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Furto d’identità: il caso della truffa della Costa d’Avorio

19 Dicembre 2016
Furto d’identità: il caso della truffa della Costa d’Avorio

Una minaccia da non sottovalutare: oggi il furto d’identità è uno dei reati informatici più ricorrenti con conseguenti rischi di frodi creditizie. In Italia, nei primi sei mesi del 2016 i furti dei dati personali sono aumentati dell’1,5%, avvicinandosi agli 8mila casi. Più o meno 40-45 identità clonate al giorno in tutta la Penisola.

Il furto d’identità fa, solo in Italia, circa 8mila vittime ogni anno e, in alcuni casi, può avere risvolti kafkiani. In questo contesto la storia che segue è veramente esemplare. A parlarcene è Alessandro Curioni, esperto in sicurezza informatica e autore del libro «Come Pesci nella Rete – Guida per non essere le sardine di Internet.»

 

 

Come riescono a utilizzare un falsa identità per commettere un truffa?

Si pensa sempre alle truffe legate al credito al consumo: utilizzando i dati personali rubati a un ignaro soggetto, il delinquente acquista a rate un bene senza poi pagarlo. La vittima ne subisce inevitabilmente i conseguenti effetti come l’essere bollato come cattivo pagatore ed iscritto alla Crif o alla Centrare Rischi interbancaria. Tuttavia esiste un’altra modalità per usare in modo criminale i dati altrui. Si tratta della cosiddetta Truffa della Costa D’Avorio. Tutto inizia quando il malvivente si propone di acquistare un oggetto messo in vendita da un privato su siti come subito.it o ebay.com. Il criminale, per dimostrare il suo interesse, invia una email con allegato un documento di identità: si tratta però non del proprio documento ma di quello rubato a una terza persona, la vera vittima del furto d’identità. Il venditore si sente rassicurato perché crede di essere in possesso dei dati del compratore. Durante la trattativa il malvivente annuncia di essersi trasferito in Costa D’Avorio e chiede del denaro, di solito tra i 50 e i 200 euro, per coprire una parte delle tasse doganali. A questo punto i venditori più attenti si ritirano; altri invece pagano. Ricevuto il denaro, di solito spedito via Money Gram, il truffatore sparisce e cominciano i problemi per il proprietario del documento d’identità. Chi di problemi continua ad averne è Loredana Paterlini.

Alessandro, hai fatto un nome e un cognome. Perché ritieni così importante diffondere questa storia?

Il caso di Loredana è una storia infinita. Smarrisce la carta d’identità nel novembre del 2015. Un fatto di per sé banale che viene subito denunciato alle autorità. I problemi iniziano un mese dopo, quando viene contattata da una persona che vuole concludere la vendita di un elettrodomestico. Ovviamente non ha idea di cosa si tratti, ma chiedendo spiegazioni scopre che il venditore ha in mano la sua carta d’identità, quella che aveva perso. Da quel momento in poi viene contattata da centinaia di persone che hanno messo in vendita oggetti on line i quali hanno anche depositato denunce per truffa. Il che costringe la vittima a periodiche visita nella caserma dei Carabinieri. Infine, ma non meno seccante sui siti, blog e forum, il suo nome viene puntualmente indicato e bollato come truffatrice abituale. Oggi a un anno di distanza e nonostante la denuncia sporta alla polizia postale per furto d’identità, la situazione non è per nulla risolta. Di fatto è vittima della memoria più profonda della Rete, quella fatta dai dispositivi privati degli utenti. Come ho già scritto su questo sito, il diritto all’oblio, del quale molti si riempiono la bocca, su Internet rischia di essere impossibile da esercitare.

Storie come questa sono quelle che dovrebbero fare riflettere tutti su quanto siano preziosi i nostri dati personali e sulla necessità di trattarli con leggerezza. Possibilmente anche quelli altrui.



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3 Commenti

  1. scusa ma se si danno i dati personali solo della parte anteriore del documento é possibile falsificarlo senza aver dato anche il retro

    1. Come recuperare i soldi in caso di truffa? Ebbene, la risposta non è scontata: recuperare i soldi è una cosa fattibile solamente in determinati episodi. Così, se sei stato truffato come nell’esempio che ho riportato sopra (quello del finto corriere, per intenderci), oppure in altre modalità che presuppongono che tu abbia ceduto di persona del denaro o altri beni, l’unico modo di recuperare ciò di cui ti sei spogliato è di rintracciare il colpevole e farseli restituire. In pratica, se la truffa è avvenuta “di persona”, l’unico modo è quello di denunciare il fatto e confidare nella giustizia.Un’eccezione è possibile nel caso in cui tu possegga un’assicurazione contro le truffe. Si tratta di polizze non molto diffuse ma in aumento nei paesi ove i crimini, soprattutto furti e truffe, dilagano. In molti comuni d’Italia l’amministrazione pubblica ha stipulato un’assicurazione contro furti, rapine e truffe a tutela delle persone più anziane oppure dei meno abbienti. In pratica, chi subisce una truffa può rivolgersi al proprio comune e chiedere l’indennizzo, garantito appunto dalla polizza assicurativa.
      Per maggiori informazioni, leggi i nostri articoli:
      -Truffa: come recuperare i soldi? https://www.laleggepertutti.it/260621_truffa-come-recuperare-i-soldi
      -Sono stato truffato da un sito: cosa devo fare? https://www.laleggepertutti.it/294834_sono-stato-truffato-da-un-sito-cosa-devo-fare

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