F24, quando cartaceo e quando telematico?

4 dicembre 2016


F24, quando cartaceo e quando telematico?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 dicembre 2016



Per i contribuenti senza partita Iva, in assenza di compensazioni, è possibile usare l’F24 cartaceo anche per somme superiori a 3.000 euro.

Novità per chi deve pagare tasse e imposte: l’utilizzo dell’F24 cartaceo per i contribuenti privi di partita Iva torna ad essere consentito non solo oltre 1.000 euro (divieto introdotto nel 2014), ma anche oltre 3.000 euro che, come noto, è il tetto massimo sancito dalla legge all’uso del contante. In altre parole, il contribuente “privato”, che non sia azienda, libero professionista o autonomo – ossia, privo di partita Iva – potrà pagare le tasse ricorrendo al caro e vecchio F24 cartaceo a prescindere dall’importo da versare, e sempre a condizione che non siano previste compensazioni. Ma procediamo con ordine.

L’approvazione delle nuove regole

Il decreto fiscale appena approvato dal Governo [1] ha soppresso da oggi l’obbligo di utilizzare l’F24 telematico per i pagamenti superiori a 1.000 euro da parte delle persone fisiche senza partita Iva, divieto come detto introdotto del 2014 [2].

La precedente disciplina

Fino a ieri, tutte le volte in cui il contribuente, privo di partita Iva, si fosse recato allo sportello bancario, postale o di Equitalia (a seconda dei casi, con contanti, con assegni, con vaglia, con bancomat, con postamat e/o con addebito nel proprio conto corrente) per pagare le imposte e i contributi, doveva orientarsi in questo modo:

  • per gli importi fino a 1.000 euro, senza alcuna compensazione, il pagamento poteva avvenire con l’F24 ordinario o semplificato;
  • per importi a partire da 1.000,01 (ossia superiori a 1.000 euro) si potevano utilizzare, agli sportelli, solo gli F24 precompilati e inviati dai Comuni. Se si desiderava utilizzare il modello F24 ordinario o quello semplificato per importi oltre 1.000 euro, invece, era necessario utilizzare le modalità telematiche di invio, tramite il sito delle Entrate (F24 web, F24 on-line e F24 cumulativo) o i servizi di home o remote banking di banche o poste.

Per il contribuente, invece, titolare di partita Iva, è sempre obbligatorio l’F24 telematico anche per importi inferiori a 1.000 euro senza compensazioni.

La nuova legge sull’F24

Nulla cambia per i contribuenti titolari di partita Iva, i quali restano obbligati a utilizzare sempre l’F24 telematico per pagare tributi e contributi.

Le novità riguardano, invece, solo i contribuenti non titolari di partita Iva e solo a condizione che non vi siano compensazioni. Tali soggetti possono utilizzare, per il pagamento delle imposte, l’F24 cartaceo a prescindere dall’importo (quindi anche per più di 1.000 euro e, addirittura, anche per somme oltre i 3.000 euro, limite come noto che esclude la possibilità di utilizzare il contante). Dunque, i privati senza partita Iva potranno usare i modelli cartacei presso gli sportelli bancari, postali o di Equitalia, utilizzando anche il contante, gli assegni, i vaglia, il bancomat e/o il postamat.

In sintesi, con le nuove regole, le ipotesi che potrebbero verificarsi per i contribuenti saranno le seguenti:

  • F24 con saldo a zero per effetto di compensazioni: in tal caso c’è l’obbligo di usare solo l’F24 telematico;
  • F24 con saldo positivo e presenza di compensazioni: anche in questa ipotesi si può usare solo l’F24 telematico;
  • F24 senza la presenza di compensazioni e con saldo di qualsiasi importo, quindi anche superiore a mille euro: con le nuove regole diventa possibile utilizzare l’F24 cartaceo .

I contribuenti non titolari di partita Iva, che non sono obbligati al pagamento in via telematica, devono presentare il modello F24 presso:

  • qualsiasi sportello degli agenti della riscossione (Equitalia)
  • una banca
  • un ufficio postale.

Il versamento può essere effettuato in contanti o con i seguenti sistemi:

  • presso le banche con assegni bancari e circolari
  • presso gli agenti della riscossione con assegni bancari e circolari e/o vaglia cambiari
  • presso gli sportelli bancari e degli agenti della riscossione dotati di terminali elettronici idonei tramite carta Pagobancomat
  • presso gli uffici postali con assegni postali, assegni bancari su piazza, assegni circolari, vaglia postali, o carta Postamat.

Titolari di Partita Iva ed F24

I titolari di partita Iva, invece, devono usare obbligatoriamente il modello F24 telematico per tutti i pagamenti dal 1° gennaio 2007 e, se vogliono compensare crediti Iva (annuali o dei primi tre trimestri), per importi superiori a 5mila euro annui (10mila fino al 31 marzo 2012) possono usare solo i servizi telematici delle Entrate e non quelli bancari o postali. Inoltre, dal 1° ottobre 2014 possono usare solo i servizi online delle Entrate per tutti gli F24 con “saldo finale” pari a zero (per effetto delle compensazioni effettuate), anche se non vogliono superare i 5mila euro di credito Iva compensabile.

F24 con compensazione

Dal 1° ottobre 2014, i contribuenti senza partita Iva che vogliono pagare imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi (Inail) non possono recarsi in banca o in posta (o uno sportello di Equitalia) per pagare i modelli F24 che riportano crediti in compensazione. Perché in questi casi è possibile effettuare il pagamento solo in via telematica, cioè inviando tramite internet il modello F24, con i servizi telematici delle Entrate (F24 web, F24 on-line, F24 cumulativo o F24 addebito unico), delle banche o delle poste. Questa regola doveva essere seguita dal 1° ottobre 2014 al 2 dicembre 2016 anche dai contribuenti che volevano pagare imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi (Inail), per importi superiori a mille euro, seppur senza alcuna compensazione.

note

[1] Art. 7-quater, comma 31, del Dl 193/2016.

[2] Art. 11, co. 2, lettera c), Dl 24 aprile 2014, n. 66.

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