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Rottamazione cartelle: la guida definitiva per multe e tasse

25 Ottobre 2016
Rottamazione cartelle: la guida definitiva per multe e tasse

Decreto pubblicato: l’aggio si paga sulle multe, ma sono rottamabili, anche l’IVA (quasi sempre). La data entro cui fare domanda, le cartelle ammesse e escluse.

Pubblicato il decreto che punta a rottamare i ruoli di Equitalia. Le sorprese sono tante perchè la questione è stata dibattuta su molti fronti, come abbiamo avuto modo di riportare anche sulle nostre pagine.

Il decreto si può sintetizzare così: si risparmia meno del previsto, ma sono rottamabili quasi tutte le multe e le tasse.

Vediamo i dettagli nella nostra guida definitiva alla rottamazione cartelle Equitalia.

Rottamazione cartelle Equitalia: si risparmia meno

Rispetto al gran parlare che si è fatto dell’opportunità o meno di portare il pagamento della tassa al livello originario – senza considerare dunque nient’altro che gli interessi legali, che valgono lo 0,05% annuo sul totale dell’imposta da versare – il decreto che è stato emanato lo scorso 22 ottobre è in qualche modo deludente.

Si risparmia molto meno, insomma, se una cartella valeva 7000 euro non si arriverà a risparmiarne 3500, bensì 2450 circa (abbiamo ovviamente semplificato il calcolo per dare un’idea) e naturalmente i benefici maggiori si hanno sui ruoli più vecchi.

Gli aggi andranno invece comunque pagati (per le multe) e per come sono stati impostati negli anni (ricordiamo che si tratta del 6% sul ruolo qualora siano trascorsi i 60 giorni dalla richiesta) l’impatto è rilevante.

Quali cartelle possono essere rottamate?

Le cartelle che possono essere rottamate sono di più rispetto a quanto si anticipava prima dell’emanazione del decreto. Saranno difatti assoggettabili a procedura di agevolazione tutti i ruoli relativi a:

  • imposte;
  • Iva (ma non se riscossa all’importazione);
  • tributi locali (anche ICI, IMU, rifiuti, addizionali);
  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • multe sul codice della strada;

Il periodo di riferimento va dal 2000 al 2015.

Chi ha già in corso una dilazione con Equitalia potrà accedere alla rottamazione, ma le rate in scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016 dovranno risultare pagate.

Non si prevede alcun rimborso per quanto già versato in passato.

Quali cartelle non sono rottamabili

Non sono rottamabili i ruoli relativi a:

  • Iva riscossa all’importazione,
  • recupero di aiuti di Stato,
  • crediti da danno erariale per sentenze di condanna della Corte dei Conti,
  • ammende e sanzioni pecuniarie dovute per provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Cosa si paga con la rottamazione dei ruoli per le tasse?

La rottamazione dei ruoli prevede il pagamento di:

  • somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale (ossia vale a dire, a titolo di imposte e tributi, e/o
  • contributi previdenziali e assistenziali Inps e Inail);
  • interessi da ritardata iscrizione a ruolo;
  • somme maturate a favore dell’agente della riscossione, a titolo di aggio da calcolare però solo sul capitale e sugli
  • spese per le procedure esecutive;
  • spese di notifica della cartella di pagamento.

vengono dunque annullati:

  • le sanzioni incluse in tali carichi;
  • gli interessi di mora;
  • le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali.

Cosa si paga con la rottamazione, per le multe?

Nel caso delle multe il pagamento dovrà invece riguardare:

  • la multa per intero;
  • l’aggio della riscossione commisurato però soltanto a tale importo,
  • le eventuali spese di esecuzione e le spese di notifica della cartella,

saranno invece stralciate (non si pagheranno):

  • le eventuali maggiorazioni irrogate ai sensi della legge 689/81
  • gli interessi di mora.

Come presentare istanza di agevolazione per la rottamazione delle cartelle?

Chi volesse avvalersi della rottamazione deve presentare l’istanza a Equitalia entro il 23 gennaio 2017 indicando la modalità di pagamento scelta, che potrà essere:

  • domiciliazione bancaria,
  • bollettini precompilati
  • pagamento allo sportello.

Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’unica rata o anche di una sola delle 4 rate in cui il pagamento può essere dilazionato (con gli interessi del 4,5%), determinerà la decadenza e tornerà tutto esattamente come al principio, si verrà in questo caso esclusi dalla possibilità di una nuova rateazione.



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