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Lo sai che? Cartelle esattoriali: il conto corrente è pignorabile?

Lo sai che? Pubblicato il 23 gennaio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 gennaio 2017

Debito per una cartella di pagamento? L’Agenzia delle Entrate può pignorare il mio conto corrente? Posso bloccare il prelievo forzato?

Cartelle di pagamento: il conto corrente è pignorabile?

Chi ha ricevuto una cartella di pagamento non farà certo i salti di gioia sapendo che l’Agenzia delle Entrate può effettuare il pignoramento del conto corrente, non prima – comunque – che siano passati sessanta giorni dalla notifica. In realtà, se questo può consolare, ne passano molti di più: nella maggior parte dei casi, infatti, l’Agente per la riscossione non si attiva immediatamente, anche per dare il tempo al contribuente di provvedere al pagamento pur con ritardo.

Cartelle di pagamento: come si può bloccare il conto?

Solitamente, sono due le procedure che possono essere utilizzate per prelevare le somme forzatamente:

  1. quella ordinaria prevista dal codice di procedura civile,
  2. quella speciale esattoriale.

Nella procedura ordinaria, dopo la notifica dell’atto di pignoramento al debitore e al terzo pignorato (cioè la banca o la Posta), l’assegnazione delle somme pignorate deve essere autorizzata dal giudice di fronte al quale il creditore deve presentarsi: in pratica, ci troviamo di fronte al classico pignoramento presso terzi previsto per tutti i crediti privati.

Nella procedura speciale esattoriale, invece, l’Ente della Riscossione impartisce alla banca o alla Posta un ordine che dovrà essere necessariamente rispettato. Il contribuente, in tal modo, ha un termine di 60 giorni per adempiere, trascorso il quale le somme presenti sul conto corrente verranno automaticamente trasferite all’Agenzia delle Entrate. In sostanza, con l’atto di pignoramento di crediti presso terzi, si ordina al terzo ritenuto debitore del debitore (la banca o Poste Italiane) di pagare direttamente a all’Ente della Riscossione:

– nel termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto, se il diritto alla percezione delle somme è stato maturato dal debitore prima della data di notifica dell’atto. Se tale termine non viene rispettato, il terzo non sarà soggetto a sanzioni e l’Agenzia delle Entrate potrà attivare la procedura ordinaria di pignoramento;

– alle rispettive scadenze, le restanti somme fino a concorrenza del credito per il quale si procede, degli interessi di mora e dei compensi di riscossione maturati sino al giorno del pagamento e riportati nell’atto stesso.

Non è tutto: nell’atto di pignoramento si intima alla banca o alle Poste di non disporre dei crediti nella titolarità del debitore, avvertendo che deve custodire le somme da lui dovute, nei limiti dell’importo del credito intimato aumentato della metà.

Per quanto riguarda la notifica, l’atto di pignoramento presso terzi dovrà essere notificato con le modalità previste per la cartella di pagamento, sia al debitore che al terzo. Se non viene notificato nei confronti del primo, l’atto non è inefficace: significa che il terzo potrebbe essere tenuto ugualmente ad effettuare il pagamento, nonostante il debitore avesse motivi di contestazione.

Cartelle di pagamento: quale procedura sceglie l’Agenzia delle Entrate?

Molto dipende dall’oggetto del pignoramento: in caso di pensioni, si deve seguire la procedura ordinaria, negli altri casi può utilizzare quella speciale esattoriale.

Ad ogni modo, qualunque sia la scelta, non si ha alcuna lesione del diritto di difesa dell’opponente né una rilevante disparità di trattamento tra i debitori esecutati: questi, infatti, possono in ogni caso proporre le opposizioni all’esecuzione o agli atti esecutivi [1].

Cartelle di pagamento: come evitare il pignoramento del conto corrente?

Il contribuente che voglia evitare il “blocco” del conto corrente ha due possibilità:

  • pagare entro i 60 giorni stabiliti;
  • chiedere una dilazione del debito (cosiddetta rateazione). In questo modo, l’Ente della Riscossione rinunzia a tutti i pignoramenti in corso, compreso quello del conto corrente, che così verrà “liberato”.

note

[1] Corte Cost. ord. n. 393 del 28.11.2008.


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4 Commenti

  1. Buona sera, ma nel caso in cui, un debitore ha solo l’assegno mensile di pensione, quindi nessun accantonamento sul conto bancario, l’agenzia delle entrate per recuperare i crediti, come si muove?
    Grazie

  2. E nel caso in un nucleo familiare con già 3 quinti sul conto come si muove agenzia delle entrate
    Così il dipendente fa prima a licenziarsi e va a,,,,,,,, ……..,,,
    Cordiali saluti

  3. A me hanno pignorato la pensione, da quattro mesi ricevo la pensione ridotta, ma non ho ricevuto nessun avviso, vivo all’estero ma sono registrato AIRE
    non avrei diritto di sapere da chi e quanto? Sul cedolino pensione scritto trattenute studio legale, c’e un modo per sapere on line? Grazie!

  4. A me hanno pignorato la pensione, da quattro mesi ricevo la pensione ridotta, ma non ho ricevuto nessun avviso, vivo all’estero ma sono registrato AIRE
    non avrei diritto di sapere da chi e quanto? Sul cedolino pensione scritto trattenute studio legale, c’e un modo per sapere on line? Grazie!j

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