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Proprietà e amministrazione dei beni del fondo patrimoniale

21 Agosto 2012
Proprietà e amministrazione dei beni del fondo patrimoniale

Come devono essere gestiti e amministrati i beni inseriti nel fondo patrimoniale e a chi spetta la proprietà?

Un errato luogo comune induce a credere che, una volta costituito il fondo patrimoniale, la proprietà dei beni in esso inseriti spetti ai coniugi in comunione tra loro: e invece non è così.

Al contrario, la proprietà dei singoli beni costituenti il fondo può essere intestata all’uno o all’altro coniuge o, indifferentemente, spettare ad essi in quote uguali o diverse. Infatti, il solo fatto che il bene sia stato destinato al fondo patrimoniale non vuol dire che esso entri in comunione. Pertanto, di conseguenza, nel caso di scioglimento del fondo, il bene ritorna nella piena disponibilità del titolare originario.

Al contrario, però, l’amministrazione del fondo patrimoniale spetta a entrambi i coniugi in comunione tra loro, a prescindere dalla titolarità dei singoli beni. Ogni eventuale accordo contrario a questo imperativo dettato dalla legge è nullo.

Il fondo, quindi, si configura come una sorta di usufrutto, la cui sola gestione viene regolata dalle norme sulla comunione, mentre la proprietà resta definita dagli accordi tra le parti.

Infine, indipendentemente dalla titolarità dei beni conferiti nel fondo, i frutti da essi prodotti spettano a entrambi i coniugi in misura uguale e paritaria e devono essere destinati ai bisogni della famiglia (in particolare: alle esigenze primarie delle persone e all’attuazione dell’indirizzo di vita familiare concordato dagli sposi).

Quindi anche l’eventuale ricavato derivante dall’alienazione dei frutti rientra nel vincolo del fondo, alla stregua di incrementi.



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