata ma non eccede i 15.493,71 euro è possibile rateizzare l’importo in 4 quote annuali di pari importo nelle successive quattro dichiarazioni dei redditi 2017-2021.

Ma cosa significa tutto ciò nella pratica? Proviamo a fare un esempio. Chi fa la denunzia dei redditi deve raccogliere tutte le fatture delle spese mediche della famiglia (anche dei figli), non solo le spese per le cure dentali. Gli importi di spesa sostenuti vanno sommati tra loro. A questo punto andrà sottratta la franchigia di 129,11 euro. Sulla restante parte viene calcolato il 19%: il risultato di questa operazione è costituito dalla agevolazione fiscale vera e propria e, quindi, va sottratto dall’imposta irpef da versare allo Stato l’anno successivo.

Se l’imposta è stata già versata dal sostituto d’imposta (ad esempio, il datore di lavoro) in misura superiore a quanto effettivamente dovuto allo Stato, il contribuente ha diritto ad un rimborso che avviene sempre in busta paga e nella maggior parte dei casi si ha nel mese di luglio successivo rispetto alla presentazione della denunzia dei redditi.

Se le spese mediche sono di importo superiore a 15.493,71 euro, le detrazioni possono essere scalate dall’Irpef in quote per 4 anni.

Le spese mediche detraibili sono le seguenti:

  • cure dentistiche
  • interventi chirurgici
  • medicinali non rimborsabili
  • visite mediche specialistiche, omeopatiche e generiche
  • assistenza infermieri e fisioterapisti
  • esami di laboratorio prescritte da un medico
  • protesi sanitarie prescritte da un medico
  • affitto o acquisto di attrezzature sanitarie
  • cure termali prescritte da un medico specialista
  • cure mediche e attrezzature sanitarie prescritte per una persona anziana ricoverata in istituto
  • spese sanitarie per familiari che soffrono di una malattia che da diritto all’esenzione
  • alcune polizze assicurative.


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