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Avviso bonario: obbligatorio solo in caso di errori nella dichiarazione

19 Luglio 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Luglio 2012



Avviso bonario obbligatorio solo se, a seguito di controlli sulla sua dichiarazione dei redditi, siano emersi degli errori e si debba invitare  il contribuente a fornire chiarimenti.

Prima di agire contro il contribuente moroso, il fisco non è obbligato a notificargli un avviso bonario di pagamento; tale comunicazione, invece, va fatta solo se, a seguito di controlli sulla sua dichiarazione dei redditi, siano emersi degli errori e quindi lo si debba invitare a fornire chiarimenti [1].

Al contrario, se la dichiarazione sia risultata regolare, l’Agenzia delle Entrate può direttamente notificare la cartella di pagamento, senza dover prima informare il cittadino dell’esito dei controlli sulla dichiarazione. La cartella di pagamento è, pertanto legittima anche se l’iscrizione a ruolo non sia stata preceduta dall’avviso bonario.

L’avviso bonario è un atto eventuale, non impositivo [2], che consiste nella comunicazione al contribuente di errori formali riscontrati nella dichiarazione. Egli viene invitato a sanare le irregolarità, presentando la documentazione necessaria e pagando una sanzione ridotta. Ma se tale necessità non sussiste, non vi è neanche bisogno di inviare l’avviso bonario. La finalità dell’avviso bonario, infatti, è quella di rimediare, in via più celere, agli errori emersi in sede di controllo formale ed evitare il successivo contenzioso dinanzi alle commissioni tributarie.

note

[1] C. Cass. sent. n. n. 11429 del 6 luglio 2012.

[2] La natura non impositiva e quasi informale dell’avviso bonario lo rende non impugnabile; eventuali vizi dovranno essere fatti valere tramite l’impugnazione della cartella di pagamento (v., in senso contrario, la recente sent. C. Cass. n. 7344/2012).


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1 Commento

  1. Il Decreto del Presidente della Repubblica del 29/09/1973 n. 600 – art. 36 – bis dice testualmente:

    1. Avvalendosi di procedure automatizzate, l’amministrazione finanziaria procede, entro l’inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all’anno successivo, alla liquidazione delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti, nonche’ dei rimborsi spettanti in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d’imposta.
    …..
    f) controllare la rispondenza con la dichiarazione e la tempestivita’ dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualita’ di sostituto d’imposta.
    ……
    Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, ovvero dai controlli
    eseguiti dall’ufficio, ai sensi del comma 2-bis, emerge un’imposta o una maggiore imposta, l’esito della liquidazione e’ comunicato al contribuente o al sostituto d’imposta per evitare la reiterazione di errori e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali. Qualora a seguito della comunicazione il contribuente o il sostituto di imposta rilevi eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente nella liquidazione dei tributi, lo stesso puo’ fornire i chiarimenti necessari all’amministrazione finanziaria entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione.

    La frase “Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, ovvero…….”

    implica e contempla, a mio avviso, che Il mancato pagamento da parte del contribuente costituisca e rappresenti un “risultato diverso”.

    Infatti, se la prima parte della frase si riferisse ai calcoli non sarebbe necessaria la seconda parte della frase, specificamente riferita alle differenze di calcolo.

    Ne consegue che la prima parte di riferisce al mancato riscontro dei pagamenti, come risultanza, la seconda ai calcoli.

    Ritengo pertanto che le recenti sentenze di Cassazione che stanno cambiando l’orientamento precedentemente consolidatosi non abbiano interpretato la normativa nel senso in cui è stata concepita dal legislatore, che prevedeva sia gli effetti del comportamento del contribuente (il mancato pagamento), che gli errori di calcolo e le omissioni.

    Ovvero, l’avviso bonario si rende necessario sia in presenza di mancato versamenti di imposte note al contribuente, sia in caso di calcoli diversi effettuati dall’amministrazione finanziaria.

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