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Olio di palma: fa bene o male? La Nutella dice la sua

31 Ottobre 2016 | Autore:
Olio di palma: fa bene o male? La Nutella dice la sua

Tutti i prodotti “senza olio di Palma”, ma il mercato è ancora florido: la Ferrero cambierà la ricetta della crema alla nocciola più importante al mondo?

Il mercato alimentare è incredibilmente condizionabile, si è visto con numerosi casi, si pensi all’influenza aviaria come caso di specie – e l’olio di palma è uno dei condizionamenti a cui tale settore è stato sottoposto negli ultimi tempi, probabilmente quello che ha avuto maggiore “successo” da un punto di vista commerciale.

Ormai se un prodotto contiene olio di palma, o meglio se non appare la scritta “senza olio di palma” sulla confezione (il che come si intenderà è ben diverso dall’avere o meno l’olio di palma tra gli ingredienti prima che la “psicosi” scoppiasse) è a rischio di macero.

Olio di palma, in metà del cibo mondiale

Verrebbe da pensare che il mercato dell’olio di palma sia in crisi e invece l’olio fa parte degli ingredienti della metà del cibo mondiale. In particolare, e la notizia non farà piacere ai più golosi, la Nutella ha tra i suoi ingredienti l’olio di palma.

La notizia è che la ricetta della Nutella non cambierà di una virgola, il prodotto secondo la Ferrero sarebbe oggetto di una criminalizzazione infondata.

La questione dell’olio di palma: cancerogeno o meno?

lo scorso maggio la European Food Safety Agency (EFSA), agenzia europea per la sicurezza alimentare, pubblicava un rapporto nel quale si comunicava che l’olio di palma conterrebbe una sostanza che ad alte temperature diverrebbe cancerogena.

Era invece solo aprile 2016 quando l’Istituto superiore della sanità in Italia aveva rassicurato il ministro Beatrice Lorenzin sulla bontà del prodotto.

Olio di palma: ecosostenibile?

Ai dubbi sugli effetti per la salute si sono sommati nel tempo le rimostranze delle organizzazioni sindacali e degli ambientalisti che hanno sottolineato come la produzione di olio di palma provochi deforestazione e sfruttamento dei lavoratori, costretti a salari da fame e a condizioni di lavoro gravose.

Un tema – aggiungiamo noi – che non riguarda evidentemente solo l’olio di palma, ma che piuttosto è comune al 90% delle materie prime alimentari e che sarebbe da ipocriti dimenticare quando poi si fa una “sana” tazza di the verde o ancora quando si addenta una tavoletta di cioccolato prodotta magari senza olio di palma, ma col cioccolato coltivato nel “Sud” del mondo attraverso lo sfruttamento delle condizioni sociali disagiate delle popolazioni.

Nutella: mai “senza olio di palma”

Secondo la Ferrero, che della Nutella ha fatto un fenomeno globale, ha deciso di non cedere a quella che ritiene un’ingiusta criminalizzazione. La crema alla nocciola più venduta al mondo non cambierà di una virgola la propria ricetta. Nella sua battaglia ormai quasi “personale” la Ferrero ha trovato il il sostegno del vice-ministro dell’Agricoltura, Andrea Oliviero, il quale ha messo in guardia dalle campagne contro questo o quel prodotto, che solitamente sono studiate a tavolino per danneggiare o favorire questo o quel paese.

Asimmetria informativa: base del marketing 

Senza voler arrivare a suggerire un complotto commerciale, ci permettiamo di suggerire da parte nostra che una scelta consapevole del consumatore necessita dell’assenza di asimmetria informativa, di conseguenza, per sapere se veramente quello che sostituisce le proprietà dell’olio di palma, non sia altrettanto pericoloso (ammesso che tale pericolosità esista) sarebbe necessario informarsi, oltre che sull’olio di palma, appunto – anche sui prodotti che ne sostituiscono gli effetti.

Ma creare l’asimmetria informativa in capo al consumatore è il primo e forse più rilevante metodo per stabilire una battaglia commerciale. Non è nostro compito prendere posizione pro o contro, specie in questioni che riguardano la salute. Però permetteteci di sottolineare come spesso passi per verità ciò che viene abilmente comunicato come tale.

Per una scelta consapevole, crediamo, è necessario andare oltre lo slogan nel pacchetto, oltre le dichiarazioni, oltre il “senza grassi“, “senza olio di palma”, “senza aspartame“, andare, insomma, oltre il marketing puro e cercare l’informazione con caparbietà. Se attendiamo che ci venga somministrata, quell’informazione potrebbe generare appunto un’asimmetria in grado di condizionare le nostre scelte.

È l’anima del marketing, “è il mercato bellezza“.



4 Commenti

  1. La Ferrero non è così folle da perseverare in un tale errore se fosse vero che l’olio di palma è cancerogeno. La Coop ha tolto tutti i suoi prodotti contenenti olio di palma sostituendoli con altri privi di tale olio. Una operazione di solo marketing. Ma quanto olio di palma si dovrebbe mangiare per incappare nell’effetto cancerogeno ? Un vasetto di Nutella dura una settimana !
    Perciò bene ha fatto la Ferrero a non cadere nella trappola del mercato e ribadire il suo convincimento scientifico che l’olio di palma non fa male!!!!!

  2. Qualsiasi veleno, se preso in piccole dosi non e’ mortale, questo non vuol dire che lo dobbiamo consumare per forza.La ferrero avra’ fatto i suoi conti, e probabilmente avra’ calcolato che e’ piu’ conveniente per lei mantenere l’olio di palma invece di mantenere i suoi affezionati clienti. Quando si accorgera’ di aver fatto una scelta sbagliata, sara’ troppo tardi.

  3. Chiedo scusa, ma la ricetta originale della nutella, contemplava l’uso dell’olio di palma?
    Ne dubito, visto che l’uso di tale olio sta prendendo piede da un ventennio circa in quanto prodotto meno costoso rispetto ad altri. E’ vero che le strategie di marketing ci condizionano la vita, il che ci rende burattini inebetiti da pubblicità e mode, ed è vero che tutte le multinazionali hanno a cuore, non il benessere dei consumatori, ma il portafoglio degli azionisti. In quanto ai disastri provocati dalla produzione intensiva di quest’olio, sono sotto gli occhi di ha voglia e modo di documentarsi in merito. In virtù di questo, penso che il buon senso possa guidarci meglio di qualunque operazione di marketing: acquisita da tempo la nozione scientifica che tutti gli oli si degradano ad alte temperature (anche l’olio d’oliva, che è solo un po’ più resistente rispetto ad altri), ritengo che valga la regola che ” è la dose che fa il veleno” e questo, per me, vale anche in relazione alla produzione industriale legata alla globalizzazione dei mercati.

  4. siete tutti mal informati ma lo guardate report? non e’ un problema di cancergeno o no,il problema sta nella natura del grasso di olio di palma che e’ colesterolo puro cattivo specialmente il palmisto che se consumato in dosi eccessive un bel infarto o ictus in data da definire non ve lo toglie nessuno,questo l ha detto un medico no pinco pallino..quindi e’ semplicemente un grasso saturo che chiude le vene a lungo andare,pero’ mantiene molto i cibi quindi difficilmente sostituibile…svegliatevi

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