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Cos’è l’assistenza domiciliare integrata?

7 Gennaio 2017 | Autore:
Cos’è l’assistenza domiciliare integrata?

L’Adi, assistenza domiciliare integrata, ha l’obiettivo di favorire che la persona, soprattutto se anziana, possa essere assistita nel suo domicilio evitando ricoveri ospedalieri o in rsa. In cosa consiste?

 

 

Adi: cos’è l’assistenza domiciliare integrata?

L’assistenza domiciliare integrata (Adi) è un servizio integrato di prestazioni sanitarie e sociali erogate a domicilio che riguardano sia bisogni sanitari (ad esempio, punture, flebo, nutrizione artificiale, visite, ecc…) sia sociali (aiuto domestico, assistenza alla persona, ecc…). Si comprende che il suo obiettivo è quello di favorire che il paziente, soprattutto se anziano, possa essere curato e assistito presso la propria abitazione evitando ricoveri ospedalieri o ricoveri in strutture residenziali assistite.

A chi si rivolge l’assistenza domiciliare integrata?

Tale servizio è diretto a persone di tutte le età:

  • non autosufficienti come malati terminali o affetti da malattie progressive invalidanti o da forme psicotiche acute e gravi, anziani che abbiano subito gravi fratture, ecc…);
  • con patologie non in fase acuta che richiedono interventi da parte di più figure professionali;
  • con un domicilio e un contesto familiare compatibili con il trattamento assistenziale determinato.

Adi: cosa comprende?

Come dicevamo, si tratta di un servizio a impronta assistenziale che comprende:

  • prestazioni del medico di base,
  • visite specialistiche,
  • assistenza infermieristica,
  • riabilitazione,
  • assistenza sociale.

 

L’assistito mantiene il proprio medico di base che assume un ruolo di coordinamento di tutta l’attività e di interazione con il paziente e con la famiglia.

L’assistenza è gratuita: il paziente paga farmaci e presidi come un qualsiasi utente del Ssn e gode delle esenzioni secondo le regole generali (età/reddito, patologia, ecc…).

Adi: come richiederla?

Per chi volesse usufruire dell’Adi, occorre fare richiesta tramite il proprio medico di base, la famiglia, i servizi sociali o il responsabile del reparto ospedaliero presso il quale si è stati ricoverati al Distretto Sanitario di appartenenza. La domanda così presentata sarà valutata da un’apposita commissione (Unità Valutativa) che si occuperà di determinare le modalità, i tempi e le risorse per assicurare, quando giudicata possibile e necessaria, l’assistenza domiciliare.



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