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Il venditore deve garantire i pezzi di ricambio di un prodotto?

12 Dicembre 2016
Il venditore deve garantire i pezzi di ricambio di un prodotto?

Ho acquistato un prodotto in offerta a prezzo scontato. Si è rotta una parte e tuttavia non trovo più il pezzo di ricambio. Il venditore è tenuto a mettere a disposizione degli acquirenti i pezzi di ricambio per un periodo di tempo minimo?

Prima di definire se esista o meno un obbligo per il produttore di garantire, per un determinato periodo, la disponibilità, sul mercato, di pezzi di ricambio a favore degli acquirenti di uno specifico prodotto, bisogna stabilire se il guasto sia dovuto a colpa dell’acquirente o meno.

Se l’oggetto si rompe per colpa del produttore

Quando il vizio non dipende dall’uso fatto dall’acquirente, ma da un difetto di costruzione, la questione della disponibilità dei pezzi di ricambio viene in secondo piano. Infatti, a prescindere dalla presenza o meno dei suddetti pezzi di ricambio, il venditore è tenuto a offrire la garanzia per due anni dall’acquisto del bene. Sarà dunque il venditore a dover risolvere il problema della riparazione di quanto venduto se per quel prodotto non esistono più pezzi di ricambio e, in tal caso, proporre all’acquirente la sostituzione dell’oggetto con uno simile (o di qualità superiore). Se ciò non è possibile, l’acquirente potrà scegliere tra la restituire di una parte del prezzo pagato o la restituzione dei soldi spesi e dell’oggetto acquistato.

Il venditore non può neanche costringere l’acquirente a spedire l’oggetto al produttore e “vedersela da solo”, ma dovrà egli stesso risolvere il problema in un congruo termine.

Questo significa che il venditore che non voglia essere costretto a restituire i soldi dei prodotti acquistati è tenuto a mantenere una scorta di parti di ricambio per almeno due anni dalla consegna del prodotto.

Quando l’oggetto si rompe per colpa dell’acquirente

Anche quando l’oggetto si rompe per colpa dell’acquirente (si pensi, ad esempio, a una padella che scivoli dalle mani e si spezzi il manico; a una fotocamera che venga conservata al caldo, ecc.) il venditore e il produttore sono tenuti a dare al consumatore tutta una serie di informazioni fondamentali per la sua tutela come, ad esempio, per quanto tempo ancora saranno disponibili sul mercato i pezzi di ricambio. Difatti la legge [1] condanna come pratiche commerciali ingannevoli tutte quelle operazioni commerciali di vendita che contengono informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, idonee a trarre in errore il consumatore medio. Sono altresì pratiche commerciali ingannevoli quelle in cui non viene data corretta informazione sulle caratteristiche principali del prodotto, quali la sua disponibilità, i vantaggi, i rischi, l’esecuzione, la composizione, gli accessori, l’assistenza post-vendita al consumatore e il trattamento dei reclami; sempre la legge parla della necessità di una manutenzione, ricambio, sostituzione o riparazione.

Qualora non dovessero esserci pezzi di ricambio, l’acquirente può denunciare l’accaduto all’Autorità garante per la Concorrenza e il mercato (AgCm o Antitrust) e agire davanti al giudice per ottenere la risoluzione del contratto e la restituzione del prezzo pagato.

In sintesi, la tutela dell’acquirente per il caso dei pezzi di ricambio si sostanzia in due step:

  • il venditore deve mantenere una scorta di parti di ricambio commisurata alla durata d’uso del prodotto per ottemperare alla garanzia post-vendita;
  • il venditore e il produttore devono preavvertire fin dall’inizio l’acquirente che le parti di ricambio non saranno disponibili oltre un certo termine dalla consegna del prodotto. Diversamente, in caso di mancata disponibilità dei ricambi c’è la possibilità di chiedere la risoluzione del contratto.

Il venditore è sempre tenuto a garantire la presenza di pezzi di ricambio. Da un lato è tenuto per legge, nei primi due anni, a prestare la garanzia sui vizi di produzione: per cui se non vi adempie e mancano i pezzi di ricambio, egli è tenuto alla restituzione del prezzo.

Dall’altro lato, se non informa l’acquirente della disponibilità limitata nel tempo di pezzi di ricambio pone in essere una pratica commerciale ingannevole per cui, se anche l’oggetto si rompe per colpa del consumatore, il venditore gli dovrà risarcire il danno.

note

[1] Art. 21 del D. Lgs 147/07.

Autore immagine: 123rf com


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4 Commenti

  1. Può un’Azienda negare la disponibilità di un pezzo di ricambio (a pagamento) pur avendolo disponibile perché riserva i ricambi a coloro che sono ancora in garanzia ?

    1. Leggi i seguenti articoli:
      -Prodotto in garanzia: cosa fare se non esistono pezzi di ricambio? https://www.laleggepertutti.it/209318_prodotto-in-garanzia-cosa-fare-se-non-esistono-pezzi-di-ricambio
      -Sostituzione prodotto difettoso: entro quanto è possibile? https://www.laleggepertutti.it/355860_sostituzione-prodotto-difettoso-entro-quanto-e-possibile
      -Prodotti difettosi: la garanzia parte da quando me ne accorgo? https://www.laleggepertutti.it/211230_prodotti-difettosi-la-garanzia-parte-da-quando-me-ne-accorgo

        1. Per prodotti ancora in commercio, il produttore non può smettere di costruire o vendere prodotti di ricambio. Dall’ultima vendita, dovranno decorrere 2 anni prima che il produttore non debba più rispondere per i difetti di funzionamento del prodotto. Qualora decida lo stesso di non produrre più i pezzi di ricambio, allora deve rimborsare all’acquirente il prezzo di acquisto del prodotto, indipendentemente dal fatto che esso sia stato già utilizzato per un anno e 11 mesi. Conta il fatto che la garanzia non è più disponibile. L’unica soluzione è la riparazione dell’oggetto, sempre che questa non crei disagi e riduzioni di qualità nel prodotto.

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