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Lo sai che? Contatore acqua bloccato, che fare?

Lo sai che? Pubblicato il 18 gennaio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 gennaio 2017

Contatore dell’acqua che non gira e non segna i consumi: che cosa fare per evitare di pagare un maxi conguaglio.

 

Mi sono accorto che il mio contatore dell’acqua è bloccato da parecchio tempo e ho paura che il gestore mi addebiti un conguaglio enorme, visto che non può conteggiare i consumi: come procedere?

Nel caso in cui il proprio contatore dell’acqua risulti bloccato, il modo in cui procedere dipende dallo stato in cui si trova il contatore stesso, cioè se risulti, o meno, manomesso e, in caso positivo, dall’accessibilità, o meno, del misuratore a terze persone.

Verifica e manutenzione del contatore

Ma procediamo per ordine e spieghiamoci meglio: la maggior parte delle volte in cui i contatori dell’acqua si bloccano, il fatto che il contatore non giri segnando i consumi è dovuto a impurità presenti nella rete idrica, come sassolini, oppure all’usura dell’apparecchio stesso, che si arrugginisce col tempo e si blocca.

In questi casi, però, il gestore idrico non può pretendere il pagamento dei consumi arretrati (peraltro impossibili da quantificare oggettivamente): in base a una nota direttiva Cee [1], difatti, l’eventuale malfunzionamento del contatore dell’acqua deve essere rilevato dal gestore stesso, in quanto l’ente erogatore è tenuto a verificare e certificare periodicamente che la precisione del contatore risponda alle caratteristiche standard, dato che è uno strumento con dispositivi anti-frode, come gli altri strumenti di misura usati nel commercio (ad esempio i distributori di benzina). Inoltre, il contatore è uno strumento di proprietà dell’ente gestore, che è, pertanto, responsabile della sua manutenzione.

In parole semplici, il gestore del servizio idrico è tenuto, periodicamente, sia a verificare lo stato in cui si trova il contatore e l’esistenza di eventuali manomissioni, sia ad effettuare la sua manutenzione. Le tempistiche relative a manutenzione e verifiche sono stabilite da ciascun regolamento per l’erogazione dei servizi idrici, o carta del servizio idrico. Per quanto riguarda le verifiche, secondo la normativa in materia [2] vanno effettuate almeno ogni 10 anni, ma nei vari regolamenti sono previste tempistiche minori, solitamente pari a un massimo di 2 o 3 anni.

Pertanto, se il contatore è bloccato dalle impurità presenti nell’acqua o perché usurato o arrugginito, l’interessato deve segnalarlo al gestore idrico, che non potrà addebitare alcunché, ma deve provvedere alla manutenzione o alla sostituzione del misuratore, perché l’eventuale danno subito è imputabile a incuria e cattiva gestione del fornitore.

Contatore dell’acqua manomesso

Se, invece, il contatore risulta manomesso (ad esempio risultano tolti i sigilli), la questione si complica notevolmente. Bisogna innanzitutto vedere, in questo caso, dove è ubicato il contatore: se risulta all’esterno, in un luogo liberamente accessibile da terze persone, l’ente non può provare che sia stato l’interessato, o un suo familiare, il responsabile della manomissione. Se, invece, il luogo è accessibile esclusivamente dal fruitore del servizio o dai suoi familiari, è quest’ultimo a dover fornire la prova di non aver manomesso alcunché, prova tutt’altro che semplice.

Le conseguenze della manomissione del contatore, o, comunque, dell’impossibilità di effettuare la lettura per cause imputabili al cliente, sono molto gravi, anche se differenti a seconda del regolamento utilizzato: si va dalla fatturazione di un consumo presunto elevato (sino alla tariffa di massima fascia prevista dalla normativa vigente), salvo il pagamento di una pesante penale e il risarcimento del maggior danno, alla sospensione della fornitura dell’acqua.

È dunque molto importante, per evitare qualsiasi tipo di problema, innanzitutto chiedere la consulenza preventiva di un idraulico di fiducia, in seguito essere presenti durante il sopralluogo e l’eventuale sostituzione o riparazione del contatore.

In ogni caso, prima di chiamare l’intervento del gestore, è bene assicurarsi che il contatore sia effettivamente guasto attraverso una serie di verifiche, perché altrimenti potrebbe essere imputato il costo dell’intervento a vuoto.

note

[1] Dir. CEE 75/33, recepita con D.P.R. 854/82.


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