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Contributi volontari: come funzionano? La guida completa.

2 Novembre 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 2 Novembre 2016



Contribuzione volontaria, come si fa, quanto si paga, per quanto tempo? Ecco i dettagli nella nostra guida completa ai versamenti volontari INPS. 

La possibilità di versare contributi volontari ad integrazione dei periodi contributivi non coperti, è prevista nel nostro Paese dal 1983 [1]. Vediamo come funzionano, a cosa servono e i tempi per effettuare il pagamento degli oneri dovuti.

A cosa servono i contributi volontari?

I versamenti volontari possono essere effettuati dai lavoratori, che hanno cessato o interrotto l’attività lavorativa, al fine di:

  • perfezionare i requisiti di assicurazione per raggiungere il diritto alla pensione;
  • incrementare l’importo della pensione se i requisiti contributivi richiesti per il trattamento pensionistico sono stati già raggiunti.

Sono dunque utili per coprire con la contribuzione i periodi durante i quali il lavoratore:

  • non svolge alcun tipo di attività lavorativa dipendente o autonoma (compresa quella parasubordinata);
  • ha chiesto brevi periodi di aspettativa non retribuita per motivi familiari o di studio;
  • ha stipulato un contratto part-time (orizzontale o verticale).

Come fare richiesta di versamento contributi volontari 

Per effettuare il versamento di contributi volontari, il contribuente deve effettuare una domanda all’INPS.

Si può fare domanda attraverso:

  • il Web – tramite PIN, dalla sezione “servizi al cittadino” del portale dell’Istituto, www.inps.it;
  • il Contact Center Multimediale INPS – chiamando il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
  • i patronati e tutti gli intermediari dell’Istituto – usufruendo dei servizi telematici offerti dagli stessi.

L’ente accertata l’esistenza dei presupposti richiesti dalla legge, autorizza il versamento e quantifica gli importi dovuti inviando all’assicurato quattro bollettini Mav annuali con l’indicazione delle scadenze trimestrali entro le quali devono essere versate le relative somme.

Quando si può fare il versamento di contributi volontari, se il rapporto di lavoro non è cessato?

L’autorizzazione al versamento di contributi volontari può essere concessa anche se il rapporto di lavoro non è cessato nei seguenti casi:

  • sospensione dal lavoro, anche per periodi di breve durata se tali periodi sono assimilabili alla interruzione o cessazione del lavoro (aspettativa);
  • sospensione o interruzione del rapporto di lavoro previsti da specifiche norme di legge o disposizioni contrattuali (congedi per formazione, per gravi e documentati motivi familiari, aspettativa non retribuita per motivi privati o malattia, sciopero, interruzione del rapporto di lavoro con conservazione del posto per servizio militare), in alternativa alla possibilità di riscatto [3];
  • attività svolta con contratto di lavoro part-time, se effettuati a copertura od ad integrazione dei periodi di attività lavorativa svolta a orario ridotto;
  • integrazione dei versamenti per attività lavorativa svolta nel settore agricolo con iscrizione per meno di 270 giornate complessive di contribuzione effettiva e figurativa nel corso dell’anno.

Possono richiedere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria anche i lavoratori iscritti alla gestione separata.

Quali sono i requisiti per effettuare il versamento contributi volontari?

Per ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, si deve avere almeno uno seguenti requisiti:

  • almeno 5 anni di contributi (260 contributi settimanali ovvero 60 contributi mensili) indipendentemente dalla collocazione temporale dei contributi versati;
  • almeno 3 anni di contribuzione nei cinque anni che precedono la data di presentazione della domanda.

Tali requisiti possono essere posseduti sia per aver percepito la contribuzione obbligatoria, sia in seguito a riscatto (per sapere quando si possono riscattare i contributi leggi Cosa sono i contributi figurativi, come funzionano, a cosa servono.

Quando vanno effettuati i versamenti dei contributi volontari?

I versamenti dei contributi volontari vanno effettuati entro il trimestre successivo a quello di riferimento.

La legge ha introdotto nel 1997 [2] la possibilità di versare la contribuzione volontaria anche per i sei mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda di autorizzazione, qualora non siano presenti cause ostative (quali ad esempio potrebbero essere la contribuzione derivante da attività lavorativa o la presenza di altra contribuzione).

I periodi antecedenti i sei mesi dalla data di presentazione della domanda non possono essere invece coperti.

L’autorizzazione alla prosecuzione volontaria e dunque la possibilità di pagamento dei contributi, è concessa dal:

  • primo sabato successivo alla data di presentazione della domanda, per la generalità dei lavoratori dipendenti;
  • primo giorno del mese in cui è stata presentata la domanda, nel caso di lavoratori autonomi (artigiani e commercianti).

Contributi volontari: quanto si paga?

Naturalmente l’importo del pagamento dei contributi volontari non è fisso, ma dipende dai contributi versati dal lavoratore sino a quel momento. Il calcolo effettuato dall’INPS (e riportato sui bollettini quadrimestrali) si basa su questi tre principi, variabili per tipologia di lavoratore:

  • Lavoratori dipendenti: importo del contributo dovuto è su base settimanale,  calcolato in ragione delle ultime 52 settimane di contribuzione obbligatoria (anche se “spalmate” su più anni;
  • Lavoratori autonomi (artigiani e commercianti): l’importo dovuto è su base mensile, viene dunque determinato sulla media dei redditi da impresa denunciati ai fini Irpef negli ultimi 36 mesi di contribuzione precedenti la data della domanda.
  • Coltivatori diretti: importo del contributo su base settimanale, dunque viene determinato dalla media dei redditi degli ultimi tre anni di lavoro e non può comunque essere inferiore a quello previsto per i lavoratori dipendenti.

note

[1] L. 47/1983, art.1.

[2] Dlgs 184/1997.

[3] D.Lgs. 564/1996, art. 5.


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