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Il Comune deve risarcire i danni per le cattive condizioni della strada


Il Comune deve risarcire i danni per le cattive condizioni della strada

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 agosto 2012



Gli enti proprietari della strada devono evitare che il manto stradale urbano presenti fonti di pericolo e, in caso di cattiva manutenzione, devono risarcire i danni subiti dai conducenti.

Le Pubbliche Amministrazioni sono sempre responsabili per le anomalie sui tratti di strade di centri abitati e, pertanto, sono tenute a risarcire i danni provocati ai conducenti.

In generale, l’ente proprietario della strada è sempre responsabile quando:

a – sia stato esso stesso a creare la fonte di pericolo (per es.: una strada sprofondata per difetti di costruzione);

b – quando l’ente abbia, in concreto, la possibilità di esercitare un potere di immediato intervento e custodia sulla strada. Ciò dovrà essere valutato in base ai seguenti parametri:

1. l’estensione della strada (una strada particolarmente lunga richiede maggiori tempi di intervento);

2. la posizione (una strada lontana o poco accessibile allunga le operazioni di riparazione);

3. le dotazioni e i sistemi di assistenza che la connotano.

La P.A. perciò è responsabile qualora possa intervenire immediatamente per eliminare il pericolo (buche, marciapiedi rotti, lastre di ghiaccio ecc.).

Rientrano in questo secondo caso le strade dei centri abitati che, secondo una recente sentenza della Cassazione [1], comportano sempre la responsabilità del Comune. Posta infatti la vicinanza e la sorvegliabilità delle stesse, si presume la possibilità dell’amministrazione di prevenire o riparare immediatamente i danni [2]. Pertanto l’ente deve è sempre responsabile, salvo che provi il caso fortuito.

Al tempo stesso, però, bisogna tener conto della condotta del danneggiato. Infatti la responsabilità della amministrazione viene meno [3] o viene alleggerita [4] quando il danno si sia verificato per un comportamento colposo dell’utente della strada. In questo caso, gli enti “negligenti” potranno essere considerati esenti da responsabilità o obbligati a risarcire solo una parte di danno.

Ad esempio, una recente sentenza [5] ha escluso la responsabilità del Comune per la caduta di un ciclista su una griglia stradale. Infatti, il leggero avvallamento in cui è inserita (normale per la necessità tecnica di far defluire l’acqua) è stato considerato prevedibile dall’utente e non un insidia stradale. Pertanto il danno è stato addebitato interamente al ciclista distratto.

di BIAGIO FRANCESCO RIZZO

note

[1] Cass. sent. n. 6903 dell’8 maggio 2012.

[2] Art. 2051. Danno cagionato da cosa in custodia –“Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito (1218,1256)”.

[3]Quando il comportamento colposo dell’utente è idoneo a interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno e il danno stesso.

[4] Nell’ipotesi in cui il comportamento colposo dell’utente abbia avuto un’efficienza causale tale da configurabile un concorso di colpa ex 1227 c.c. comma 1, con conseguente diminuzione della responsabilità della P.A. in proporzione all’incidenza causale del comportamento stesso.

[5] Cass. sent. n. 1310 del 30 gennaio 2012.

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1 Commento

  1. Io stavo rientrando a casa ero in scarpe da tennis ed era mezzogiorno, sono scesa dal marciapiede per andare verso le strisce che si trovavano a nemmeno 20 cm da me ma sono caduta nella griglia di scolo dell’acqua piovana incavata di 20 cm sotto il manto stradale che si trova propio al di sotto del marciapiede da cui sono scesa mi sono rotta il piede si è sentito proposta il suono dell’osso che si spezzata mi ha soccorso un negoziante che ha l’attività propio li davanti . Sono andata ALL’ospedale ,e ci sono i referti medici che confermano la frattura che ho avuto c’è il rapporto dei vigili con la dichiarazione del testimone,le foto della griglia incavata di 20 cm ,tutto questo è stato inviato all’assicurazione che fa subentrare il comune in questi casi, mi è stata fatta la visita col medico dell’assicurazione e loro mi dicono che non avrei dovuto scendere dal marciapiede ma materializzarmi direttamente sulle strisce e per questo non ho diritto al risarcimento a detta sua.

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