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Lo sai che? Donazioni: le regole da seguire

Lo sai che? Pubblicato il 9 agosto 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 agosto 2012

Sebbene si tratti di un’attività compiuta quotidianamente, senza particolari forme, affinché una donazione sia valida anche per la legge deve rispondere a particolari regole.

La donazione è, per il diritto, un “contratto”: un contratto che viene detto “a titolo gratuito”, dove cioè, a una prestazione (trasferimento della proprietà o di altro diritto su un bene mobile o immobile, assunzione di un debito per conto di un’altra persona, ecc.) non corrisponde una controprestazione.

Per donare un bene è necessario un atto pubblico redatto da notaio, altrimenti la donazione è nulla e, per la legge, è come se non fosse mai stata fatta.

È inoltre necessario che colui che riceve la donazione la accetti espressamente (l’accettazione deve risultare dall’atto notarile o in un atto successivo).

Tale forma solenne, però, non è necessaria solo nel caso si doni un bene di modico valore. In questo caso, però, affinché la donazione sia valida, è necessaria la consegna materiale del bene donato.

Se un bene è di “modico valore” o meno lo stabilisce il giudice in caso di controversia. Normalmente il valore viene valutato sia in base alla stima oggettiva del mercato, sia in base alle potenzialità economiche soggettive del donante [1]. Così, lo stesso bene può essere di modico valore per una persona facoltosa e non essere tale per un non abbiente. Facciamo un esempio: la donazione di biglietti di lotteria, schedine di concorsi e simili è considerata una donazione di modico valore per la modificità della somma spesa per l’acquisto (anche se sono collegati a premi ingenti).

Il donante non può revocare la donazione se il beneficiario (cosiddetto “donatario”) l’ha già accettata (come dire: “ciò che è dato, è dato”!). Altrettanto, il donatario non può revocare l’accettazione della donazione una volta espressa.

Tuttavia, anche se è stata già accettata dal beneficiario (cosiddetto “donatario”), il donante può revocare la donazione in presenza delle due seguenti gravi ipotesi:

1) per ingratitudine del donatario, cioè quando quest’ultimo abbia commesso le seguenti azioni nei confronti del donante: a) gravi reati (omicidio, tentato omicidio, calunnia); b) grave ingiuria nei confronti del donante; c) danneggiamento grave e intenzionale del patrimonio del donante; d) mancato pagamento degli alimenti al donante.

La revocazione della donazione deve essere effettuata entro un anno dal giorno in cui il donante è venuto a conoscenza dell’ingratitudine.

2) per sopravvenienza di figli del donante: in questo caso, il donante – che al momento della donazione non sapeva che avrebbe avuto (o che già aveva) dei figli – può revocare la donazione entro cinque anni dal giorno della nascita del figlio o dal giorno in cui ha saputo di avere un figlio.

La donazione si può fare solo su beni che il donante già ha. Non è valida quindi la donazione di beni di cui ancora il donante non è proprietario. Per esempio: è nulla la donazione di un bene che si spera un giorno venga ereditato.

Una regola speciale vale per le donazioni fatte in vista di un matrimonio. Esse non richiedono accettazione; ma affinché producano effetto è necessario che sia celebrato il matrimonio. Così, per esempio, la donazione di una cospicua somma di denaro o di un servizio di argenteria dovrà essere restituita se la coppia decide all’ultimo minuto di non sposarsi o se il matrimonio viene annullato.

Il donante può impugnare la donazione e chiederne l’annullamento quando essa sia stata effettuata per errore sui motivi alla base dell’atto di liberalità. Ma è necessario che tali motivi risultino dall’atto e siano stati la vera e unica ragione a determinare la donazione.

Per esempio, se Tizio dona a Caio un deposito di titoli credendo che Caio sia proprio figlio, affinché egli un giorno ne disponga per i propri studi, e successivamente la paternità viene negata, allora Tizio può revocare la donazione.

La donazione è altresì invalida se fatta da persona incapace di intendere e volere, anche se per una causa transitoria (per es. da un soggetto che, al momento, era ubriaco).

 

 

note

[1] Cass. sent. n. 1260 del 8.02.1994.


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1 Commento

  1. Buongiorno,
    volevo chiedere: è possibile annullare/impugnare una donazione , nella fattispecie si tratta di una scuola guida, donata ad un unico figlio (sono fratello e sorella), la stessa è stata sottoscritta dal notaio circa 11-12 anni fa. Per impugnare una donazione si può fare entro 20 anni dalla trascrizione?grazie saluti
    Elisa

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