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Lo sai che? Quando il proprietario è responsabile per i latrati del cane

Lo sai che? Pubblicato il 8 agosto 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 agosto 2012

Cane che abbaia: se il latrato supera la normale tollerabilità, tanto da dare fastidio anche a un soggetto e ne disturbi il riposo, per il proprietario scatta il penale.

La Corte di Cassazione ha più volte [1] precisato i limiti della responsabilità del proprietario del cane nel caso in cui il suo abbaiare arrechi fastidio alle persone. Diverso è, tuttavia, il regime della responsabilità, a seconda che si parli di responsabilità civile o penale.

La responsabilità civile sussiste quando il latrato dia fastidio anche a un solo soggetto (per esempio il vicino di casa) e sia idoneo a disturbare le occupazioni o il riposo della gente.

A tal fine, l’abbaiare deve superare la normale tollerabilità: concetto quest’ultimo che va riferito alla media sensibilità di chi vive in un determinato ambiente. Per es.: la tollerabilità di chi abita in un centro trafficato è sicuramente superiore rispetto a quella di chi vive in una zona residenziale.

La Corte, per esempio [2], in passato ha riconosciuto un congruo risarcimento del cosiddetto danno “da latrato” ai vicini di casa di una cinofila che avevano a lungo sopportato i guaiti dei cani di quest’ultima.

La responsabilità penale, invece [3], sussiste quando i rumori prodotti dall’animale siano idonei a disturbare un numero indeterminato di persone. Per cui è esclusa la responsabilità quando i latrati rechino disturbo agli occupanti di un solo appartamento. Il reato, infatti, è previsto per tutelare la quiete e la tranquillità pubblica: “pubblica” appunto e non, invece, di un numero determinato di individui.

In proposito, la Corte [4] ha precisato che “i proprietari di cani che, abbaiando, disturbano il riposo notturno del vicinato sono suscettibili di contravvenzione per disturbo della quiete pubblica”.

L’illecito, inoltre, sussiste anche se non viene provato l’effettivo disturbo arrecato dall’animale, ma la semplice potenzialità a disturbare terzi soggetti. Pertanto, se anche nessuno si lamenta, le autorità possono intervenire ugualmente [5].

Un’ultima e originale sentenza ha stabilito che abbaiare è un diritto esistenziale del cane [6]. Il “collarino anti abbaio” deve pertanto considerarsi uno strumento lesivo dei diritti dell’animale. Meglio optare per un corso di addestramento specifico.

di GIORGIA MARIA CALABRO’

note

[1] Cass. n. 4706/2011; Cass. sent. n. 36241/2004; Cass. n. 715/2001.

[2] Cass. sent. n. 29375/2009.

[3] Art 659 cod. pen.

[4] Cass. sent. n. 715 del 14 gennaio 2011.

[5] Cass. sent. n. 36241/2004.

[6] Giudice di Pace di Rovereto sent. del 11.8.2006.


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4 Commenti

  1. Io , personalmente,preferisco sentire il rumore della natura che il vociferare continuo che rimbomba nelle corti delle case fra litigi ,urla,bimbi che strillano,puzza dalle cucine ecc.ecc. ma questa è la vita comune….vivi e lascia vivere…le autorità dovrebbero avere altro di cui occuparsi o sbaglio?

  2. alla fine anche papa francesco ha detto che le persone amano gli animali e non aiutano i propri simili,il rispetto degli altri e anche dei diritti delle altre persone non sono seconde ai diritti degli animali,specie se si vive in un condominio,ma ormai per un pugno di voti si equiparano i maltrattamenti degli animali a una loro educazione come d’altra parte all’educazione delle persone!

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