Diritto e Fisco | Editoriale

Internet “pulita e aperta”: consultazione pubblica sulla net neutrality

23 luglio 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 luglio 2012



Lanciata una consultazione pubblica sulla net neutrality. Ma l’UE da che parte sta?

La Commissione Europea l’ha battezzata “Internet pulita e aperta” e uno magari ci casca pure nella tentazione di leggere di che si tratta. Perché, alla fine, anche se il callo dello scoprire che, dietro le campagne promozionali, si nasconde sempre la fregatura, lo abbiamo fatto tutti, la speranza è sempre l’ultima a morire. Si sa mai: magari qualche Commissario ha un figlio smanettone e allora vuoi vedere che, tutto d’un tratto, gli capita di accorgersi che il web è davvero utile per la cultura?

Macché.  Il verme dentro la mela c’è anche in questo caso.

È stata lanciata una consultazione pubblica, una di quelle operazioni possibili solo grazie al web, che consente a ogni cittadino di dire la sua su un tema. Tema che, guarda caso, è proprio il web; o meglio, le “procedure di rimozione dei contenuti illegali ospitati dagli intermediari”. In altre parole, si vuol verificare se i gestori di motori di ricerche o di portali siano obbedienti alle richieste di cancellazione di contenuti intimategli da organizzazioni e da titolari di diritti. Il che suona come chi sputa nel piatto in cui mangia: utilizzare una risorsa (internet), per promuovere una consultazione proprio per combattere questa risorsa.

Contraddittorietà a parte, quello che fa impazzire è il pay off della consultazione: “Internet pulita e libera”. Ma “libera” da chi – secondo la Commissione? Non certo da chi vorrebbe sistemi di notice and take down. Perché la consultazione, stando al tenore del comunicato ufficiale, sembrerebbe proprio volta a verificare il tempismo degli intermediari (Google e soci) nell’obbedire servilmente alle richieste di cancellazione dei contenuti avanzate dai rispettivi titolari. Ed è proprio là il punto: perché, come in un film in cui non si capisce chi sia il buono o il cattivo, tutto d’un tratto ritorna in mente il fatto che era stata proprio la Comunità europea ad aver scritto e sponsorizzato il principio della net neutrality, e quindi la non responsabilità degli intermediari.

Proprio l’Organizzazione delle Nazioni Unite, circa un anno fa, aveva raccomandato agli Stati di questo arretrato pianeta di porre attenzione agli strumenti di inibizione delle libertà telematiche: perché l’interrompere determinati flussi di traffico di dati, sotto la giustificazione che “potrebbero” essere illeciti, mina le libertà fondamentali della persona.

Non vi convinco? Allora immaginate questa scena. C’è un posto di blocco sulla strada. La volante vi ferma e vi chiede i documenti. Lui, il poliziotto di turno, non è in grado di distinguere una patente falsa da una vera e, nel dubbio, dopo avervi comunicato il suo semplice sospetto, vi sequestra la macchina.

Torniamo alla consultazione. La Comunità europea ha messo a disposizione un sito (qui) per tutti i cittadini e le organizzazioni che vogliano lasciare un contributo, al fine di “migliorare il funzionamento del mercato unico del digitale, di contribuire alla lotta contro l’illegalità su internet e, in particolare, contro la violazione del diritto d’autore, nonché di garantire la trasparenza e l’efficacia delle procedure”. Abbandonate però ogni velleità di scrittori: anche qui non sarete liberi di dire ciò che vorrete (si tratti di ringraziamenti o di – peraltro comprensibili – volgarità): la consultazione è a risposta multipla e solo in lingua inglese… Appunto: internet “aperta”!

 

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