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Regime forfettario, verso la conferma nel 2017

24 Ottobre 2016
Regime forfettario, verso la conferma nel 2017

La legge di stabilità in via di approvazione non dovrebbe variare il regime forfettario 2016. Ecco come funziona.

Aprire una partita IVA agevolata nel 2017 non dovrebbe essere differente dal 2016, si avrà cioè un’unica opzione, quella del regime forfettario introdotto con la legge di stabilità 2016 [1].

Vediamo allora come funziona e come fare per richiederlo.

Chi può richiedere di entrare nel regime forfettario?

Possono aderire al regime forfettario – e continuare a restarvi – le persone fisiche esercenti attività d’impresa o arte o professione che nell’anno solare precedente abbiano conseguito ricavi o compensi non superiori a determinate soglie che variano a seconda dell’attività svolta.

Verificato il rispetto di tale principale condizione, l’imprenditore o il professionista può aderire al regime solo dopo aver verificato di aver sostenuto, nell’anno precedente, spese per lavoro accessorio, dipendente e per collaboratori per un ammontare complessivamente non superiore a 5.000 euro lordi, nonché accertato che il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, di beni mobili strumentali al 31 dicembre dell’anno precedente non sia stato superiore a 20.000 euro.

I redditi da lavoro dipendente e assimilato non devono superano i 30.000,00 euro lordi l’anno.

Per aderire non è invece più necessario che il reddito d’impresa/lavoro autonomo, che si intende assoggettare al regime agevolato, debba risultare prevalente rispetto a quello eventualmente conseguito attraverso il lavoro dipendente/assimilato.

Quali sono i beni strumentali rientranti nel calcolo per l’entrata nel regime forfettario?

Il limite dei 20mila euro deve essere calcolato in base ad alcuni criteri. Ne riportiamo i più comuni:

  • beni in locazione finanziaria: rileva il costo sostenuto dal concedente;
  • beni in locazione, noleggio e comodato: rileva il valore normale degli stessi;
  • beni detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente: concorrono nella misura del 50%;
  • beni il cui costo unitario non è superiore a 516,46 euro: non rilevanti ai fini del calcolo;
  • beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione: non rilevanti ai fini del calcolo;

Chi è escluso dal regime forfettario?

Sono esclusi dall’applicabilità del regime forfettario:

  • persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • Residenti non UE o SEE (i residenti UE e SEE sono ammessi solo se producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto);
  • contribuenti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili, o di mezzi di trasporto nuovi;
  • esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni a esse assimilate (articolo 5 del Tuir), ovvero a società a responsabilità limitata trasparenti.

Come si calcola il reddito imponibile del regime forfettario?

nel regime forfettario il reddito imponibile è determinato applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti un coefficiente di redditività, diversificato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata, senza tener conto delle spese sostenute nell’anno. Per ulteriori approfondimenti ti invitiamo a consultare il nostro articolo Regime forfettario: le novità dal 2016.


note

[1] L. 205/2015.


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