Diritto e Fisco | Articoli

Ospedale: come difendersi dalle liste bloccate?

7 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 febbraio 2017



Ospedale: liste d’attesa bloccate o troppo lunghe? Il cittadino ha diritto alla visita privata pagando solo il ticket. Ecco come.

 

Liste d’attesa bloccate: perché?

Presso molte Asl è diffusa la prassi di bloccare le liste d’attesa. In pratica, quando viene raggiunta una soglia che non consente di effettuare prenotazioni entro i tempi massimi di attesa, non vengono più accettate prenotazioni, né fissata una data e la richiesta viene posta, per così dire, “in attesa di entrare nella lista d’attesa”.

Purtroppo è una pratica che sta prendendo sempre più piede e il motivo è facilmente comprensibile: in questo modo le Asl non devono documentare il superamento dei tempi di attesa né farsi carico della spesa a cui sarebbero tenute per garantire la prestazione in via alternativa (intra-muraria o privata: si legga, a tal proposito, Lista d’attesa in ospedale troppo lunga, che fare?).

Liste d’attesa bloccate: che fare?

Come difendersi contro pratiche di tal genere? Partiamo col dire che, al momento della prenotazione, il cittadino ha diritto di conoscere la data in cui essa verrà effettuata e il tempo massimo di attesa per quella prestazione. Se simili informazioni non vengono fornite e il servizio si riserva di comunicarle successivamente, significa che la lista è bloccata e che la prestazione non può essere garantita entro i tempi massimi stabiliti.

Il cittadino, quindi, può pretendere che la medesima prestazione gli sia fornita privatamente senza costi aggiuntivi rispetto al ticket.

Da non trascurare che la legge detta delle direttive ben precise in materia [1], stabilendo che le Regioni sono tenute a disciplinare i criteri secondo i quali i direttori generali delle aziende unità sanitarie locali e ospedaliere devono determinare i tempi massimi che possono intercorrere tra la data in cui una prestazione viene richiesta e quella in cui la stessa è erogata. In particolare, non solo il termine in questione dovrebbe essere adeguatamente pubblicizzato ma andrebbe anche comunicato all’assistito al momento in cui questi chiede la prestazione.

È sempre la legge a prevedere che, nel caso in cui l’attesa si prolunghi oltre il limite massimo, l’assistito può chiedere che la prestazione venga resa nell’ambito dell’attività libero-professionale intramuraria (cioè l’attività esercitata fuori dell’orario di lavoro, ad integrazione e supporto dell’attività istituzionalmente dovuta) o, in subordine, ricorrere anche a prestazioni interamente private.

In entrambi i casi, la spesa è a carico dell’Asl di appartenenza, mentre il cittadino si fa carico solo del ticket.


Fac-simile istanza per la prestazione in regime di attività libero-professionale

 

Egr. Dir. Gen. dell’Azienda Sanitaria …

Oggetto: istanza per usufruire di prestazioni in regime di attività libero-professionale

Io sottoscritto … nato a … il … e residente in … via … n. … (C.F.: …)

Premesso che

– in data … il medico dott. … mi ha prescritto il seguente accertamento …;

– in data …, dopo aver tentato di prenotare il predetto accertamento, mi è stata comunicata l’impossibilità di procedere alla prenotazione prima del …;

– il predetto accertamento è tuttavia urgente e non può essere differito così a lungo;

– in forza del d.lgs. n. 124/1998 è mio diritto conoscere i tempi massimi intercorrenti tra la richiesta di prestazioni e la loro erogazione e usufruire, nel caso di impossibilità di rispettare i predetti tempi, di attività libero-professionali in regime intramoenia.

Tutto ciò premesso,

chiedo

che la prestazione da me richiesta sia resa in regime di attività libero-professionale intramuraria con onere a carico del servizio sanitario nazionale e che mi venga fornita tempestiva comunicazione in merito, avvisando che in difetto, la predetta prestazione verrà effettuata privatamente con successiva richiesta di rimborso a carico di codesta azienda.

Luogo, data

Firma

Allegati:

  • copia richiesta di prestazione
  • copia comunicazione Cup

note

[1] D. lgs. n. 124 del 29.04.1998.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI