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La deliberazione dello stato di guerra

9 Dicembre 2016 | Autore:
La deliberazione dello stato di guerra

L’articolo 78 della Costituzione: come avviene il procedimento per dichiarare guerra ad un altro Stato.

Cosa dice l’articolo 78 della Costituzione?

Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari.

La deliberazione dello stato di guerra

In base a quanto disposto dall’art. 78 Cost. alle Camere spetta deliberare lo stato di guerra.

In particolare, tale deliberazione costituisce un atto politico, per il quale non è necessaria l’emanazione di una legge formale con cui viene decisa l’entrata in guerra del nostro Paese.

Si discute sulla forma che tale atto deve rivestire, tenuto conto che la lentezza dell’iter delle leggi mal si adatta ad una decisione da prendere in tempi rapidi per fronteggiare una situazione di grave pericolo (es. aggressione al territorio nazionale).

La deliberazione ha efficacia immediata per l’ordinamento interno, in quanto determina l’entrata in vigore della legislazione eccezionale prevista per il tempo di guerra.

Le Camere, inoltre, conferiscono al Governo tutti i poteri necessari per far fronte alle esigenze belliche. In presenza di tale condizione, potrà essere autorizzata anche la limitazione temporanea di alcuni diritti costituzionalmente garantiti, oppure la sospensione della vigenza di norme costituzionali.

La nostra Costituzione, al contrario di molte altre Carte, nulla prevede relativamente al verificarsi di emergenze interne o internazionali diverse dalla guerra.

Per quanto riguarda le situazioni di emergenza interna (di volta in volta configurabili come guerra civile, stato d’assedio etc.), la dottrina individua due diverse soluzioni:

— l’estensione in via analogica della disciplina contenuta nell’art. 78 Cost., considerata come norma che autorizza il Governo ad agire, previa investitura parlamentare, a tutela della salus publica (FRESA, MODUGNO, NOCILLA);

— l’utilizzo dello strumento del decreto-legge, eventualmente anche in deroga a norme di rango costituzionale (ESPOSITO).


note

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. La chiosa dell’articolo che individuerebbe nella “dottrina” l’estensione dello stato di guerra da applicare a “stati di emergenza interna” e a questi assimilare “per via analogica” la tutela della “salus publica” è a dir poco risibile per chiunque sostenga automatica questa analogia.
    I padri costituenti hanno scritto bene la carta fondamentale che non può essere interpretata o “analogicamente” estesa secondo i desiderata di pochi o anche tanti. La parola “emergenza ” non esiste nella Costituzione e non è una dimenticanza ma una precisa volontà di evitare quelle pericolose derive autoritarie che proprio sulle “emergenze sanitarie” hanno costruito quello che la storia conosce bene e ha già condannato. Sulla estensione del DL in deroga poi, stendiamo un velo pietoso.

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