Che significa? | Articoli

Cos’è l’impresa familiare

21 gennaio 2017 | Autore:


> Che significa? Pubblicato il 21 gennaio 2017



L’impresa familiare prevede la collaborazione dei suoi componenti, ossia il coniuge, i genitori, i figli e gli altri parenti, per il raggiungimento del profitto economico.

 

L’impresa familiare [1] può esistere a prescindere dal regime patrimoniale che i coniugi abbiano scelto, comunione legale o separazione dei beni, fondo patrimoniale od altre convenzioni.

In tale tipologia di impresa sono previste due ipotesi:

  • il familiare presta la propria attività in maniera continuativa non direttamente nell’impresa familiare ma nella famiglia, ad esempio svolgendo lavori domestici; pertanto egli ha diritto al mantenimento, secondo la situazione patrimoniale della famiglia, e partecipa agli incrementi di azienda, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro svolto;
  • il familiare presta la propria attività nell’impresa e, oltre a tutti i diritti che avrebbe se lavorasse solo in famiglia, partecipa alle decisioni che riguardano l’impiego degli utili e degli incrementi, la gestione ordinaria e straordinaria, gli indirizzi di produzione, la cessazione dell’impresa. Tutte le decisioni sono prese a maggioranza dei partecipanti.

In altre parole, da una parte, si riconosce il valore del lavoro domestico, nella maggioranza dei casi svolto dalla donna, considerando che, proprio perché il coniuge si impegna in tale attività, l’altro è più libero di svolgere l’attività imprenditoriale, e dall’altra, si vuole maggiormente tutelare il ruolo del familiare che lavora all’interno dell’impresa, nei confronti del titolare. Inoltre, la norma sottolinea in maniera esplicita che il lavoro della donna viene considerato equivalente a quello dell’uomo, tenendo conto anche di quanto previsto dalla nostra Costituzione. Il diritto di partecipazione all’impresa non può essere trasferito, in quanto si vuole impedire l’ingresso di estranei, ma un eventuale trasferimento potrebbe avvenire in favore di un familiare, con il consenso di tutti i partecipanti.

L’impresa familiare sussiste soltanto quando le parti, ossia i familiari, non abbiano inteso dar vita ad un diverso qualificato rapporto, ad esempio una società di fatto o rapporto di lavoro subordinato, e trova la sua fonte nella legge indipendentemente dall’esistenza di un atto cartaceo o di una dichiarazione orale di volontà: per la sua esistenza non è dunque necessario un formale atto costitutivo. Si tratta di una situazione di fatto nella quale i familiari collaborano nell’impresa ed il rapporto è regolato dal codice civile [2]. Concretamente, i partecipanti non stipulano un contratto e comunque non costituiscono l’impresa; eventualmente, a fini prettamente fiscali, si limitano ad una dichiarazione di esistenza davanti al notaio.

Infine, l’impresa familiare usufruisce di un sistema fiscale agevolato; infatti, in seguito alla sua costituzione, è possibile suddividere il reddito tra i soggetti partecipanti riducendo, di conseguenza, l’aliquota applicata per il pagamento delle imposte dirette.

note

[1] Legge n. 151/1975 – Riforma del diritto di famiglia.

[2] Art. 230 bis c.c.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI