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Casa ereditata e inoccupata: devo pagare la Tari?

22 Gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Gennaio 2017



Se nell’immobile disabitato non ci sono arredi né utenze, la tassa sui rifiuti non si paga. Basta dimostrare che si è pagato regolarmente nella vera residenza.

Lo direbbe la logica stessa: se non abito in una casa, non produco rifiuti. E se non produco rifiuti, perché devo pagare la Tari per una casa inoccupata?

Questa stessa domanda si sono posti molti cittadini ed anche il ministero dell’Economia e la Corte di Cassazione [1]. La risposta che funzionari e giudici della Corte Suprema hanno dato è che, in effetti, non si deve pagare la tassa sui rifiuti per un immobile che, nel periodo relativo all’accertamento, è rimasto inoccupato e dal quale sono state staccate le utenze di luce e acqua. La Tari (già Tarsu e ancor prima Tares ma sempre di immondizia si parla) andrà pagata per l’immobile in cui effettivamente si risiede.

Quindi, se, ad esempio, mio zio mi ha lasciato nel testamento una casa, non sono obbligato ad occuparla. Magari nemmeno mi piace e non ho i soldi per riammodernarla e pensare di metterla in affitto. Che faccio? La lascio com’è, chiudo le utenze della luce, dell’acqua e del gas, e resto ad abitare nel mio appartamento a cui sono tanto affezionato. Ma per una casa ereditata e inoccupata devo pagare la Tari? No.

E’ importante, dunque, che le utenze siano inattive perché, insieme alla presenza di arredi, costituiscono una presunzione di occupazione dell’immobile. Dimostrare la mancanza di fornitura di luce ed acqua è abbastanza semplice: basta mostrare la relativa documentazione scritta. Per quanto riguarda la presenza di arredi, è sufficiente che il Comune faccia un sopralluogo per rendersi conto che, in effetti, in quell’immobile non ci abita nessuno. Se anche i messi comunali (o chi per loro) avessero trovato degli arredi in casa ma le utenze di luce e acqua slacciate, sarebbe ben difficile affermare che in quella casa abita qualcuno più o meno regolarmente con una torcia, delle bottiglie di acqua minerale per farsi la doccia e quattro o cinque coperte per non prendere una polmonite.

C’è, comunque, una terza mossa che può fornire un’ulteriore prova e che, quindi, può portare a non pagare la Tari per una casa ereditata e inoccupata: esibire il pagamento della tassa rifiuti relativa all’immobile in cui effettivamente si ha la residenza.

Sulla questione si è pronunciata anche la Commissione Tributaria Regionale di Roma [2], annullando un avviso di accertamento per omessa dichiarazione e mancato pagamento della Tari. Il contribuente, esercitando un suo diritto, ha dimostrato che in quella casa non ci abitava nessuno. E che quindi, come si diceva all’inizio, nessuno produce rifiuti. Il cittadino ha anche messo sul tavolo della Commissione i regolari pagamenti della tassa sui rifiuti relativi all’abitazione in cui effettivamente risiede. E i giudici non hanno potuto fare altro che dargli ragione.

note

[1] Cfr. risoluzione min. Economia n. 8/579 del 17.05.1988; circolare n. 95/E del 22.06.1994; Cass. sent. n. 16785 del 27.11.2002.

[2] CTR Roma, sent. n. 7001/14.


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