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Neopatentato: regole e multe

23 gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 gennaio 2017



Vita dura per i neopatentati: sono tenuti, infatti, al rispetto di ben precise limitazioni, non solo relative ai limiti di velocità. Vediamole insieme.

 

I neopatentati sono tenuti, subito dopo il conseguimento della patente, ad alcune limitazioni relative alla guida.

 

Neopatentato: chi è?

Iniziamo col dire che per neopatentato, si intende una persona che ha conseguito la patente A2, A, B1 o B da meno di 3 anni:

  • A2: si tratta della patente necessaria per la guida delle moto;
  • A: si tratta della patente necessaria per la guida di motocicli e tricicli;
  • B1: si tratta della patente necessaria per la guida di quadricicli;
  • B: si tratta della patente necessaria per la guida di autovetture.

Dunque, se dopo un soggetto prende anche la patente C (quella per i mezzi pesanti), non è più considerato neopatentato.

 

 

Neopatentato: limiti di velocità

Le prime limitazioni per i neopatentati sono quelle relative ai limiti di velocità: essi non possono andare oltre i 100 kilometri orari in autostrada e oltre i 90 kilometri orari sulle strade extraurbane principali [1] per i primi 3 anni dalla data di conseguimento della patente.

Tolleranza zero per l’uso di bevande alcoliche: in caso di eventuale controllo, i valori di alcol nel sangue devono essere obbligatoriamente pari a zero.

 

 

Neopatentati: punti

Regole diverse anche per quanto riguarda i punti patente nei primi 3 anni dalla data del conseguimento della patente: se un neopatentato commette infrazioni che ne comportano la decurtazione, gli verranno sottratti il doppio dei punti: ad esempio, Tizio – neopatentato – guida con cellulare. In tal caso, è prevista la perdita di 5 punti; il neopatentato ne perde 10: 5×2=10 [2].

  

Neopatentati: limiti di guida

I titolari di patente di guida di categoria B conseguita dopo il 9 febbraio 2011 non possono guidare, per il primo anno dal rilascio, autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara (cioè il peso del veicolo) superiore a 55 kilowatt a tonnellata (kw/t). Nel caso di veicoli di categoria M1 (destinati al trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente), si applica un ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kilowatt.

 

Neopatentati: regole di applicazione dei limiti

Abbiamo detto che le limitazioni dei neopatentati valgono dal conseguimento della patente; nel dettaglio le ipotesi sono le seguenti:

  • in caso di nuova patente italiana;
  • in caso di nuova patente rilasciata a seguito di revoca della precedente (che consiste nel suo annullamento in modo permanente; nessuna limitazione, però, se la revoca è avvenuta come sanzione accessoria [3];
  • per gli stranieri che hanno convertito la loro patente: ad esempio, un conducente russo (o di qualsiasi Paese extra Ue) residente in Italia deve convertire la patente in italiana, dopo un anno di residenza nel nostro Paese. Per questo, nel momento in cui gli viene rilasciata la nuova patente italiana, è considerato anche lui un neopatentato ed è, quindi, soggetto alle relative limitazioni. Nessun limite, invece, per i conducenti che circolano in Italia con patente estera, pur se neopatentati;
  • per i militari che hanno convertito la loro patente.

Bisogna specificare, però, che i limiti non valgono nel caso in cui un neopatentato debba guidare un autoveicolo per accompagnare una persona diversamente abile, a condizione però che questa sia munita dell’apposito contrassegno di circolazione.

 

Neopatentati: come capire la potenza della propria auto?

Per capire se una macchina è di potenza limitata oppure no, basta consultare il sito del ministero dei Trasporti (www.ilportaledellautomobilista.it): inserendo la targa del veicolo si ottengono le informazioni che si cercano.

In alternativa si può guardare la carta di circolazione, dove, per i veicoli immatricolati dopo il 04.10.2007, il rapporto potenza/tara è specificato chiaramente [4]. Dati non disponibili nelle vecchie carte, dove è presente l’indicazione della potenza netta massima (codice P2), mentre spesso manca l’indicazione della tara, cioè la massa del veicolo in ordine di marcia. Per calcolarla, occorre procedere così:

tara = massa a vuoto + peso del conducente, indicativamente fissato a 75 kg + peso della ruota di scorta e benzina 5 kg.

Analizziamo alcuni modelli di carte di circolazione:

  • Modello MC 804 a compilazione manuale (in uso fino al 1977)

In queste vecchie carte di circolazione il valore kw/t dovrebbe essere specificato chiaramente alla pagina 2.

In generale, se si trova la potenza espressa in CV occorre fare questa conversione: 1 KW = 1 CV x 0,736, facendo attenzione a non confondere i cavalli fiscali con i cavalli vapore: sono questi ultimi che indicano la potenza massima effettiva.

  • Modello TT 820 F (in uso verso il 2001)

In questo tipo di carta di circolazione è specificato solo il valore della massa complessiva a pieno carico (F2) e della potenza (P2): di conseguenza, non è possibile calcolare la tara.

  • Modello MC 820 – formato A4 – ancora in uso

Nelle nuove carte di circolazione deve essere obbligatoriamente riportata la massa complessiva a pieno carico alla pagina 2, con codice comunitario F2.

Pur mancando la tara, solitamente sono riportate nelle annotazioni a pagina 3 o 4 la portata (principalmente nei veicoli per il trasporto di cose, della categoria internazionale N) o la massa a vuoto (principalmente nei veicoli per il trasporto di persone, della categoria internazionale M).

La tara si può comunque ricavare da questi dati:

– tara = massa complessiva a pieno carico (F2) – portata.

– tara = massa a vuoto + 80 kg (peso indicativo del conducente più benzina e ruota di scorta).

Se il peso è espresso in kg, basta dividere il numero dei kg per 1000 al fine di ottenere il dato della tara in tonnellate.

La potenza specifica si ottiene dividendo la potenza massima per la tara.

Potenza specifica = Potenza netta massima (P2)/tara (in tonnellate).

 

 

Neopatentati: cosa succede a chi non rispetta i limiti?

Chi non rispetta le limitazioni previste dalla legge può incorrere in una sanzione amministrativa che consiste nel pagamento di una multa che va dai 160 ai 641 euro a cui può aggiungersi la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per un periodo dai 2 agli 8 mesi.

A queste sanzioni possono aggiungersi a quelle in materia di limiti di velocità. Quindi, le prime possono sommarsi alle seguenti:

  • multa tra i 39 euro e i 159 euro per chi supera di 10 km/h il limite;
  • multa tra i 159 euro e i 639 euro (e 3 punti in meno sulla patente) per chi supera il limite fino a un massimo di 40 Km/h;
  • multa tra i 500 euro e 2.000 euro (e 6 punti in meno sulla patente) per chi supera il limite fino a un massimo di 60 Km/h;
  • multa tra i 779 euro e 3.119 euro (e 10 punti in meno sulla patente) per chi supera il limite per più di 60 Km/h.

 

 

Neopatentati: c’è l’obbligo del contrassegno principiante?

A molti di noi sarà capitato di vedere, ad esempio, sul retro delle auto di una scuolaguida una “P” stampata in grande ad indicare un guidatore principiante alla guida. Serve per avvertire gli altri guidatori di tenersi a debita distanza dal veicolo in questione prestando la massima attenzione. Per i neopatentati, però, non c’è alcun obbligo di porre la P sul retro dell’auto.

note

[1] Art. 117 cod. str.

[2] Art. 126 bis cod. str.

[3] Art. 219 cod. str.

[4] Circ. ministero dei Trasporti n. 43 del 02.08.2007, prot. 0090675/RU del 03.10.2007.

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