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Multa in un luogo dove non si è mai stati: cosa fare?

19 Dicembre 2016 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Dicembre 2016



Multa presa a Roma quando, in realtà, ci si trovava a Milano o sul divano di casa a guardare la tv. Succede, purtroppo. Cosa fare? Presentare ricorso in autotutela.

È successo a molti di ricevere la notifica di un verbale per una infrazione riferita ad un’auto recante la stessa targa della vostra, ma rilevata in una città dove non si è mai stati. Ma come è possibile? Può sicuramente trattarsi di un semplice errore di rilevamento della targa o derivare da un’errata trascrizione dei dati da parte di chi vi è preposto. Ma può anche darsi, e qui la questione è più seria, di un veicolo con targa clonata, modificata con nastro isolante e bianchetto. Una volta fatto ciò, infatti, il delinquente può sfrecciare per le strade incurante degli autovelox perché, a pagare le multe, sono i reali intestatari.

Cosa fare in casi di questo genere?

Multa in un luogo dove non si è stati: cosa fare?

Lo strumento a cui ricorrere in tali ipotesi è il ricorso in autotutela che va presentato al comando che ha elevato la multa, chiedendo l’annullamento dell’atto in quanto illegittimo o infondato: in sostanza, si chiede all’ente che ha emanato l’atto di riesaminarlo per l’eventuale revoca o annullamento.

Facile intuire che occorrono elementi di prova certi ed inconfutabili, dimostrando, ad esempio, che nel momento in cui è stata commessa l’infrazione come risulta da verbale, la nostra auto non avrebbe potuto assolutamente trovarsi in quel luogo in quanto in riparazione presso un’officina (allegando una fattura della stessa); in alternativa, si può sostenere che la vostra auto in quel momento si trovava in una città diversa da quella in cui sarebbe stata commessa l’infrazione (si può allegare, ad esempio, l’estratto conto Telepass) o parcheggiata nei pressi dell’azienda dove lavoriamo.

I vantaggi del ricorso in autotutela sono innegabili, in quanto consente di ottenere l’annullamento della contravvenzione senza dover affrontare le spese legali di un processo; ciò in quanto può essere presentato personalmente dal contribuente, anche senza necessità di un avvocato.

Ricorso in autotutela: a chi va presentato?

Il ricorso va proposto nei confronti dello stesso comando di Polizia Municipale, Carabinieri o Polizia Stradale che ha elevato la contravvenzione. La domanda va inviata anche alla Prefettura, dal momento che l’organo accertatore può disporre l’archiviazione dei soli atti che non sono ancora fuoriusciti dalla propria sfera, come nel caso di un preavviso di fermo compilato per errore. Tra l’altro, l’organo che ha provveduto all’accertamento non può mai disporne l’archiviazione.

All’interno del ricorso occorre dichiarare che si è trattato di un mero errore materiale oppure che c’è in circolazione un veicolo con targa clonata o falsificata. La richiesta è, pertanto, sarà quella di archiviare il verbale.

Ricorso in autotutela: è l’unico strumento da usare in questi casi?

Presentare un ricorso in autotutela non sospende automaticamente né i termini per proporre ricorso al prefetto o al giudice di pace, né i termini per effettuare il pagamento. In pratica, se non si riceve risposta, dato che il silenzio non equivale all’accoglimento del ricorso, non resta che proporre ricorso al prefetto o al giudice di pace o effettuare il pagamento. Quindi, si hanno a disposizione:

  • 30 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale per proporre ricorso al giudice di pace;
  • 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica per proporre ricorso al prefetto: in questo caso, come si intuisce, si può attendere l’eventuale risposta al ricorso in autotutela per un periodo maggiore e, nella malaugurata ipotesi di rigetto, è possibile presentare un nuovo ricorso al giudice di pace.

Ricorso in autotutela: fac-simile

(Luogo) …, lì …

Spett.le Polizia Municipale del Comune di …

Via …

Raccomandata a/r

Oggetto: richiesta di annullamento di verbale di contravvenzione.

Con la presente il sottoscritto Sig./Sig.ra … nato/a a … il … e

residente in … via … richiede l’annullamento, in via di autotutela, del verbale di contravvenzione n. … accertata in … (luogo) in Via … VERBALE n. … Autorità verbalizzante … (N.B.: specificare se polizia stradale, ausiliario del traffico, vigile urbano, guardia di finanza, carabiniere o altro) NOTIFICATO (ricevuto) il …, per la contestata violazione del disposto dell’art. 7, commi 9 e 14 del d.lgs. n. 285/1992 (Codice della Strada).

L’auto delle scrivente è, infatti, nel giorno e nell’ora in cui la multa suddetta è stata elevata si trovava presso l’officina …, sita in … via … per riparazioni. Si allega fattura n. … del …

Si resta in attesa di un sollecito riscontro.

Distinti saluti.

Firma

Si allega:

  1. copia del verbale di contravvenzione;
  2. copia della fattura dell’officina meccanica …;
  3. copia di un documento di identità o patente di guida.

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6 Commenti

  1. Sì, ma nella stragrande maggioranza dei casi si è costretti a pagare perché l’auto stava parcheggiata in città o non era in riparazione o non si andava in autostrada. Follia.

    1. si ok ma la testimonianza di piu’ persone che attestano che l’auto in questione era parcheggiata in via…….ecc. non è una prova che in quel paese no ci si è stati
      come ad esempio a Induno olona da Roma!!!!!!!!!

  2. Visto che in Italia tutto è il contrario di tutto…visto che chi è tutelato in questi casi trattasi di delinquente che clona una targa in quanto se io non posseggo una documentazione che accerta che la mia macchina è parcheggiata a centinaia di km secondo un giudice di pace incapace di adottare la discrezionalità loro concessa in questi casi…quindi dovrei pagare qualcosa di assurdo come una multa fatta ad altri…non esiste proprio…se prima dovevate correre dietro ai truffatori adesso dovete correre anche dietro a qualcuno che fa il truffatore per necessità di giustizia…

    1. Io ho appena ricevuto una multa in cui si attestava che con la mia Monster ero a Roma il 16.07.2018. Io risiedo a Cervia RA e d’estate faccio la stagione al mare. E’ inaudito che ora devo impazzire a trovare il modo di contestare la multa senza spendere soldi e tempo per provare che non ero io!!!!

      1. A me è arrivata una multa dalla Francia , luogo in cui non ci ho mai messo piede , non potrei neppure guidare la mia vecchia jeep x tanti km. Comunque i miei dati corrispondono e la targa anche, ma il modello dell auto è DIVERSISSIMO … che faccio ? Divrei avvalermi dell attestato di proprietà dell auto e del libretto di circolazione , DATI CHE SONO IN RETE e che quindi facili da rubare e clonare, ma anche VERIFICARE IL MODELLO AUTO CON NUMERO DI TELAIO.A cosa serve pagare tante tasse sull auto se poi non si è tutelati ?

      2. A me è arrivata una multa per divieto di sosta a Roma il 14/02/2018 .Nel verbale non era indicato il tipo di autovettura ma solo la targa che coincideva con la mia. Fortunatamente un’ora prima della contravvenzione transitano con l’auto al casello autostradale di Gallarate situato a 700 km di distanza da Roma. Ho fatto ricorso allegando il resoconto del telepass e pensavo di aver risolto il tutto. Ora mi arriva una ordinanza ingiuntivo prefettizia che mi obbligherebbe a pagare oltre la multa altre gabelle perché si sostiene che il ricorso non è sorretto da utili elementi probatori. Io sospetto che ,non essendo possibile non convenire che la multa è chiaramente sbagliata, ci sia sotto una vera e propria truffa che coinvolge elementi della pubblica amministrazione.

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