Diritto e Fisco | Articoli

Non si cancellano da internet gli articoli con reati gravi e recenti

12 Dicembre 2016
Non si cancellano da internet gli articoli con reati gravi e recenti

Link su Google, corruzione e truffa: quando il reato desta allarme sociale e il caso giudiziario è grave non si può esercitare il diritto all’oblio.

Se il reato è particolarmente grave ci vuole più tempo per poter chiedere la cancellazione dell’articolo giornalistico da Internet. Questo perché il diritto all’oblio va calibrato anche in base alla pericolosità sociale del colpevole. A dirlo è il Garante della Privacy che ha rigettato la richiesta di cancellazione del proprio nome da alcune pagine web avanzata da un soggetto condannato in via definitiva per alcuni reati ritenuti gravi dall’Authority.

In particolare, un ex consigliere comunale veniva indagato per truffa e corruzione. Una vicenda iniziata nel 2006 e conclusasi (per lui) nel 2012 con sentenza di patteggiamento e pena interamente coperta da indulto. All’esito del procedimento penale, l’uomo chiedeva a Google di eliminare da internet le notizie e gli url relativi che risultavano nel motore di ricerca digitando il suo nome (operazione informatica definita “indicizzazione”). Al diniego opposto dal motore di ricerca, seguiva un parere negativo anche del Garante, il quale rileva che «sebbene il trascorrere del tempo sia la componente essenziale del diritto all’oblio, questo elemento incontra un limite quando le informazioni […] siano riferite a reati gravi e che hanno destato un forte allarme sociale».

No cancellazione da internet delle notizie recenti

Elemento rilevante di quello che viene chiamato diritto all’oblio è l’attualità delle notizie. Se però queste diventano parte di una più ampia inchiesta giornalistica, permane «l’interesse ancora vivo e attuale dell’opinione pubblica».

I fatti storici più gravi restano su internet per più tempo, ma non per sempre, a meno che non abbiano cambiato la storia: si pensi all’attentato al Papa.

Pertanto, conclude il Garante, non si può invocare il diritto all’oblio per vicende giudiziarie di particolare gravità e il cui iter processuale si è concluso da poco tempo. In questi casi prevale l’interesse pubblico a conoscere le notizie.


note

Autore immagine: 123rf com


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