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Pensione supplementare Gestione separata, ci vuole un importo minimo?

21 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Gennaio 2019



Pensione aggiuntiva nella Gestione separata per i lavoratori che non ottengono un autonomo trattamento: è necessario un ammontare minimo?

Sono pensionato nella Cassa forense, ho versato poco più di 3 anni nella Gestione separata per un totale di 15000 euro di contributi: ho diritto alla pensione supplementare?

Anche se il lettore, con circa 3 anni di contributi, non può raggiungere un’autonoma pensione nella Gestione separata, ha comunque la possibilità di raggiungere la pensione supplementare al compimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia in tale gestione, cioè al compimento di 66 anni e 7 mesi di età, 67 anni dal 1° gennaio 2019.

La Gestione separata, difatti [1], riconosce l’erogazione della pensione supplementare, una volta raggiunta l’età pensionabile, a chi possiede la pensione principale in un fondo diverso.

Pensione supplementare Gestione separata: quale pensione principale?

In particolare, la pensione supplementare nella Gestione separata è riconosciuta se l’interessato possiede la pensione principale in una delle seguenti gestioni:

  • Ago (assicurazione generale obbligatoria), che comprende il fondo pensione lavoratori dipendenti e le gestioni dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti e mezzadri);
  • fondi sostitutivi ed esclusivi dell’Ago: ad esempio ex Inpdap, fondo elettrici, ex Ipost, Fs, etc;
  • ex Enpals ed Inpgi;
  • casse dei liberi professionisti.

Nel caso del lettore, che possiede una pensione principale nella Cassa forense, quindi in una gestione dei liberi professionisti, non vi sono dubbi sulla possibilità di ottenere la pensione supplementare nella Gestione Separata.

Pensione supplementare Gestione separata: ci vuole un importo minimo?

Non esiste un requisito contributivo minimo per ottenere questa pensione, perché la prestazione supplementare può essere liquidata anche se il suo importo risulta inferiore all’importo minimo richiesto per le prestazioni contributive, cioè a 1,5 volte l’assegno sociale (come precisato da un noto messaggio dell’Inps [2]). In pratica, la pensione supplementare viene erogata anche se inferiore a 686,99 euro mensili (il valore si riferisce all’anno 2019, considerando che l’assegno sociale, dal 1° gennaio 2019, ammonta a 457,99 euro mensili).

Pensione supplementare Gestione separata: come si calcola?

L’importo della pensione supplementare nella Gestione Separata viene calcolato col sistema contributivo, poiché si tratta di contributi versati dal 1996 in poi; si prescinde dal metodo di calcolo utilizzato per liquidare la pensione principale. L’ammontare sarà, dunque, proporzionale ai contributi versati, rivalutati (sulla base del tasso di capitalizzazione risultante dalla variazione media quinquennale del Pil, calcolata dall’Istat con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare) e trasformati in assegno col coefficiente di trasformazione corrispondente all’età del richiedente al momento della domanda di pensione.

Ad esempio, nel caso del lettore, ipotizzando che la domanda sia stata inviata entro il 31 dicembre 2018, a 66 anni e 7 mesi di età, quindi con un coefficiente di trasformazione pari al 5,619% e considerando il montante contributivo esposto nell’estratto conto, pari a 15mila euro, la pensione annua lorda ammonterebbe a 842,85 euro (15.000 x 5,619%) e quella mensile a 64,83 euro (bisogna dividere la pensione annua per 13 mensilità).

Se, invece, ipotizziamo che la domanda sia inviata dal 1° gennaio 2019, a 67 anni di età, quindi con un coefficiente di trasformazione pari al 5,604% (dal 2019 i coefficienti sono diminuiti) e considerando il montante contributivo esposto nell’estratto conto, pari a 15mila euro, la pensione annua lorda ammonterebbe a 840,60 euro e quella mensile a 64,66 euro.

Pensione supplementare Gestione separata: decorrenza

La pensione decorre dal momento della domanda, dunque, nel caso in cui i requisiti siano maturati prima dell’invio dell’istanza, non si ha diritto agli arretrati.

I requisiti per ottenere la pensione supplementare sono, comunque, “cristallizzati”: significa che, una volta raggiunto il diritto all’assegno supplementare (quindi, raggiunti i 66 anni e 7 mesi di età entro il 31 dicembre 2018, o i 67 anni dal 2019), questo può essere richiesto in qualsiasi momento successivo, anche se i requisiti d’età necessari dovessero aumentare per effetto degli incrementi della speranza di vita.

Pensione supplementare Gestione separata: come inviare la domanda

La domanda di pensione supplementare può essere fatta tramite il sito dell’Inps, se in possesso di Pin dispositivo o di identità unica digitale Spid: bisogna accedere alla sezione Servizi per il cittadino, alla voce Domanda di prestazioni previdenziali; in alternativa, ci si può rivolgere al contact center Inps (chiamando il numero 803.164, 06.164.164 da cellulare), oppure a un qualsiasi patronato.

note

[1] Art. 1, Co. 2, Dm 282/1996.

[2] Inps mess. n. 219/2013.


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2 Commenti

  1. Buongiorno – ho 13-14 anni di contribuzione Enpals (spezzoni) dal 1971 al 1999 – mi hanno riferito che posso fare domanda di pensione supplemetare in quanto pensionato INPS – ho 66 anni e 7 mesi come da finestra
    al 1-8-2017
    Potro’ recuperare questi versamenti nella supplementare
    anche se ritengo siano minimi
    Grazie

    1. Salve, sono un sottufficiale della Polizia di Stato, in quiescenza dal 2006. Dal 1/4/2009 al 31/12/2013, con partita iva ( professionista), ho versato i contributi all’INPS. Al raggiungimento di anni 67, potro’ beneficiare della pensione supplementare?. Grazie. Francesco.

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