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Se la domestica si fa male a casa mia la devo risarcire?

26 dicembre 2016


Se la domestica si fa male a casa mia la devo risarcire?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 dicembre 2016



Infortuni domestici: il padrone di casa deve assicurare all’Inail la donna delle pulizie o, in caso contrario, pagarle il risarcimento se si fa male all’interno dell’appartamento.

La collaboratrice domestica deve essere assunta regolarmente e “denunciata” all’Inail per attivare l’assicurazione obbligatoria in caso di infortuni domestici [1]. Tale assicurazione copre la donna delle pulizie da tutti gli incidenti che dovessero verificarsi in casa o nelle relative pertinenze, come soffitte, cantine, giardini, balconi. L’assicurazione ha un costo di 12,91 euro annui.

Viceversa, se la domestica non è stata assicurata o non è stata regolarmente assunta, tutti gli incidenti in casa devono essere risarciti dal proprietario dell’appartamento con i propri soldi, anche se non è con questi che la donna ha il rapporto di lavoro (si pensi al caso dell’abitazione intestata alla moglie, benché la domestica sia assunta e stipendiata dal marito). Si tratta della cosiddetta responsabilità per cose in custodia che spetta a chiunque sia proprietario di un bene mobile o immobile. Il risarcimento è dovuto anche se la domestica è pagata “ad ore” e, quindi, non ha un rapporto di collaborazione fisso, di tipo giornaliero, mensile o annuale. Tanto è vero che, sulla base delle medesime regole, il padrone di casa deve risarcire anche gli ospiti che si facciano male all’interno della sua abitazione (si pensi a chi scivoli sul pavimento appena lucidato con la cera).

L’unico modo per evitare di dover pagare i danni alla collaboratrice domestica è di dimostrare che l’incidente si è verificato per sua imprudenza, disattenzione o per un uso non corretto dell’oggetto. Si pensi alla donna delle pulizie che abbia utilizzato un elettrodomestico con le mani bagnate, prendendo la corrente, o che sia salita su una scala nonostante questa fosse palesemente rotta e traballante. Un altro esempio è quello in cui la domestica inciampi su un angolo del tappeto e si procuri una frattura: secondo la Cassazione, la lavoratrice non può accampare alcuna richiesta di indennizzo [2].

Se la domestica si vale dell’opera di terzi – ad esempio, una sorella che l’aiuta – il proprietario di casa è tenuto a pagare i danni anche a quest’ultima, benché della sua presenza non fosse stato messo al corrente (si pensi al caso della donna delle pulizie che, quando non c’è nessuno nell’appartamento, è solita far venire altre persone per essere aiutata e sbrigarsi prima).

La responsabilità per il risarcimento può anche diventare responsabilità penale per il reato di lesioni quando il danno è particolarmente grave. Addirittura si può arrivare all’omicidio colposo in ipotesi come, ad esempio, lo scoppio della caldaia e alla folgorazione per un impianto elettrico non a norma.

note

[1] L. n. 493/1999.

[2] Cass. sent. n. 6181/2009.

Autore immagine: 123rf com

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