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Facebook intercetta le conversazioni per scoprire i criminali: attentato alla privacy?

25 Luglio 2012 | Autore:
Facebook intercetta le conversazioni per scoprire i criminali: attentato alla privacy?

Facebook pronto a intercettare le conversazioni per scoprire potenziali criminali attraverso un software basato su un algoritmo: attentato alla privacy degli utenti?

Facebook si appresta ad entrare, in modo ancor più invasivo, nella vita privata dei suoi iscritti. L’ultima trovata del social network più famoso del mondo, infatti, rischia di azzerare quel briciolo di privacy che il buon “facebookiano” cerca quotidianamente di proteggere, modificando le impostazioni e i filtri relativi a immagini, video, post e aggiornamenti di stato.

La novità ideata da Zuckerberg consiste nell’intercettare le conversazioni private degli utenti in chat, al fine di scovare potenziali criminali, attraverso un software basato su un algoritmo. Un vero e proprio “occhio magico” che, nelle intenzioni del fondatore, dovrebbe prevenire la commissioni di reati quali la pornografia e il terrorismo. Tale software, in particolare, sarebbe in grado di captare parole, frasi e indicazioni sospette, dietro le quali si celerebbe un comportamento illecito degli utenti. Tutto il materiale raccolto verrebbe sottoposto alla valutazione di un team addetto alla sicurezza ed, eventualmente, inviato alle forze dell’ordine.

L’adozione di questo sistema avrebbe delle evidenti ripercussioni negative sulla privacy degli iscritti. Nonostante la nobile finalità, infatti, è unanime il coro di protesta da parte degli internauti, stanchi delle continue violazioni della sfera privata. Senza contare il fatto che i veri criminali da sempre sono soliti usare parole in codice per riferirsi ad attività illecite, date, luoghi, appuntamenti. Dunque, il sistema di “filtraggio” potrebbe essere perfettamente inutile!

Il sistema intercetterebbe inoltre le conversazioni tra amici fittizi utilizzando un criterio alquanto discutibile: ad esser presi di mira, infatti, sarebbero gli utenti che si connettono sporadicamente. Quest’ultimi, secondo un’indagine, sarebbero più propensi ad utilizzare Facebook per scopi illeciti.

Le legittime proteste degli iscritti non sono destinate a placarsi in tempi brevi, almeno sino a quando il social di Zuckerberg non avrà chiarito il modus operandi e l’effettiva abilità del software a scovare i potenziali criminali. I dubbi, nel frattempo, restano pienamente legittimi.



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3 Commenti

  1. Non ho capito se questo è un sistema approvato dalla legge.Chi farebbe parte del team addetto alla sicurezza visto che solo eventualmente …………il materiale verrebbe sottoposto al controllo dellle forze dell’ordine?

  2. secondo me è giusto, tanto si sa, la privacy su facebook e veramente limitata, l’intercettazione dei discorsi degli utenti sul social network non dovrebbe essere un problema per chiunque non abbia cose da nascondere quindi, non mi sembra un problema per gli utenti del programma.

  3. In parte sono daccordo ma anche no,in quanto c’è gente che non è abituata a usare quotidianamente facebook x diversi motivi o per lavoro o perchè lo usa x svago.però internet siccome a volte non viene usato in maniera corretta penso che sia giusto attivare determinati prenvenzioni per controllare meglio il social network visto che viene utilizzato spesso anche da adolescenti

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