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Cosa si intende per farmaco equivalente?

19 gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 gennaio 2017



I farmaci equivalenti sono da sempre visti con diffidenza: eppure la differenza con i prodotti di marca sono minime, a volte nulle. Cerchiamo di capirne di più.

 

  

Farmaci equivalenti: cosa sono?

Quando si parla di farmaci generici o equivalenti significa che il principio attivo in essi contenuto non è più coperto dal brevetto. Che significa?

Pochi, forse, sanno che – quando scade il brevetto – il farmaco può essere prodotto e commercializzato da altre aziende, utilizzando anziché il marchio (il nome di fantasia che caratterizza i farmaci di marca) il nome chimico generico (cioè il principio attivo).

Il farmaco generico, quindi, ha la stessa efficacia farmacologica del prodotto di marca ma può essere acquistato con un prezzo inferiore di almeno il 20% rispetto al prodotto iniziale.

Facciamo un esempio: consideriamo un principio attivo molto usato in farmacologia, il paracetamolo, che svolge l’azione di abbassare la febbre e placare il dolore. È l’ingrediente base della Tachipirina, il prodotto di marca che noi tutti conosciamo. Ma, allo stesso tempo, è anche il nome di molti farmaci generici.

Farmaci equivalenti: perché gli Italiani non si fidano?

In Italia, ancora oggi, i farmaci generici prodotti sono meno rispetto agli altri paesi europei: ciò in quanto i brevetti hanno una durata maggiore. Questo provoca grave danno per le tasche dei cittadini: si consideri che mediamente una famiglia italiana, utilizzandoli, potrebbe risparmiare 60 euro l’anno.

I fattori che impediscono la loro diffusione sono diversi: la naturale diffidenza degli Italiani, la mancanza di informazioni per i medici di base e i cittadini dato che le ditte produttrici non svolgono con sufficienza, salvo qualche eccezione, una capillare opera di informazione tecnico-scientifica. Non da poco è anche il nome stesso: “generico” è sinonimo di “non specifico” e questo può indurre le persone più semplici a pensare che i farmaci generici non siano identici a quelli di marca.

Farmaci generici: cosa dice la legge?

I medicinali non coperti da brevetto, aventi uguale composizione in principi attivi, forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio, numero di unità posologiche e dosi unitarie uguali, sono rimborsati ai farmacisti convenzionati col Servizio Sanitario Regionale fino alla concorrenza del prezzo più basso del corrispondente prodotto disponibile nel normale ciclo distributivo regionale.

Se sulla ricetta fornita dal paziente non vi è alcuna indicazione di non sostituibilità del farmaco prescritto da parte del medico, il farmacista, dopo aver informato l’assistito, può consegnargli il farmaco avente il prezzo più basso. Al contrario o se il cittadino non accetti la sostituzione, la differenza fra il prezzo di riferimento indicato nell’allegato contenente l’elenco dei principi attivi ed il prezzo del farmaco prescritto è a carico dell’assistito fatta eccezione per i pensionati di guerra titolari di pensione vitalizia.

Se il farmaco avente prezzo inferiore od uguale a quello di riferimento non è più disponibile nel ciclo distributivo, il farmacista consegnerà il farmaco disponibile avente il prezzo immediatamente superiore al prezzo di riferimento (sempre il più basso possibile). Su tale farmaco l’assistito non dovrà corrispondere la differenza dal prezzo di riferimento, mentre sarà dovuta la quota di compartecipazione (fatta eccezione per le categorie esenti) di un euro quando il farmaco abbia prezzo superiore a 5 euro.

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