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Le Guide Responsabilità contrattuale

Le Guide Pubblicato il 27 gennaio 2017

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Ogni ipotesi di responsabilità civile presuppone la lesione di un interesse giuridicamente rilevante, con l’obbligo di risarcire il danno. Quando si ha responsabilità contrattuale?

 

Responsabilità contrattuale: che significa?

Come già trattato nell’articolo Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, l’ordinamento giuridico italiano distingue tra due diversi tipi di responsabilità civile:

  1. la responsabilità contrattuale, nel caso di violazione di un dovere specifico derivante da un precedente rapporto obbligatorio, qualunque ne sia la fonte (contratto, fatto illecito o altro) [1]: ad esempio, si ha responsabilità contrattuale se Caio non paga il canone di locazione previsto mensilmente per l’appartamento di proprietà di Tizio sulla base di quanto previsto nel relativo contratto;
  2. la responsabilità extracontrattuale o aquiliana che si ha quando un soggetto viola il dovere generico secondo cui ciascuno non deve ledere la sfera giuridica altrui (violazione del cosiddetto principio del neminem laedere), indipendentemente da qualsiasi tipo di rapporto tra danneggiante e danneggiato [2]: ad esempio, se Sempronio rimane ferito in un incidente in cui resta coinvolta l’auto guidata dall’amico Mevio, quest’ultimo sarà responsabile a titolo di responsabilità extracontrattuale per aver leso il diritto assoluto di Sempronio all’incolumità personale.

In alcuni casi, è possibile un concorso tra la responsabilità contrattuale e quella extracontrattuale: in pratica, si possono verificare delle ipotesi in cui uno stesso comportamento consista contemporaneamente nell’inadempimento di un’obbligazione e nella lesione di un diritto primario, come quello alla vita e all’incolumità personale. Facciamo un esempio: Tizio resta ferito in un incidente mentre viene trasportato in macchina da Caio, col quale aveva stipulato un contratto di trasporto. In un caso di questo genere, Caio è considerato responsabile:

  • a titolo di responsabilità contrattuale, in quanto la legge afferma che il vettore è responsabile per i sinistri che colpiscono il viaggiatore durante il viaggio;
  • a titolo di responsabilità extracontrattuale, per la lesione colposa del diritto assoluto di Tizio all’incolumità personale.

Responsabilità contrattuale: cosa comporta?

Il principio di fondo su cui si basa la responsabilità contrattuale è quello in base al quale il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno se non prova che l’inadempimento o il suo ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. Chiaramente, l’obiettivo è quello di tutelare la posizione del soggetto danneggiato, fermo restando che il debitore che, nonostante abbia agito con la diligenza richiesta, non abbia potuto adempiere l’obbligazione, sarà esonerato da responsabilità [4]: in pratica, se Tizio dimostra che non ha potuto adempire il debito nei confronti di Caio, nonostante il prestito chiesto alla banca a tal fine, perché alla scadenza pattuita è rimasto vittima di una rapina nella stessa banca dove si era recato per ritirare il denaro, non potrà essere considerato responsabile.

Responsabilità contrattuale: capacità

Affinché si abbia responsabilità contrattuale occorre una specifica capacità di obbligarsi, cioè di agire: per capirci, la capacità di stipulare contratti e di tutelarsi per le vie legali.

Per la responsabilità extracontrattuale, invece, è sufficiente la capacità naturale, cioè quella di intendere e volere.

Responsabilità contrattuale: onere della prova

Nella responsabilità contrattuale, il soggetto danneggiato deve provare solo l’esistenza dell’obbligazione e l’oggettivo inadempimento, a prescindere dalla verifica della sussistenza di dolo o colpa. Si applicherà, infatti, il principio della presunzione della colpa: significa che sarà il debitore, per sottrarsi all’obbligo risarcitorio, a dover dimostrare l’impossibilità sopravvenuta della prestazione per cause a lui non imputabili.

Nella responsabilità aquiliana l’onere della prova è più pesante per il danneggiato che dovrà dimostrare:

  • il fatto materiale, cioè la condotta dell’agente: ad esempio, la frattura del braccio di Tizio dipende dal fatto che Caio, guidando in modo disattento, non ha rispettato lo stop e si è scontrato con un’altra auto;
  • il danno subito: ad esempio, la frattura con 3 mesi di prognosi;
  • il rapporto di causalità tra il fatto e il danno: ad esempio, la frattura è stata causata dall’incidente provocato da Caio;
  • il dolo o la colpa dell’agente: ad esempio, la disattenzione alla guida di Caio che, se non si fosse distratto, avrebbe visto lo stop in tempo.

Responsabilità contrattuale: i danni risarcibili

In ipotesi di responsabilità contrattuale, il risarcimento del danno dovuto all’inadempimento o al ritardo deve comprendere sia la perdita subita dal creditore (il cosiddetto danno emergente) che il mancato guadagno (lucro cessante), che ne siano conseguenza immediata e diretta (nesso di causalità tra l’inadempimento e il danno) [5]: ad esempio, se viene danneggiato un taxi, il danno emergente è dato dalle spese necessarie per la riparazione, il lucro cessante dal guadagno che il titolare del taxi avrebbe conseguito se avesse utilizzato il proprio automezzo nel tempo in cui questo è rimasto fermo in officina.

Diversamente, nella responsabilità extracontrattuale sono risarcibili tutti i danni che siano conseguenza immediata e diretta della condotta dell’agente.

Responsabilità contrattuale: prescrizione

A differenza del risarcimento del danno da illecito extracontrattuale che si prescrive in 5 anni [6], all’illecito contrattuale si applica il termine ordinario di decorrenza decennale [7], salvo i tempi più brevi previsti per specifiche tipologie di contratti.

note

[1] Art. 1218 cod. civ.

[2] Art. 2043 cod. civ.

[3] Art. 1681 cod. civ.

[4] Art. 1176 cod. civ.: la diligenza cui fa riferimento il primo comma è quella media del “buon padre di famiglia”, mentre quella di cui al secondo comma, relativa all’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale, va valutata con riguardo alla natura dell’attività esercitata (diligenza del “debitore qualificato”).

[5] Art. 1223 cod. civ.

[6] Art. 2947 cod. civ.

[7] Art. 2948 cod. civ.

Corte di Cassazione, sez. II Civile, 26.09.2016, n. 18832

In tema di risarcimento del danno da responsabilità contrattuale, il danno risarcibile coincide con la perdita o il mancato guadagno conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento, la cui delimitazione è determinata in base al giudizio ipotetico sulla differenza tra la situazione dannosa e quella che sarebbe stata se il fatto dannoso non si fosse verificato, sicché, ai fini dell’accertamento dell’estensione della responsabilità, acquisisce rilievo, quale eventuale fattore sopravvenuto, anche il successivo comportamento del contraente adempiente.

 

 

Corte di Cassazione, sez. II Civ., 07.04.2015, n. 6921

In tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno, sia per responsabilità contrattuale che per responsabilità extracontrattuale il termine di prescrizione ex articolo 2935 c.c., inizia a decorrere non già dal momento in cui il fatto del terzo viene a ledere l’altrui diritto, bensì dal momento in cui la produzione del danno si manifesta all’esterno divenendo oggettivamente percepibile e riconoscibile.

 

 

Corte di Cassazione, sez. I Civile, 11.05.1990, n. 4051

L’elemento differenziale tipico (tra le due responsabilità) torna ad essere non già la predeterminazione o la predeterminabilità dei soggetti nei confronti dei quali sussiste l’obbligo, ma la fonte, contrattuale o meno, di quell’obbligo.

Corte d’Appello di Milano, sez. I Civile, 18.05.2015, n. 2132

In ipotesi di concorso di responsabilità contrattuale e extracontrattuale (o aquiliana) la duplicità del titolo risarcitorio comporta un distinto regime per ciascuna delle due relative azioni, quanto alla distribuzione dell’onere della prova, al danno risarcibile ed alla prescrizione; ferma, ovviamente, l’identità della causa petendi, ossia degli elementi di fatto soggettivi (dolo o colpa) ed oggettivi (condotta antigiuridica e conseguente danno) determinativi delle due azioni di responsabilità. (I.S.).


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