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Imu, come contestare una richiesta di pagamento

18 Gennaio 2017 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Gennaio 2017



Contro l’avviso di accertamento Imu si può chiedere l’autotutela, l’accertamento con adesione, proporre ricorso in Commissione tributaria, accedere alla definizione agevolata.

Imu: cos’è e come difendersi?

Imu è l’acronimo di Imposta Municipale Unica: più comunemente conosciuta come tassa sulla casa, è dovuta sul patrimonio immobiliare. Viene solitamente determinata in base alla rendita catastale dell’immobile, applicando un’ aliquota stabilita da ogni Comune.

Il contribuente che riceve un avviso di accertamento per l’Imu, ha a disposizione i seguenti mezzi di tutela:

  • definizione agevolata;
  • istanza di autotutela;
  • accertamento con adesione;
  • ricorso in Commissione Tributaria.

Vediamo in cosa consistono.

Imu: definizione agevolata

La definizione agevolata si ha quando il contribuente decide di pagare l’importo contestato entro 60 giorni, rinunciando contestualmente al ricorso, ottenendo, in tal modo, la riduzione a un terzo delle sanzioni applicate.

Si comprende che, poiché essa implica la rinuncia al ricorso e a ogni forma di contestazione, è consigliabile solo nel caso in cui l’avviso di accertamento sia fondato e legittimo sotto ogni aspetto, compresa la procedura di notifica.

Imu: istanza di autotutela

Se nell’avviso di accertamento il contribuente riscontra errori o, comunque, motivi di illegittimità facilmente dimostrabili (ad esempio, nel caso di pagamento già effettuato), può inviare al Comune la cosiddetta istanza di autotutela, con cui chiedere formalmente l’annullamento e/o la rettifica totale o parziale dell’avviso di accertamento. Al suo interno, occorre indicare:

Questo strumento non determina alcuna sospensione né interruzione dei termini per proporre ricorso in Commissione Tributaria.

Imu: accertamento con adesione

Lo strumento dell’accertamento con adesione si può utilizzare solo per gli avvisi di accertamento per omessa o infedele dichiarazione. In pratica, quando l’accertamento si basa su elementi non del tutto certi e che possono essere valutati diversamente: il contribuente, infatti, chiede all’ufficio competente di rivedere la valutazione degli oggetti presenti nell’avviso di accertamento e di ricalcolare l’importo dovuto, i relativi interessi e le sanzioni.

Il risultato di tale richiesta sarà la sospensione dei termini per l’impugnazione e quelli di pagamento del tributo per un periodo di 90 giorni dalla data di presentazione.

Entro 15 giorni dal ricevimento dell’accertamento con adesione, il contribuente viene contattato per concordare un incontro durante il quale potranno essere effettuati tutti gli approfondimenti del caso.

Se le parti riescono a trovare un accordo, viene redatto un atto di accertamento con adesione in duplice copia che va sottoscritto dal contribuente (o dal suo procuratore) e dal responsabile dell’ufficio o suo delegato. In tal modo, si applicherà la sanzione pari ad un quarto del minimo previsto dalla relativa normativa.

Se, invece, non si raggiunge l’accordo o nel caso in cui il contribuente non si presenti all’incontro, decade il diritto all’accertamento con adesione.

Imu: ricorso in Commissione Tributaria

L’ultimo strumento a difesa del contribuente è la presentazione di un ricorso in Commissione Tributaria Provinciale, entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento (salva la sospensione di 90 giorni se è stato richiesto l’accertamento con adesione, nonchè la sospensione feriale dal 1 agosto al 15 settembre), eccependo ogni vizio, formale e di merito, relativo all’avviso di accertamento, indipendentemente dalla violazione contestata.


11 Commenti

  1. Ho un accertamento IMU per 3,500 euro circa un locale commerciale , unica mia proprietà, e dispongo di una pensione annua di 1.800 euro. Nel caso non pagassi cosa può farmi il Comune ?
    Vi ringrazio.

  2. salve, mi e arrivato dal comune un accertamento dell’anno 2013, anno in cui l’appartamento era pignorato dal tribunale, volevo sapere se spetta pagare o no l’imu al comune.

  3. Buon giorno
    Mi è arrivato un accertamento per un imu 2013 sul terreno edificabile su cui sto costruendo casa .l importo e di 3800 euro mentre io ho sempre pagato 350 euro annui .loro giustificano l errore dicenon che visto che la casa è quasi finita il mio terreno ora vale molto di più. E regolare la loro richiesta .?
    Il mio commercialista insiste nel richiedere il valore x calcolare l imu .ma loro si rifiutano perché la situazione a loro dire e ambigua

  4. BUONGIORNO,
    HO RICEVUTO OGGI 07/01/2019 UN ACCERTAMENTO IMU RELATIVO ALL’ANNO 2013.
    SE NON ERRO I TERMINI DI NOTIFICA SAREBBERO 3 ANNI.
    COSA POSSO FARE PER RICHIEDERNE L’ANNULLAMENTO?
    GRAZIE

    1. La legge prevede che i Comuni procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso di accertamento motivato. È però previsto un termine di decadenza, decorso il quale il Comune non può più accertare e pretendere il pagamento dell’Imu. In particolare, gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio Imu devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie. Ciò vuol dire che se, per esempio, il contribuente non ha pagato l’Imu del 2013, il Comune per non decadere dal diritto di riscuotere l’imposta, deve notificare l’avviso di accertamento entro il 31 dicembre del 2018. L’accertamento fuori termine (nell’esempio, a partire da gennaio 2019) è illegittimo e il relativo importo non è dovuto.
      Una volta ricevuto l’avviso di accertamento per Imu non pagata, il contribuente ha le seguenti strade:
      -pagare entro 60 giorni dalla notifica, beneficiando della riduzione delle sanzioni;
      -impugnare l’avviso di accertamento in Commissione Tributaria entro 60 giorni della notifica: tale scelta è consigliata quando l’avviso è illegittimo dal punto di vista formale (in quanto, per esempio non firmato) o sostanziale (perché per esempio riguarda un’abitazione principale esente o perché è stato notificato oltre il termine di cinque anni);
      -non pagare né fare ricorso: in quest’ultima ipotesi il Comune può procedere con la riscossione dell’imposta mediante cartella esattoriale o ingiunzione fiscale.

  5. Salve, oggi 26/1/2019 ho ricevuto una raccomandata dal servizio tributi del comune di Cagliari, per il pagamento dell’ici/imu relativa all’anno 2013 maggiorata del 100%…. La raccomandata risulta spedita il 31/12/2018….quindi l’eventuale debito non sarebbe prescritto. Tuttavia se non ricordo male , in quell’anno l’ici per l’abitazione principale ( casa familiare) non era dovuta, o sbaglio? Posso dunque fare istanza per il riesame?
    Grazie.

    1. Le tre imposte collegate alla casa, ossia l’Imu, la Tasi e la Tari (l’imposta sui rifiuti) sono di competenza comunale e come tutte le imposte locali cadono in prescrizione dopo cinque anni. È previsto un termine di decadenza, decorso il quale il Comune non può più accertare e pretendere il pagamento dell’Imu. In particolare, gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio Imu devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie. Ciò vuol dire che se, per esempio, il contribuente non ha pagato l’Imu del 2013, il Comune per non decadere dal diritto di riscuotere l’imposta, deve notificare l’avviso di accertamento entro il 31 dicembre del 2018. L’accertamento fuori termine (nell’esempio, a partire da gennaio 2019) è illegittimo e il relativo importo non è dovuto. E’ bene ricordare che la giurisprudenza maggioritaria ha stabilito che ai fini del rispetto del termine di decadenza/prescrizione bisogna fare riferimento alla data di spedizione dell’avviso di accertamento e non alla data di ricezione da parte del contribuente.

  6. Il comune di Catania mi ha inviato, tramite ATI, una richiesta di pagamento coatto IMU 2012 per un immobile che non posseggo. Nel 2017 mi era stata inviata una richiesta di pagamento ed avevo specificato quanto sopra, non avendo ricevuto risposta ritenevo la cosa risolta! Inoltre l’ingiunzione di pagamento riporta uno solo dei miei 2 nomi ed il codice fiscale è errato.
    Come devo comportarmi?

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