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Se la taglia del vestito non mi va mi spetta la sostituzione?

28 dicembre 2016


Se la taglia del vestito non mi va mi spetta la sostituzione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 dicembre 2016



Ho acquistato un abito, ma per la fretta non l’ho misurato per bene: a casa mi sono accorta che mi stringe un po’ e va stretto di spalle. Mi spetta il cambio?

Purtroppo, in caso di acquisto di un vestito o altro capo di abbigliamento con taglia sbagliata, il consumatore non ha diritto alla sostituzione del prodotto, salvo che, al momento dell’acquisto, abbia ricevuto l’assicurazione – anche orale – del commerciante circa la possibilità di permuta del capo con una taglia diversa o con un altro di diverso tipo. Bisognerà quindi previamente concordare, con il titolare del negozio, l’eventuale diritto al reso in caso di taglia troppo stretta o troppo larga. La prova dell’accordo, se orale e non indicato in nessun documento, può essere fornita anche con testimoni; tuttavia l’acquirente non può fare da testimone in favore di se stesso.

Il codice del consumo consente la sostituzione del vestito acquistato solo se difettoso: il difetto deve concernere le qualità intrinseche del bene ed è collegato, quindi, alla sua realizzazione o allo stato di conservazione. Si pensi a una parte del vestito scucita, a una macchia di colore, a una piega che non va più via, ecc.

La diversa taglia del vestito non può essere considerata un difetto dell’oggetto acquistato, in quanto l’errore è solo da imputare alla fretta del consumatore che non ha provato correttamente l’abito.

Né il fatto che il venditore non abbia consentito di misurare il vestito in camerino o a corpo nudo può essere considerata una valida scusa, poiché l’acquirente era consapevole del rischio cui andava incontro (rischio cioè collegato alla scelta di una taglia errata o non vestibile). Egli tuttavia, avendo accettato la condizione imposta dal negoziante, non può poi rivalersi contro di questi.

Né si può invocare il diritto di recesso (o “di ripensamento”) entro i 14 giorni dall’acquisto se il capo di abbigliamento è stato acquistato presso il negozio (ossia nel locale commerciale). Tale diritto – che consente all’acquirente di restituire l’oggetto comprato e chiedere il rimborso dei soldi spesi senza bisogno di dare motivazioni, per un semplice mutato gradimento – è garantito solo nel caso di acquisto fuori dai locali commerciali; è il caso, ad esempio, di acquisto su internet, su una televendita o in una piazza o uno stand.

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Autore immagine: 123rf com

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