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Orario visita fiscale 2017

18 gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 gennaio 2017



Visita fiscale: fasce orarie di reperibilità, controlli fuori orario, assenza, ricaduta e continuazione della malattia, casi di esonero, sanzioni.

 

A che ora passa la visita fiscale? Il medico fiscale può passare già dal primo giorno, sabato e domenica compresi? In quali casi il lavoratore è esonerato dagli accertamenti sanitari? Cerchiamo di dare una risposta a tutte queste domande e di fare il punto della situazione su come funziona e com’è regolamentata la visita fiscale per il 2017.

Visita fiscale

La visita fiscale è un accertamento sanitario, cioè una visita medica, che viene effettuata da parte di un medico dell’Inps nei confronti del lavoratore, quando è assente per malattia: il medico può essere mandato direttamente dall’Inps, a campione, per i lavoratori privati, oppure a spese del datore di lavoro, o, ancora, dall’amministrazione presso cui lavora il dipendente pubblico.

Orari visita fiscale 2017

Nel 2017, il lavoratore è tenuto a rendersi reperibile, per la visita fiscale, in determinati orari; in particolare, le fasce di reperibilità per la visita fiscale sono le seguenti:

  • dipendenti statali e degli enti locali: questi lavoratori devono essere reperibili per l’intera settimana, festivi compresi, nelle fasce orarie dalle 9:00 alle 13:00, e dalle 15:00 alle 18:00;
  • lavoratori del settore privato: anche loro devono essere reperibili tutta la settimana, compresi sabati e domeniche, ma le fasce orarie sono differenti e vanno dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

Durante le fasce di reperibilità, sin dal primo giorno in cui si ammala,  il lavoratore in malattia deve restare  a disposizione del medico fiscale, presso il domicilio indicato nel certificato medico inviato telematicamente all’Inps dal medico curante.

Visita fiscale: a disposizione sin dal primo giorno

Al verificarsi della malattia, il dipendente è tenuto:

  • a comunicare, appena possibile, la malattia al datore di lavoro (il tempo massimo entro cui avvertire l’azienda è stabilito dai contratti collettivi);
  • a recarsi immediatamente dal proprio medico curante, perché rediga ed invii all’Inps in tempo reale il certificato telematico; se si reca dal medico il giorno successivo alla malattia e la visita è ambulatoriale, perde il primo giorno di malattia; lo stesso accade nel caso in cui la visita non sia ambulatoriale, ma il lavoratore si presenti alla visita medica con oltre 1 giorno di ritardo dal verificarsi della patologia;
  • inoltre, su richiesta del datore, o dietro accordi aziendali, il lavoratore deve comunicare il codice univoco del certificato, perché possa essere visualizzato via web dall’azienda stessa, tramite il sito dell’Inps.

Proprio in virtù dell’informazione in tempo reale, è possibile l’invio del medico fiscale sin dal primo giorno di malattia, non solo da parte del datore di lavoro, ma anche da parte dell’Inps, nell’ambito dei controlli a campione.

Visita fiscale fuori dalle fasce orarie

Qualora il medico fiscale si presenti in orari al di fuori delle fasce di disponibilità, e non reperisca il malato, quest’ultimo non può subire sanzioni disciplinari. Ricordiamo che chi non si presenta alla visita fiscale perde:

  • il 100% della retribuzione, per i primi 10 giorni (a meno che entro 10 giorni non si presenti alla visita ambulatoriale, nel qual caso, a partire dal giorno della visita, la retribuzione viene ripristinata, ovviamente se viene effettivamente riscontrata la malattia);
  • il 50% della retribuzione, per i giorni successivi al decimo;
  • tutta la retribuzione, se non si presenta nemmeno al terzo controllo.

Esonero dalla visita fiscale

Il dipendente è esonerato dalla visita fiscale nelle seguenti ipotesi:

  • malattia nelle quali è a rischio la vita del lavoratore;
  • infortunio sul lavoro;
  • patologie per causa di servizio;
  • gravidanza a rischio;
  • patologie collegate all’invalidità riconosciuta, se almeno pari al 67%;
  • ricovero ospedaliero o presso altra struttura sanitaria.

Se il medico curante riscontra una delle cause di esonero elencate, o se decida, in base ad altre serie motivazioni, di escludere il lavoratore dalla visita, deve contrassegnare il certificato telematico col codice E.

Assenza giustificata alla visita fiscale

Se il dipendente malato, durante le fasce di reperibilità, deve assentarsi, è giustificato solo se:

  • l’assenza è dovuta a cause di forza maggiore o per sottrarre sé o un familiare da un pericolo grave;
  • l’interessato deve sottoporsi a visite mediche specialistiche o generiche, analisi, cure o terapie; per giustificare l’assenza alla visita fiscale, in questi casi, deve:
    • preavvertire il datore o l’amministrazione, indicando giorno ed orari di indisponibilità alle fasce di reperibilità;
    • fornire, successivamente, idonea attestazione di quanto effettuato.

Assenza ingiustificata alla visita fiscale

Non sono considerati casi giustificati di assenza al controllo del medico fiscale ipotesi quali malfunzionamento del campanello, breve uscita per espletare commissioni, non essersi potuti alzare dal letto, in quanto vale il principio per cui il lavoratore è tenuto a mettere in atto ogni accorgimento possibile per consentire l’accesso al personale sanitario.


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9 Commenti

    1. Non ho capito. L’ orario del medico fiscale è dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19:00 . le altre ore che il medico fiscale non viene il paziente può essentarsi da casa se può diambulare ?. Io sono in malattia a casa per una settimana con dolore alla schiena e lombosciatalgia. E ho paura pure a scendere nel garage che l’ altro giorno si è allagato. Ed.era fuori orario di visita. Credo che fuori quell’ orario non vengono a far controllo o no.

  1. vale il principio per cui il lavoratore è tenuto a mettere in atto ogni accorgimento possibile per consentire l’accesso al personale sanitario.

  2. A me invece è capitato che il medico fiscale ha dichiarato che non ha trovato il mio cognome sul citofono.Cosa assolutamente falsa, non so come abbia a non vederlo. Cosa posso fare adesso, ? L impiegato dell ‘imps dice che potrei avercelo messo adesso, Abito in questo stabile da 5 anni con regolare contratto d’affitto etc cosa posso fare ?

    1. A me è successa la stessa cosa molti anni fa.
      Ho risolto inviando una lettera dell’amministratore del condominio che dichiarava l’esistenza del mio nome sul campanello dal momento in cui avevo preso la residenza nello stabile.

  3. Sono in malattia da quasi un anno x una brutta conseguenza dell’epatite c ,contratta con trasfusione, è una malattia rara (crioglobulinemia con vasculite degenerativa cronica) mi hanno riconosciuto invalidità del 100/o eeho a tutt’oggi gli specialisti in materia mi sconsigliano il rientro al lavoro ,ho chiesto sia al mio medico che a quelli della medicina legale se potevano farmi il certificato di esonero ad accertamento fiscale ma mi hanno detto che nn è possibile. Questi “signori”possono negarti questo certificato? Grazie …..dimenticavo di dire che lavoro nella sanita .

    1. Se la sua malattia è collegata alla patologia per la quale le è stata riconosciuta l’invalidità, viene meno l’obbligo di sottostare agli orari di reperibilità.
      Se è un dipendente del settore privato il grado di invalidità riconosciuta deve essere almeno del 67%. L’invalidità deve essere stata riconosciuta da una delle commissioni prescritte e la sua amministrazione o il suo datore di lavoro devono essere state messe a conoscenza dello stato di invalidità riconosciuto. Inoltre il medico, nel prescrivere il riposo medico, deve certificare che la patologia è connessa o sottesa allo stato di invalidità riconosciuta.

  4. Per i dipendenti pubblici si parla di reperibilità per l’intera settimana compreso sabato e domenica. Il medico certifica la malattia fino al venerdì… sabato e domenica il malato non più malato è “libero”?

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