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Spiagge: vietato l’accesso ai diversamente abili

25 luglio 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 luglio 2012



Mare, sole e spiaggia, durante la stagione estiva, sono sinonimo di riposo e divertimento, ma non per tutti è così. I diversamente abili, anche in questo caso, subiscono delle discriminazioni. A loro, infatti, non sempre è permesso l’accesso alle spiagge. Purtroppo ancora oggi esiste questa triste realtà, nonostante siano sempre di più le spiagge e gli stabilimenti balneari dichiarati accessibili ai diversamente abili. Non sempre, ciò che è dichiarato accessibile, risulta esserlo davvero”.

La nostra lettrice Natalia Marcelli ci ha inviato questo prezioso contributo, che pubblichiamo per intero.

Spesso molti gestori di stabilimenti balneari considerano la propria spiaggia aperta a tutti solo perché esiste una passerella che conduce alla battigia o una carrozzina speciale che consente l’entrata in acqua. Ma ciò non basta.

L’accessibilità delle spiagge e degli stabilimenti balneari è garantita dall’integrazione dei seguenti elementi:

PROGETTAZIONE: mira alla costruzione di un ecosistema inclusivo, ospitale e accessibile. Secondo l’articolo 1, comma 251, della legge 296/2006 “è fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione”;

ACCOGLIENZA: i diversamente abili devono trovare un’adeguata struttura turistica. A tal fine devono essere coinvolti operatori e amministratori locali per creare un sistema di ospitalità per tutti, che tenga conto dei diversi bisogni del turista;

INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE, per permettere la scelta di spiagge in funzione delle proprie aspettative ed esigenze;

FORMAZIONE: deve essere assicurata agli operatori professionali (gestore, assistenti bagnanti, addetti alla ristorazione), ai fini di promuovere la conoscenza delle esigenze e della sensibilità dei diversamente abili;

MANUTENZIONE: è la condizione fondamentale per mantenere un servizio di qualità. È necessario che siano effettuati interventi immediati e periodici alle infrastrutture in dotazione. Ad esempio, una passerella, progettata secondo le esigenze motorie dei diversamente abili o anziani, può essere inutilizzabile a causa del cattivo stato in cui si trova.

Per l’integrazione dei diversamente abili e il rispetto dei diritti umani, oltre alla normativa sull’accessibilità, è necessaria la presenza dei seguenti requisiti.

REQUISITI INDISPENSABILI,

1) presenza di un parcheggio adiacente allo stabilimento balneare;

2) percorso pedonale adeguato e riconoscibile, che conduce allo stabilimento;

3) accesso alla reception e al bar di spiaggia;

4) servizio igienico adeguato;

5) doccia adeguata;

6) accesso all’area attrezzata della spiaggia (ombrelloni, lettini, ecc) mediante adeguata passerella;

7) spogliatoio adeguato;

8 ) sistema di guida e orientamenti specifici per persone specifiche e ipovedenti;

Per “adeguato si intende che rispetti la legge 9 gennaio 1989, n.13 “Disposizione per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati” e la relativa Circolare n.259 del 23 gennaio 1990 del Ministero della Marina Mercantile che ne estende l’applicazione agli stabilimenti balneari. Per l’accessibilità a bar e ristoranti si rimanda la DM 236/89.

REQUISITI OTTIMALI,

1) presenza di un parcheggio riservato in prossimità dell’accesso allo stabilimento;

2) accesso a tutti i servizi presenti (area ricreativa, ristorazione, ecc);

3) possibilità di scegliere una postazione sulla spiaggia che possa essere attrezzata e resa accessibile;

4) presenza di ausili che consentano di entrare e uscire dall’acqua;

5) presenza, nell’area ricreativa, di giochi utilizzabili da bambini con disabilità.

La mancanza di uno dei requisiti indispensabili rende, lo stabilimento balneare o la spiaggia, non accessibile.

Elementi e requisiti sono stati raccolti in un Manifesto per l’accessibilità stabilimenti balneari e spiagge, realizzato dall’Associazione SiPuò (Laboratorio Nazionale Turismo accessibile).

L’accessibilità e la fruibilità di una spiaggia e di uno stabilimento balneare sono assicurate dalla legge e pertanto costituiscono un vero e proprio diritto. Questo significa che, in caso di oggettiva impossibilità di accesso, la persona interessata può denunciare il fatto al Comune e chiedere l’applicazione della sanzione amministrativa prevista all’art.23 della legge 5 febbraio 1992, n.104 (che consiste in una multa) e nella chiusura da uno a sei mesi di qualsiasi pubblico esercizio che discrimini una persona diversamente abile. Potrà inoltre chiedere il risarcimento di tutti i danni subiti, anche morali ed esistenziali.

Per tutelarsi da brutte sorprese si consiglia di inviare una comunicazione scritta al responsabile dello stabilimento balneare, in cui s’indicano i bisogni e le difficoltà motorie e si chiede di avere conferma sull’effettiva accessibilità. Se l’accessibilità è dichiarata su un depliant o su un sito internet, occorre sempre chiedere conferma scritta, ponendo delle domande sull’effettiva presenza di alcuni accorgimenti.

Le vacanze sono un diritto di tutti e basta poco per renderle possibili ai diversamente abili, proviamo a mandare in ferie le discriminazioni sociali.

NATALIA G. MARCELLI (nataliag.marcelli@yahoo.it)

 

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