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Quanti tipi di ricetta medica esistono?

20 Gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Gennaio 2017



La ricetta medica cambia a seconda del principio attivo e di una serie di altre caratteristiche del farmaco: vediamo quante e quali sono le tipologie.

Ricetta medica: cos’è?

Per ricetta medica si intende l’autorizzazione, data in forma scritta dal medico al farmacista, perché questi possa consegnare uno o più medicinali al paziente che ne necessita.

Ricetta medica: tipologie

A seconda della natura del principio attivo prescritto, del suo dosaggio, delle vie di somministrazione, delle finalità d’uso di tipo terapeutico, le ricette mediche possono essere distinte in varie tipologie:

  • Ricetta ripetibile (Rr)

Sono soggetti a prescrizione con tale tipo di ricetta prodotti come antidepressivi, antibiotici, antiepilettici, antiipertensivi, ecc… [1]. Per tali farmaci l’imballaggio esterno riporterà la dicitura: “Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica”.

Le ricetta in questione è prescritta con il ricettario personale del medico e dà la possibilità al paziente, una volta che il medico l’ha compilata, di poter tornare in farmacia, sempre con la stessa ricetta (che, quindi, rimane a lui) nell’arco di 6 mesi e ritirare in tutto 10 confezioni del farmaco prescritto (una per volta), evitando così di dover tornare di volta in volta dal medico.

Per alcune tipologie di farmaci (come le benzodiazepine) [2], l’arco di tempo di validità della Rr è di solo 1 mese: il paziente può tornare in farmacia solo 3 volte per ritirare una confezione del farmaco e il farmacista, ad ogni dispensazione, deve timbrare la ricetta ripetibile, annotarne il prezzo e la data di vendita e restituirla al cliente. Essa deve specificare anche quante confezioni di farmaco il farmacista deve consegnare al paziente: in caso di errore (ad esempio, se il medico compila una ricetta valida per 11 confezioni o 2 confezioni), la ricetta non è più ripetibile e il farmacista deve dare una sola confezione e non altre.

  • Ricetta non ripetibile (Rnr)

È utilizzata per farmaci che devono essere obbligatoriamente presenti in farmacia [3]. È valida 30 giorni, anche per persone che non risiedono dove sono curate (come naviganti, aviatori, turisti), si rinnova volta per volta ed è ritirata dal farmacista alla consegna del farmaco, in modo tale che egli possa chiedere il rimborso all’Asl di appartenenza. Al suo interno possono essere prescritte al massimo 2 confezioni, tranne che in alcuni casi: ad esempio, per gli antibiotici iniettabili perché generalmente per ogni confezione c’è solo una fiala. Devono essere indicati: nome e cognome del paziente, eventuali esenzioni (da patologia -diabete, invalidi da lavoro, invalidi di guerra, invalidi civili, da reddito – l’esenzione può essere totale o parziale a seconda del reddito dichiarato dal paziente, per gravidanza, maternità, ecc…), eventuali note Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), ex note Cuf (che indicano che alcune sostanze possono essere prescritte solo in particolari condizioni, la patologia per cui è somministrato il medicinale, il numero delle confezioni, il tipo di paziente, la data, timbro e firma del medico).

Questi medicinali devono recare sull’imballaggio esterno o, in mancanza dello stesso, sul confezionamento primario la frase: “Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica utilizzabile una sola volta” e, nel caso di medicinale stupefacente, la frase: “soggetto alla disciplina della legge 49/2006 Tabella II, sezione B o C o D”.

  • Ricetta limitativa (Rl)

Segue la stessa normativa della ricetta ripetibile ed è usata per medicinali come interferoni, l’ormone somatotropo, l’eritropoietina, ecc… per evitare che non siano utilizzati per altri impieghi o patologie non riconosciute nella normativa (ad esempio, l’ormone somatotropo può essere somministrato da mamme ansiose se il figlio non cresce; l’eritropoietina come doping, ecc…). Si tratta di farmaci la cui prescrizione o la cui utilizzazione è limitata a taluni ambienti o taluni medici:

  • medicinali vendibili al pubblico utilizzati nel trattamento, anche domiciliare, di malattie che devono essere diagnosticate ospedale o in particolari strutture che dispongono di mezzi di diagnosi adeguati o la cui diagnosi, ed eventualmente il controllo in corso di trattamento, siano riservati allo specialista;
  • medicinali, non vendibili al pubblico, il cui impiego è consentito solo in ospedale per le caratteristiche farmacologiche, per innovatività, per modalità di somministrazione o per motivi di tutela della salute pubblica;
  • medicinali, non vendibili al pubblico, direttamente dallo specialista durante visita ambulatoriale per le loro caratteristiche farmacologiche e le modalità di impiego, a meno che la somministrazione del prodotto non necessiti di particolari attrezzature ambulatoriali: in tal caso, può essere utilizzato presso il domicilio del paziente.

Sulla confezione di questi farmaci ci sarà la dicitura: “Uso riservato a…”, con la specificazione da parte dello specialista autorizzato alla prescrizione di questo medicinale;

  • Ricetta ministeriale a ricalco.

È quella utilizzata in situazioni particolari di dipendenza, termine con cui si intende una condizione psichica e spesso fisica a causa della quale è sempre presente lo stimolo ad assumere ripetutamente il farmaco, sia per ottenere gli effetti che esso produce, sia per evitare crisi di astinenza.

È valida per 30 giorni escluso quello del rilascio.

Il ricettario a ricalco è formato da 3 fogli autocopianti e permette la prescrizione: di una quantità di medicinale sufficiente per la cura di 1 mese ma solo se i farmaci sono prescritti per la terapia del dolore grave (da tumori, da degenerazione); di 2 preparazioni contenenti principi attivi diversi; di 2 preparazioni con lo stesso principio attivo ma con dosaggi diversi; un’autoprescrizione (il medico intesta a sé stesso la ricetta per avere a disposizione il medicinale che userà per le urgenze).

note

[1] Elencati nella tabella IV della farmacopea ufficiale e nella tabella II, sezione E, definita dalla l. n. 49 del 21.02.2006 che disciplina la prescrizione delle sostanze stupefacenti o psicotrope (in quest’ultimo caso è vietata la consegna a persone di età inferiore a 18 anni o a soggetti infermi di mente).

[2] Contenuti nella tabella II, sezione E.

[3] Tabella V della farmacopea ufficiale e nella tabella II, sezioni B, C e D, definita dalla l. n. 49 del 21.02.2006.


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