Diritto e Fisco | Editoriale

Nuovi diritti d’autore su internet: una riforma per tutta l’Ue


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 luglio 2012



La Commissione Europea ha firmato una proposta di direttiva comunitaria per l’abbattimento dei monopoli delle società di gestione nella raccolta dei diritti d’autore e per la creazione di una licenza multiterritoriale per la diffusione della musica su internet.

La SIAE e le sue cugine europee devono ammodernarsi e adeguarsi al nuovo mercato della musica online: il che passa attraverso la creazione di un mercato unico digitale europeo e la previsione di una licenza unica multiterritoriale per la distribuzione di musica online in tutta l’Ue.

Sembra dunque tramontare l’era dei mille mercati gestiti da altrettante collecting society (circa 250, allo stato attuale), della necessità di plurimi accordi per ciascun territorio al fine di erogare, su internet, lo stesso contenuto nel territorio europeo.

Questa, in buona sostanza, la sintesi della proposta di direttiva che, lo scorso 11 luglio, ha varato la Commissione Europea, rivolgendosi a tutte le società di gestione collettiva dei diritti d’autore. La finalità è anche quella di garantire maggiore trasparenza ed efficienza nella ripartizione degli utili tra gli artisti.

Un’idea forte, coraggiosa e, soprattutto, innovativa perché, per la prima volta, sembra spezzare una lancia in favore dei piccoli autori e dei consumatori.

Con le recenti innovazioni digitali, si aprono scenari commerciali imprevedibili fino a qualche anno fa. Insieme all’offerta, si modifica la domanda: indifferente, ormai, al supporto fisico, essa non è più confinabile nelle ristrette frontiere nazionali.

Anche le società di intermediazione come la SIAE devono, quindi, fare i conti con un mercato transfrontaliero. Ma non sempre ci riescono: anzi! La Commissione ha notato, infatti, come tale gestione dei diritti d’autore sia tutt’altro che trasparente e celere. In altre parole, la SIAE e le sue colleghe europee scontano i retaggi di un’organizzazione ancorata alla old economy.

A farne le spese, ancora una volta, sono gli artisti, i cui diritti sono spesso andati perduti a causa di errate politiche di investimento o di lungaggini nel versamento delle royaltee.

L’obiettivo, nel breve periodo, sarà quello di realizzare un mercato unico digitale europeo, sogno tutt’altro che lontano, stando alle parole del Commissario per il Mercato interno Michel Barnier. A richiederlo, peraltro, è lo stesso popolo dei netizen, rivolti spesso alla pirateria più per la mancanza di una valida alternativa legale.

Internet è il trionfo del “tutto, facile e subito”. Il download gratuito significa facilità, universalità e immediatezza di reperimento. Fuori da questo “mercato” non ve ne sono di altrettanto dinamici.

Eppure non tutti gli utenti del web sono smanettoni capaci di utilizzare un software P2P come torrent. A questa utenza non viene incontro un’offerta legale adeguata. Le industrie dei contenuti e le società di intermediazione restano paralizzate nelle vecchie logiche commerciali, incapaci di gestire finanche le licenze multiterritoriali e multirepertorio.

Il pericolo è quello di un allontanamento, da parte degli artisti, dalle società di intermediazione (la SIAE innanzitutto). Pericolo che si concretizza, nello specifico, con la facilità che internet offre di autopromuoversi e autogestirsi.

È del resto questo che la Commissione europea, velatamente, suggerisce quando parla della possibilità dei titolari dei diritti di intervenire direttamente nella gestione dei proprio diritti, per essere remunerati più rapidamente.

Di pari passo – peraltro coerentemente con le libertà fondamentali dei trattati dell’U.E. – vi sarebbe, nella proposta suggerita dalla Commissione Europea, la possibilità per gli artisti di scegliere la società di gestione collettiva più adatta ai loro fini, nell’ambito del panorama comunitario: un ulteriore colpo all’attuale monopolio della SIAE. In altre parole, con la realizzazione di una licenza unica multiterritoriale, l’autore sarebbe libero di incaricare la società da questi ritenuta più adeguata per la raccolta dei propri diritti d’autore. Un mercato libero, unico e transnazionale.

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2 Commenti

  1. Il mio punto di vista: se ci sarà l’addio alla SIAE ogni autore potrà dire addio ai suoi diritti d’autore. Diventerà un caos generalizzato su tutti i campi. Le multinazionali faranno la parte del leone e non pagheranno più nessuno,come accade già adesso con la pubblicità e youtube.

  2. Il diritto di autore è giusto che rimanga.Bisogna però,trovare sempre il buon senso,nel cercare di trovare la soluzione.Per esempio,riguardo la musica Classica-Lirica e di quei brani che hanno superato i famosi 70 anni.Se una casa discografica reincidesse la 1° sinfonia di Gustav Mahler,è giusto che si paghi il diritto di sincronizzazione per la stessa,ma ad un costo fisso ed umano per tutti, non invece,migliaia e migliaia di euro per pochi minuti di brano.Quando invece,con soli 1000 euro,potrebbero guadagnarci di più,contanto su un numero maggiori di richieste.

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